“Nel nostro piccolo, ai margini dell’Europa, qualcosa stiamo cercando di fare, anche
ricordando questa data importante per il popolo Rom”. E’ perentoria la dichiarazione dei
rappresentanti della municipalità di Prilep, in Macedonia. Fa eco la voce dei volontari del
COSV, l’ong italiana che proprio sul tema dell’integrazione dei Rom nella società sta
lavorando grazie a un progetto in ben tre paesi: Macedonia, Montenegro e Kossovo.
“Siamo davvero colpiti dal clamore del silenzio che accompagna questo avvenimento ma
certo non sorpresi. Purtroppo il problema dei Rom è ancora uno dei più terribili esempi di
razzismo ed emarginazione che si conosca in Europa”.
Quella odierna, l’8 Aprile, è la data in cui si celebra, in tutto il mondo, il Romano Dives, la
giornata internazionale della nazione Rom, per ricordare quell’8 aprile 1971 che vide riuniti
a Londra, al Congresso, per la prima volta a livello internazionale i rappresentanti delle
comunità rom. Fu in quell’occasione che si costituì la Romani Union, la prima
associazione mondiale dei Rom riconosciuta in seguito, a partire dal 1979, anche
dall'ONU.
Le discriminazioni iniziate dall’arrivo delle comunità rom in Europa, almeno cinque secoli
fa, e culminate con il Porrajmos, l'Olocausto zingaro, in cui persero la vita nei campi di
sterminio nazisti almeno 500.000 Sinti e Rom, non sono purtroppo diminuite nel tempo.
Possiamo anzi dire che in tutta Europa i fenomeni di intolleranza nei confronti di questa
minoranza etnica siano addirittura in aumento. E' il caso dell'Italia con i suoi campi nomadi
fortemente lesivi dei più elementari diritti umani, viste le ubicazioni di molti campi nei
pressi di discariche o in aree dalle condizioni ambientali particolarmente svantaggiate.
Una situazione che ricorda il regime dell’apartheid come cita il rapporto dell’European
Roma Rights Center e che riguarda un po’ tutte le nazioni europee.
Bisogna andare allora in Macedonia, presso la piccola municipalità di Prilep, per vedere
celebrata la Giornata Internazionale dei Rom, in mezzo a danze popolari, spettacoli
teatrali, musica ed altri eventi cui partecipano, con indubbio successo, studenti e ragazzi
sia Rom sia macedoni, rappresentanti delle diverse comunità, organizzazioni di
volontariato ma anche semplici cittadini, per dare voce e ascoltare i problemi di una
minoranza che rappresenta il 6% della popolazione nazionale. “L’integrazione delle
minoranze nella municipalità è molto importante” sostiene Ana Lashkoska, responsabile
delle relazioni esterne della Municipalità di Prilep.
“Il progetto del COSV nei Balcani è stato realizzato per promuovere, con un approccio
comune, l’inclusione sociale delle comunità rom all’interno del processo di integrazione tra
le differenti comunità locali”, dice Ana M. Da Rocha - responsabile del progetto in
COSV - Via Soperga 36, Milano - Tel 02 2822852; Fax 02 2822853
Mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
- Web www.cosv.org
Macedonia. Il progetto, realizzato in partnership con alcune associazioni locali - AHP-Aid
for Handicap and Poor people, FSR- Fondazione per il Sostegno degli Studenti rom e
ONG MOSAIC Network - mira al rafforzamento delle minoranze Rom, inteso come
progressiva consapevolezza dei propri diritti e costruzione di condizioni di maggiore
sicurezza. Un impegno che, con grande difficoltà,dovrebbe riguardare tutta Europa.
Dall’indagine EU-MIDIS condotta dall’Agenzia dei Diritti Fondamentali sulle minoranze
europee è infatti emerso che i Rom subiscono continuamente crimini contro la persona,
abusi, molestie e minacce a sfondo razzista, nonostante siano un’esigua minoranza quelli
ancora nomadi, a fronte di un gran numero di famiglie e individui stanziali anche da molti
anni. I pregiudizi, insomma, sono duri a morire.
Quelli sui rom, di più..
Prilep, 8 aprile 2010
Per informazioni: COSV Milano – 02 2822852 –
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“Nel nostro piccolo, ai margini dell’Europa, qualcosa stiamo cercando di fare, anchericordando questa data importante per il popolo Rom”. E’ perentoria la dichiarazione deirappresentanti della municipalità di Prilep, in Macedonia. Fa eco la voce dei volontari delCOSV, l’ong italiana che proprio sul tema dell’integrazione dei Rom nella società stalavorando grazie a un progetto in ben tre paesi: Macedonia, Montenegro e Kossovo.“Siamo davvero colpiti dal clamore del silenzio che accompagna questo avvenimento macerto non sorpresi. Purtroppo il problema dei Rom è ancora uno dei più terribili esempi dirazzismo ed emarginazione che si conosca in Europa”.Quella odierna, l’8 Aprile, è la data in cui si celebra, in tutto il mondo, il Romano Dives, lagiornata internazionale della nazione Rom, per ricordare quell’8 aprile 1971 che vide riunitia Londra, al Congresso, per la prima volta a livello internazionale i rappresentanti dellecomunità rom. Fu in quell’occasione che si costituì la Romani Union, la primaassociazione mondiale dei Rom riconosciuta in seguito, a partire dal 1979, anchedall'ONU.Le discriminazioni iniziate dall’arrivo delle comunità rom in Europa, almeno cinque secolifa, e culminate con il Porrajmos, l'Olocausto zingaro, in cui persero la vita nei campi disterminio nazisti almeno 500.000 Sinti e Rom, non sono purtroppo diminuite nel tempo.Possiamo anzi dire che in tutta Europa i fenomeni di intolleranza nei confronti di questaminoranza etnica siano addirittura in aumento. E' il caso dell'Italia con i suoi campi nomadifortemente lesivi dei più elementari diritti umani, viste le ubicazioni di molti campi neipressi di discariche o in aree dalle condizioni ambientali particolarmente svantaggiate.Una situazione che ricorda il regime dell’apartheid come cita il rapporto dell’EuropeanRoma Rights Center e che riguarda un po’ tutte le nazioni europee.Bisogna andare allora in Macedonia, presso la piccola municipalità di Prilep, per vederecelebrata la Giornata Internazionale dei Rom, in mezzo a danze popolari, spettacoliteatrali, musica ed altri eventi cui partecipano, con indubbio successo, studenti e ragazzisia Rom sia macedoni, rappresentanti delle diverse comunità, organizzazioni divolontariato ma anche semplici cittadini, per dare voce e ascoltare i problemi di unaminoranza che rappresenta il 6% della popolazione nazionale. “L’integrazione delleminoranze nella municipalità è molto importante” sostiene Ana Lashkoska, responsabiledelle relazioni esterne della Municipalità di Prilep.“Il progetto del COSV nei Balcani è stato realizzato per promuovere, con un approcciocomune, l’inclusione sociale delle comunità rom all’interno del processo di integrazione trale differenti comunità locali”, dice Ana M. Da Rocha - responsabile del progetto inCOSV - Via Soperga 36, Milano - Tel 02 2822852; Fax 02 2822853Mail:
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- Web www.cosv.orgMacedonia. Il progetto, realizzato in partnership con alcune associazioni locali - AHP-Aidfor Handicap and Poor people, FSR- Fondazione per il Sostegno degli Studenti rom eONG MOSAIC Network - mira al rafforzamento delle minoranze Rom, inteso comeprogressiva consapevolezza dei propri diritti e costruzione di condizioni di maggioresicurezza. Un impegno che, con grande difficoltà,dovrebbe riguardare tutta Europa.Dall’indagine EU-MIDIS condotta dall’Agenzia dei Diritti Fondamentali sulle minoranzeeuropee è infatti emerso che i Rom subiscono continuamente crimini contro la persona,abusi, molestie e minacce a sfondo razzista, nonostante siano un’esigua minoranza quelliancora nomadi, a fronte di un gran numero di famiglie e individui stanziali anche da moltianni. I pregiudizi, insomma, sono duri a morire.Quelli sui rom, di più..
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