L’arrivo da Roma di Tommaso, nella casa paterna di Lecce, è atteso da tutta la famiglia, ma soprattutto dal padre che vuole inserirlo nella nuova gestione del pastificio, la propria azienda, dove già lavora Antonio, il figlio più grande. In effetti, il giovane ritorna per rivelare a tutta la famiglia qualcosa che lo riguarda e cioè che nella capitale non si è laureato in economia, come ha fatto sempre credere, ma in lettere e per questo vorrà seguire la carriera di scrittore e non quella d’imprenditore e che ha una relazione omosessuale a cui non intende rinunciare. La famiglia di Tommaso, piccolo borghese, tradizionalista e a suo agio nella provincia pettegola, non è il luogo ideale per le confessioni ed infatti il giovane riuscirà a parlare superficialmente solo con il fratello che lo invita a non raccontare la verità dinanzi a tutti o almeno non per il momento. Tommaso invece è deciso, ha premura di parlare, anche per far ritorno presto a Roma, dove l’attende fiducioso il compagno. Ed ecco che tutta la famiglia è riunita per pranzare insieme, intorno al tavolo c’è la zia Luciana, una figura bislacca e dedita al bere, c’è la nonna distinta e bella ancora per la sua età, c’è la sorella sposata ad un uomo goffo ed eccessivo, ci sono i suoi genitori genuini ma conformisti e ci sono i nuovi soci, padre e figlia, amici di famiglia. L’occasione è quella giusta per poter dire le cose come stanno, ma Tommaso viene anticipato dal fratello Antonio che a sua volta ha qualcosa da dire, quel qual cosa che cambia la vita a tutti i componenti della famiglia fino a quando…..
Commento
“Mine vaganti” si è fatto ben notare nella sezione “Panorama Special”
al 60° festival cinematografico di Berlino, dove ha ottenuto un discreto successo, tanto da essere acquistato da ben 14 paesi stranieri. Il film è stato, inoltre candidato al David di Donatello per :migliore film, regista, sceneggiatura, produttore, attrice non protagonista, attore non protagonista, direttore della fotografia, musicista, canzone originale, scenografo, costumista, montatore. Candidato al Nastro d’Argento per la miglior commedia, vince solamente il Davide di Donatello per il migliore attore e la migliore attrice non protagonisti. E’il film “il più bello del reame”, per aver ottenuto tante “nomination”? Non credo ma è sicuramente un film gradevole, alla maniera di Ferzan Ozepetek, con una trama intrigante, un cast indovinato (quant’ è mancata l’attrice turca Serra Ylmaz, icona di tutti i film di Ferzan!) e con le riprese di una Puglia, finalmente scoperta dal cinema, assolata e lustra. I personaggi si muovono con una certa eleganza, mai grotteschi, anche quando la storia potrebbe prendere la mano, anche quando all’improvviso irrompe, nella sonnolenta vita provinciale della famiglia, la banda degli amici omosessuali, in fuga da Roma. Commovente è lo sforzo che ognuno compie per non rivelare alla famiglia bacchettona la vera natura, per non scadere nel macchiettista, anche qui inevitabile. E’ da notare un certo compiacimento dei giovani gay, mentre improvvisano una coreografia sensual-burlesca, tra le onde salate del Salento e in una pausa distensiva del gruppo, che concilia un po’ tutti. I corpi, inaspettatamente, emergono dall’acqua, lucidi, sincronici, scolpiti dal sole, quanto basta per essere ammirati a riva da un compiaciuto Tommaso, abbracciato al suo compagno. La musica, un pezzo scelto appropriato, è improvvisa liberazione, ognuno per proprio conto è trasportato in un luogo ideale, nel quale non ci sono diversità e dove alla luce del sole possono semplicemente mostrarsi come sono. Il film, girato con leggerezza, con un’indiscussa allegria e privo di scene cupe, è , però, ripetitivo, il tema –ossessione sull’omosessualità è un limite che il regista dovrebbe decidersi assolutamente ad abbandonare. Sull’omosessualità e sui problemi a lei connessa, Ferzan ha detto e ridetto ogni cosa, per cui una filmografia ostinatamente monotematica, a lungo andare, può non rendere più un buon servizio al talento indiscusso dell’artista italo – turco. Interpreti
Continua a dare ottime prove d’interprete l’attore, Riccardo Scamarcio, che, avendo abbandonato il genere melenso e il ruolo di bello e perverso per ragazzine invasate, nella parte di Tommaso delinea un personaggio di spiccata sensibilità, sempre sospeso tra la reticenza e il dolore. Bravi interpreti tutti gli altri, eh si che sono attori si razza, come: Ennio Fantastichini, già altre volte per Ozpetek, significativo interprete di padre spaventato dalla diversità, Alessandro Preziosi, bello e misurato, Ilaria Occhini, la signora del teatro italiano e la nonna intrigante di Tommaso Elena Sofia Ricci, la versatile interprete e Lunetta Savino, capace , dopo il primo sbandamento, di ricompattare la famiglia.
Regista
Fezan Ozpetek è nato ad Istambul nel 1959 ma nel 1979 si è trasferito in Italia per frequentare, alla Sapienza di Roma, storia del cinema e per partecipare ai corsi di recitazione dell’Accademia “Silvio D’amico”. E’stato aiuto regista di Massimo Troisi, Murizio Ponzi, Richy Tognazzi, Sergio Citti e Francesco Nuti. Di grande talento e di spiccata capacità descrittiva con la macchina da presa, ha firmato film di successo tra i quali: Bagno turco, Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Saturno contro e Un giorno perfetto.
Curiosità
La città di Lecce, il 22 maggio scorso nella sede del comune e con una significativa cerimonia, ha conferito, al regista italo –turco Fezan Ozptek, la cittadinanza onoraria.
Frasi del film
--Non farti dire mai dagli altri chi devi amare e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre.
--Non devi aver paura di lasciare, tante le cose importanti nella vita non ti lasceranno mai
Spunti di riflessione
La verità non è mai così come appare, bisogna guardare oltre.
L’omofobia e l’intolleranza una conseguenza dello sguardo corto?
Regia: Fezan Ozpetek
Cast: Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Lunetta Savino, Ennio Fntastichini, Ilaria Occhini.
Giudizio
Distinto
Maria Serritiello