Napoli: un masterclass per riportare la canzone napoletana nella sua culla

masterclass_napoliPienone nella sala Martucci del Conservatorio in Napoli San Pietro a Majella per il concerto-aperitivo tenutosi sabato 26 novembre alle ore 12, al termine di un masterclass sulla canzone napoletana d’arte.

Il corso, iniziato nella prima metà di settembre, è stata gestito dal maestro Daniela Del Monaco, le cui lezioni hanno fatto lavorare insieme allievi delle classi di canto, pianoforte, chitarra e mandolino. La Del Monaco ha messo a servizio degli studenti la sua intera esperienza, culminata nel campo della canzone classica napoletana con la pubblicazione di un CD, “Napoli in canto”, per la casa discografica parigina Opus 111.

“Il genere della canzone napoletana è straordinario”,  ha affermato la Del Monaco.

“È un genere colto che presenta una grande raffinatezza. Lo dimostra il fatto che i discografici del ‘900, che fossero del nord o sud Italia, dell’intera musica popolare, hanno inciso quella napoletana, perché è strutturata con tutti i canoni della musica classica”.

Ed è per questo motivo che stupisce come lo studio del genere partenopeo sia coltivato in tutta Europa, meno che a Napoli.

“È forse la prima volta che al conservatorio di Napoli si tiene un masterclass sulla canzone napoletana d’arte”, continua. “È una novità in cui si identifica un vuoto, se si pensa che la canzone napoletana si insegna persino nei conservatori russi”.

Successo doppio, dunque, per gli allievi del conservatorio che, oltre ad aver ampliato il proprio repertorio studiando un programma facente parte de ‘Il periodo d’oro della canzone napoletana’, non a caso titolo del concerto, hanno eseguito un programma che è forse doveroso eseguire tra le mura del San Pietro a Majella più che in ogni altro luogo. Tale sembra essere l’opinione generale degli studenti, ma anche del pubblico che, costituito quasi esclusivamente da un folto gruppo di turisti, ha avuto modo di ascoltare brani come “I’ te vurria vasa’” di Russo-Di Capua, “Autunno” e “Tu ca nun chiagne” di Bovio-De Curtis, “Scetate” di Russo-Costa, “Duje paravise” di Parente-Mario, “Tarantella internazionale” di Murolo-Tagliferri, “Furturella” di Cinquegrana-Gambardella e “‘A rumba d’ ‘e scugnizzi” di Viviani.

Prima dell’inizio del concerto, i turisti hanno avuto modo di fare una visita guidata nel Museo e nella Biblioteca dell’antica struttura, che insieme con le voci e gli strumenti degli allievi, hanno narrato la storia della musica a Napoli. Hanno potuto camminare tra cimeli antichissimi e strumenti preziosi e rari, appartenuti ad artisti famosi o grandi personaggi storici e, nella Biblioteca, tra gli autografi di Scarlatti, Pergolesi, Paisiello, Cimarosa, Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi.

 

Polese Chiara

 


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