A Milano la Giornata della Memoria dei cronisti uccisi

Sarà Milano quest’anno la città sede della celebrazione della terza Giornata della
Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, voluta dall’Unione Nazionale
Cronisti Italiani, in concomitanza, il 3 di maggio, con la Giornata della Libertà
dell'informazione decretata dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 1993 e organizzata
dall'Unesco.
La cerimonia, che si svolgerà nella sede della Regione Lombardia, al Pirellone,
nell’Auditorium Giorgio Gaber, assume un particolare significato per il giornalismo
milanese, in quanto il prossimo 28 maggio ricorrerà il trentesimo anniversario
dell’assassinio di Walter Tobagi, il giornalista del Corriere della Sera e dirigente
sindacale falciato sotto casa da un commando delle Brigate XXVIII Marzo, guidata
da Marco Barbone. Tobagi, insieme con gli altri dieci giornalisti italiani uccisi e i
molti altri feriti da commando terroristici o della criminalità organizzata, sarà
ricordato oltre che dalla figlia Benedetta, dal collega e amico Giuseppe Baiocchi.
Ma l’Unci e il Gruppo Cronisti Lombardi, che in collaborazione con l’Associazione
Lombarda dei Giornalisti e l’Ordine Regionale, con la Fnsi e l’Ordine nazionale dei
giornalisti hanno curato l’organizzazione della Giornata, vogliono che quella di
Milano sia anche l’occasione per una riflessione sulla situazione di tutti quei colleghi
che, lavorando in zone ad alta densità mafiosa, sono quotidianamente sotto la
minaccia della criminalità organizzata. E’ in questa prospettiva che saranno presenti a
Milano anche Rosaria Capacchione e Lirio Abbate, a testimoniare quanto sia ancora
difficile e pericoloso per la propria incolumità personale esercitare in vaste aree del
nostro Paese il diritto-dovere di cronaca.
Alla cerimonia saranno presenti, oltre al Governatore della Lombardia Roberto
Formigoni, le maggiori autorità civili e militari milanesi, e il presidente della
Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale.
La manifestazione sarà il segno tangibile che il ricordo di quanti si sono sacrificati
non sbiadisce con il passare degli anni e che tutti gli organismi della categoria sono
impegnati nel mantenere aperti i canali – come dimostra la contestazione del ddl
legge Alfano - attraverso i quali la libertà di stampa fornisce ai cittadini in modo
corretto, completo e tempestivo le informazioni indispensabili perché conoscano
quanto avviene nel Paese e possano, quindi, assumere in modo consapevole le loro
scelte.

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