Si cambia alla “Galleria del Corso” e ad essere prevalente è l’acqua, l’elemento che segue al fuoco di Santa Rossi e Gelsomino Casùla. Ad esporre questa volta è il giovane di talento dal nome d’arte, Marlen Afef Altodè.
Per quattro weekend, tra novembre e gennaio 2012, artisti salernitani, affermati o emergenti, espongono alla “Galleria del Corso” l’elegante spazio della città, quadri o sculture sul tema dei quattro elementi della natura e precisamente: “Il Fuoco” , “l'Acqua” ,“La Terra” e “l’Aria”. L’intera manifestazione è organizzata dallo staff della Confesercenti, con la partecipazione del Comune di Salerno ed è curata dal Laboratorio dei Pensieri Scomposti di Umberto Flauto.
Grafico di immediato impatto visivo e la grafica è la sua tecnica figurativa, Marlen Afef Altodè, nell’esposizione che abbellisce, in questo periodo la Galleria del Corso, interpreta l’elemento “Acqua”, uno dei quattro simboli dell’intera rassegna, con mare , onde e perfino liquido amniotico. Così nei quadri in esposizione, l’artista, dà forma alle emozioni, servendosi del tratto grafico, come schegge di immediatezza espressiva ed affida ai contrasti cromatici il compito di rappresentare l’interezza del sentimento che ispira la composizione.
“Le vernissage” è stata accompagnata dall’esibizione del “Duo jazz”, Carmen Bevilacqua e Ciro Bove, voce e chitarra, due giovani di talento, laureati al conservatorio G. Martucci di Salerno, che hanno proposto classici del jazz americano. Dopo il primo evento, sul tema del Fuoco e questo in corso sull’Acqua, la Galleria del Corso si connota sempre più come un luogo di fruizione artistica oltre che commerciale, dal fascino dell’ Underground, senza essere necessariamente una rete sotterranea.
Note : Marlen Afef Altodè
Marlen Afef Altodè nasce nel 1976 e vive a Salerno a partire dai primi anni ’80. Salerno lo risucchia fin da adolescente in un cieco circuito lavorativo. Matura le sue prime esperienze, muovendosi nel mondo della notte, come cameriere in disco-pub, barman e buttafuori. Successivamente e per reazione, prova ad impiegarsi presso una fabbrica di tessuti, ma gli automatismi richiesti lo rendono intollerante e claustrofobico. Comincia così, nel ‘96, ad affacciarsi nel mondo delle investigazioni private, ma le esperienze in questo settore scaturiscono un dissidio interiore, dovuto all’attività che richiede invisibilità, accortezza e brutale intromissione nel privato degli investigati. Al di fuori di quest’ambito, comincia a costruirsi i mezzi necessari per dar forma alla sua espressività e sarà, prima, chitarrista in una cover-band, successivamente ideatore di un programma radiofonico che promuove la diffusione di gruppi musicali emergenti. Vanno in onda diverse puntate in varie emittenti locali e con successo. Quanto più il suo lavoro lo porta ad essere preciso, accorto e misurato osservatore, tanto più la sua esigenza espressiva, costretta da un rigore autoimposto, reclama il proprio spazio. Per rispondere a questo richiamo, studia grafica presso la “Edp Key” di Salerno e presso l’ “Ilas”di Napoli, impossessandosi di strumenti necessari per l’approccio alla creazione digitale. Approda a questa tecnica, si appassiona tanto e ne diventa il suo stile creativo che, per tutta la prima metà di dicembre, si potrà ammirare nella scintillante galleria.
Maria Serritiello