Quando nasce Marco Vecchio come artista?
Nasce in maniera espositiva e continuativa dal 1998 in poi con una prima collettiva “Segnalibro d’autore” tenutasi a Monaco di Baviera in un percorso che conduce fino a quest’ultima mostra Magma che è in atto presso il M.A.V. di Ercolano.Ma è evidente che la mia creatività allo stato puro si era già manifestata fin dalla mia adolescenza vissuta fra eventi culturali di ogni genere grazie ad entrambi i miei genitori.
Come mai il ritratto,la fisionomica?
Non so dare una motivazione precisa , si può dire che ogni artista ha un trasporto naturale per un particolare modo di esprimersi .Il tutto passa più nel subliminale che nella razionalità.
La ritrattistica è una tradizione che fin dall’Umanesimo ha messo radici in Italia quanto in Europa e da quell’epoca fino al ‘900 ha svolto una grande funzione di perpetuazione del ricordo delle grandi casate. Una funzione che poi è stata assunta dalla fotografia. E’ evidente che la mia tendenza per il ritratto non è certamente una tendenza di figurativismo dettagliato e definito né ha nulla a che fare con un tipo di realismo o di riproduzione fotografica. I miei volti spesso senza sguardo sono assorbiti dalla gamme cromatiche e dai piani segnico-decorativi, non hanno pertanto nulla di determinato,non hanno una identità singolare ed individualistica ,ma sono trasfigurati dall’eccedenza coloristica. Sono figure fantastiche, oniriche,visionarie.
Quali sono i tuoi riferimenti fra i grandi dell’arte visiva?
Certamente Francis Bacon ma anche i grandi del Rinascimento nonché la sensualità di Oscar Kokoschka.
Tu vuoi essere un artista puro,completamente dedito alla creatività. Ma non è anacronistico?
Credo proprio di no,se la passione per l’arte ti travolge al punto da crederci totalmente e da viverla con tutto te stesso.
Il tuo curriculum è una galleria ben lunga di esposizioni sia nazionali che estere. Qual’è la mostra che ti ha dato maggiore gratificazione?
Ma non potrei dirlo:ce n’è più d’una. Naturalmente, mi hanno emozionato più le monografiche che le collettive.
Parallelo al tuo percorso artistico c’è un tuo percorso didattico me ne vuoi parlare?
Si,io attualmente curo presso il Museo Città creativa di Ogliara i corsi di decorazione a freddo su cotto e contemporaneamente sviluppo presso scuole di ogni grado Programmi relativi tanto alla pittura, al disegno che in concomitanza alla scrittura.
Gabriella Taddeo