Tutta colpa della musica

tuttacolpadellamusicaGiuseppe, un uomo di mezza età, scopre l’amore, frequentando il coro dell’amico fedelissimo, Nappo. La donna dei suoi sogni, anche se lui è regolarmente sposato con figlia, è Elisa , il  soprano del coro, dalla vita misteriosa. Il dialogo con la famiglia, Giuseppe, l’ha interrotto a causa di una crisi mistica della moglie e della figlia. L’amico Nappo, a sua volta, ha una vita sregolata, sempre dietro al mito della giovinezza e conseguentemente dell’amore, ha una moglie che gli perdona tutto, l’aspetta, gli mantiene in piedi il coro e anche se vivono separarti, l’ama. Tutto sembra scorrere liscio ma un giorno…

Commento 

Tutta colpa della musica? E meno male che c’è la bella melodia” A te  o cara” dai Puritani di Vincenzo Bellini, ad invadere la pellicola. I finti gorgheggi  di Stefania Sandrelli sono l’unica cosa veramente accettabile, per il resto, il solito film all’italiana e anche di vecchio stampo, che nel finale, quasi sempre, riunisce i vari interpreti in ospedale, al capezzale del protagonista morente. Nappo, lo scavezzacollo di turno, che ne ha fatte tante, è Richy Tognazzi, il quale tardivamente si accorge che sua moglie è l’unica donna della sua vita.

Eppure il primo tempo fa ben sperare,  la trama si costruisce agevolmente, anche per le facili battute, nella parlata toscana, di Marco Messeri. Ma tutto si rovina in seguito ed i personaggi ad iniziare dalla fidanzata estetista a quella bulgara, tutte e due di 30 anni più giovani di Nappo, per continuare con la figlia di Giuseppe (Arisa), sono grotteschi, macchiette di se stessi.  Una partitura già scritta è, poi, la vita da single di Nappo e Giuseppe, quando quest’ultimo  abbandona la casa, l’ubriacatura dei due per affogare la tristezza, la corsa distruttrice di Nappo in bicicletta e il conseguente  suo ricovero in ospedale. Un déjà vu  sono anche il marito malato, senza speranza, di Stefania Sandrelli, quasi a giustificare la scappatella che la bella signora si concede e i suoi figli, prima gelosi,  poi accondiscendenti  e comprensivi. Patetica e finta è la scena in cui la moglie di Giuseppe, quando lui l’abbandona, abbraccia tra le lacrime la suocera e le chiede di restare in casa, malgrado suo figlio l’abbia lasciata.  Simona Izzo,  che è l’autrice del soggetto,  ha calcato la mano in alcune parti del film  e questa è una di esse. Solo nel suo immaginario si  ritrovano questi buoni sentimenti, tra  suocera e nuora.

Gli interpreti 

Tutti gli interpreti, malgrado il contenuto del film, che ha concorso alla 68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione “Controcampo Italiano”, sono a loro agio nelle parti: da Elena Sofia Ricci, a Stefania Sandrelli, due vere signore del cinema, da Richy Tognazzi a Marco Messeri, la cui caratterizzazione è spontanea e naturale. Ed Infine Arisa, ma perché la cantante Arisa, nella parte della figlia di Messeri?

Il Regista 

Riccardo Tognazzi, conosciuto come Richy è  figlio del grande Ugo Tognazzi e dell’attrice Pat O’Hara. È sposato con l'attrice e regista Simona Izzo. Grazie al padre, fin da piccolo frequenta molti set cinematografici, successivamente studia al DAMS di Bologna, inizia a lavorare come aiuto regista per Luigi Comencini, Pupi Avati e Maurizio Ponzi, facendo di tanto in tanto qualche comparsata in veste di attore in alcuni film del padre.

Nel 1987 debutta come regista con Fernanda, episodio del film per la TV Piazza Navona progettato da Ettore Scola. Inizia così un'intensa attività che lo porta a realizzare film come Piccoli equivoci, (1989)), Ultrà(1990),La scorta(1993), Vite strozzate(1996),Canone inverso(2000),Il padre e lo straniero(2010), Tutta colpa della musica (2011).

Spunti di riflessione

Anche se l’età a volte non si vede, c’è  e su di essa bisogna dosare le forze.

 

Regia

Richy Tognazzi


Interpreti

Richy Tognazzi, Marco Messeri, Stefania Sandrelli, Elena Sofia Ricci, Arisa

 

Giudizio 

 Sufficiente

 

Maria Serritiello

 


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