Il futuro degli ebook dipenderà dal prezzo?

ebookreader“Il mercato dei libri in Italia è forte, ma la lettura è debole”. Questo in grossa sintesi il quadro presentato dal Ministero per i beni e le attività culturali a metà dello scorso febbraio, in occasione delle presentazione del Centro per il Libro e la Lettura. La definizione vuole indicare un mercato fatto di pochi lettori che leggono molto.

In effetti, i lettori in Italia sono il 38% della popolazione di età superiore ai 14 anni.  Di questa percentuale il 30%, circa 15 milioni di persone, sono assolutamente saltuari, mentre i lettori abituali sono l'8% (4 milioni di persone). Una platea molto variegata, che al suo interno ha uno  0,4% di persone che legge più di 20 libri all’anno, lo zoccolo duro, e due fasce deboli: il 15,2% con 3-5 libri all'anno e il 14,8% con 1-2 libri.

Un quadro desolante, che, stando alle parole del presidente del Centro per il Libro,  Gian Arturo Ferrari  “non risponde ancora ai parametri di una moderna democrazia, per la mancanza di valore sociale della lettura che si accompagna ad una scarsa competitività del paese”.

Eppure in questa comunità minuscola di lettori, si parla molto del futuro del libro e sui quando e i se dell’arrivo dell’ebook, il libro in formato digitale.  Ci si interroga anzitutto sul se il fattore prezzo possa gravare sull’acquisto.

Negli Stati Uniti, mercato giovane e molto attivo sul fronte dei libri elettronici, è guerra aperta tra Amazon e Apple. Nonostante l’azienda di Cupertino debba ancora aprire il proprio negozio online, già si sa che vorrebbe imporre un prezzo di mercato di 14,99 dollari (circa 11 euro), superiore rispetto a quello già praticato da Amazon (9,99 dollari). Due competitori che già si scontrano a ritmo di politiche editoriali. Amazon sta andando ben al di là del lavoro di semplice libreria online. Sta proponendo contratti diretti non solo alle agenzie, ma anche ad i singolo autori. Soprattutto quest’ultima scelta sta ad indicare una strada del tutto nuova e non senza rischi. Il singolo autore col libro nel cassetto conclude il suo accordo con Amazon e comincia a vendere il proprio libro. Sarà il mercato a decidere. Magari questo taglierà le gambe al lato oscuro della Luna rappresentato dall’editoria a pagamento, ma nello stesso tempo creerà un rapporto immediato tra scrittore e lettore, saltando ogni passaggio di correzione, revisione e consigli che di solito vengono dalla casa editrice. È il mercato bellezza, si dirà. In fondo sta scalando le classiche il primo romanzo di Christopher Cihlar “Primary Victim”, che in edizione Kindle costa 3,44 dollari e ha venduto migliaia di copie.

Ebook, ma quanto mi costi?

Insomma al di là dell’oceano impazza una guerra dei prezzi, in un mercato che, vale la pena ricordarlo, è enorme. Bisogna fare anche una seconda considerazione. Chi compra un lettore ebook, affrontando un costo importante (dai 270 euro in su) si aspetta un trattamento coerente. Un ebook reader non è un costoso giocattolo, ma un investimento. Chi lo acquista si aspetta di potere trovare libri ad un prezzo inferiore rispetto al loro papà cartaceo. Anche perché ci si dice che se l’editore non spende per stampare il libro, per  la carta, e  non ha costi di deposito, ne di trasporto, ne di reso dell’invenduto, allora, il prodotto elettronico dovrà sensibilmente costare meno di quello cartaceo. Però il mercato può riservare delle sorprese. Recentemente il New York Times ha pubblicato un articolo sul tema prezzi.

Una prima edizione  costa circa  26 dollari (19 euro).  L’editore spende per stampa, magazzino e spedizione  in tutto 3,25 dollari (2,38 euro) per libro, per la parte grafica circa 0,80 dollari. Un dollaro circa per i costi di marketing.  All’autore del libro, con un contratto che gli assicuri diritti d’autore di circa il 15%, su un libro da 26 dollari, guadagna 3,90 dollari (2,86 euro) a libro. La nostra prima edizione, quindi, avrà un prezzo di 8,95 dollari (6,57 euro). Questo libro alla libreria costa  13 dollari (9,55 euro), il che significa che l’editore incassa 4,95 dollari per libro venduto (circa 3,63 euro). Secondo il NYT un ebook ha costi diversi.  La testata americana prende a spunto il prezzo che vorrebbe imporre la Apple 12,99 dollari. La conversione del manoscritto in formato digitale costa 0,5 dollari. Il lavoro di marketing circa 0,78 dollari. L’autore del testo guadagna 3,25 dollari per copia. Con un rapido calcolo dunque l’editore incassa poco più di 8,50 dollari per copia.

Il calcolo ci dice che il margine di profitto sugli ebook è più alto. Senonchè bisogna pensare che il mercato degli ebook  oscilla tra il 3 e il 5% delle vendite. Una soglia ancora bassa per potere permettere di fare investimenti importanti sul prodotto elettronico. Il profitto principale viene dalla carta stampata.

Questo vale per gli States, ma in Italia la situazione è diversa solo per le maggiori barriere esistenti.

L’editoria italiana deve fare i conti con le norme che dispongono che il prezzo dei libri al lettore è liberamente fissato dall’editore, ma non ne è consentita la vendita ad un prezzo effettivo diminuito  di oltre il 10%. Sul prezzo grava anche l’IVA che sui libri è al 4%, ma per un’assurda interpretazione normativa sugli ebook è del 20%.

Ciononostante è opinione di chi scrive che il futuro sia anche l’ebook. Inizialmente per un comunità ristretta. La solita. Quella che i giornali amano definire geek, perché appassionata di tecnologia. Con la differenza che questa volta l’amore non andrà solo e semplicemente verso un gadget tecnologico, ma verso uno strumento per veicolare la cultura. Bill Gates era un geek. Steve Jobs è un geek.  Sono sotto gli occhi di chiunque le barriere che hanno saputo sfondare per rendere la tecnologia alla portata di tutti.

 

Andrea Di Lecce


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