Grosso successo ha avuto, sabato 22 maggio, nella splendida cornice della Bottega d'arte di Lucy Spinillo, in Salerno, la presentazione del libro di Luca Concilio "Una vita nei ricordi" All'incontro hanno partecipato con interesse e non formale, intellettuali, politici ed amici anche perché l’autore, la vita nei ricordi che racconta è quella di molti salernitani presenti. Luca Concilio, infatti salernitano d’oc, ha voluto, con il suo scritto, far rivivere ai lettori atmosfere, luoghi, tradizioni del suo vissuto che si è trovato inserito in avvenimenti più ampi e collettivi, riguardanti la città. Lo spazio, elegante, accogliente, raffinato, magico e sito nel cuore della vecchia Salerno, tenuto in modo signorile dall’artista Lucy Spinillo, che ha ospitato la presentazione e utilizzato come bottega d’arte di ceramica da un decennio, dopo questa serata, diventerà un punto d’incontro per ogni forma d’arte, il riferimento per tutti quegli artisti che intendono aprirsi al territorio della città di Salerno. Un’inaugurazione, accolta con entusiasmo dai molti artisti presenti. In questo spazio, ci ha tenuto a sottolineare, la padrona di casa, ha operato molte volte, preferendolo a tutti gli altri, l’intellettuale –amica, la traduttrice, l’artista poliedrica, Idolina Landolfi, figlia d’arte di quel Tommaso Landolfi, scrittore di maggior rilievo del novecento. “Una vita nei ricordi” presenta al pubblico da Salvatore Barone, Franco Garrasi, Gerardo Malangone e da Maria Serritiello è il racconto nel quale Luca, ad un certo punto della sua storia personale, ha sentito il bisogno di guardare fisicamente il percorso compiuto, un po’, come lui stesso dice nel finale, e un po’ per farsi conoscere meglio. L’autore scrive con precisione notarile, con dovizia di particolari, richiamando alla memoria fatti personaggi, luoghi, tradizioni e modo di vivere, avendo sempre presente due lettrici:Giovanna e Monica, le sue adorate figliole. Luca – padre vuole farsi conoscere da loro per quello che è e per quello che è stato, vuole che conoscano profondamente il tempo passato, vissuto attraverso avvenimenti individuali e collettivi. Scrive, sì, per se tesso, ma soprattutto perché Giovanna e Monica, abbiano fisicamente memoria della sua vita. Quando i ricordi sono scritti diventano concreti, consultabili ogni volta che si vuole e facili al possesso. Ecco, le figlie avranno conoscenza tangibile, anche dell’incontro con la loro madre Luciana, da cui sono nate. Una testimonianza, il libro di Luca, di raffinata vita spirituale, consumata accanto all’esercizio professionale che l’hanno reso un uomo buono, un uomo sensibile, un uomo accorto all’ altro uomo, nel senso di umanità, oltre che l’ottimo professionista. I ricordi messi in fila dall’autore, sono i ricordi di tutti noi, quelli di una certa generazione nata, prima o dopo, poco importa, da una guerra atroce e devastante, dalla paura e dalla miseria, dalla rovina e dalla ricostruzione, dal vivere semplice sia che si era benestante o che a scuola si usufruiva della mensa per indigenza. Un generazione che ha visto il mondo capovolgersi e barattare, non senza nostalgia, la vita a stretto contatto con la natura, quella che veniva vissuta non solo nei paesi ma anche nelle città, per una vita tecnologicamente avanzata. Così l’immaginario collettivo salernitano si è di nuovo popolato e dopo la lettura, alcuni nomi, fatti, usanze, tradizioni, sfumati nella memoria si sono ripresentati, riaccesi e con essi il bel tempo della gioventù, quando bastava fumare una sigaretta in dieci o quando era sufficiente, guardare gli attributi delle bellezze femminili o quando ancora, il massimo concesso, per essere felici, la vacanza di una serata in costiera, che il più delle volte si rivelava un’ avventura. Il divertimento, poi, quando diventava “lazzaro”veniva dalle case di “Via Tasso” e quando si manifestava “ trucido” era sempre a danno di uomini di poca virilità. Infine, una pagina del libro, che merita accoglienza particolare, è quella in cui Luca perde sua madre, la donna che ha più significato nella sua vita, le braccia che l’hanno accolto sempre e fino alla fine, con l’amore grande e particolare, quello che solo una madre, unico, sa dare. Una vita bella, quella di Luca, lineare ed onesta, dignitosa e riservata che si allunga in ricordi semplici e spontanei, memoria e specchio di un tempo rallentato e laborioso, un tempo, quel tempo, la nostra giovinezza!
Maria Serrritiello