Cosa vuoi fare da grande?
“Diventare l’Elvis Britannico”
Così ha inizio la storia musicale di un ragazzo di una contea d’Inghilterra, che cantava come corista nella chiesa di St.Mary e cercava di imparare a suonare come Little Richard con un sassofono di plastica bianco. Quel ragazzo si chiamava David Robert Jones e nel giro di qualche decennio sarebbe diventato David Bowie, “l’uomo venuto dallo spazio” che avrebbe regalato al mondo cinque decenni di musica, tra glam-rock, eccessi, folk, psichedelia e innovazione: “tutta qui” l’eredità del Duca Bianco. Un lascito pesante che la Manimal Vinyl dello stilista Paul Beahan, ha provato a tradurre in un album tributo dal titolo “We were so turned on”, affidando l’interpretazione dei più grandi successi di Bowie a diversi nomi (noti o meno) della scena musicale internazionale. Bel rischio per Beahan e soci, visto che il materiale in questione è parte cospicua della pregiata storia della musica e come ogni cosa di estremo valore andrebbe “maneggiata con cura”. Alla luce della considerazione fatta, si capisce il tormentato divenire del lavoro, partito nel 2008, anno in cui l’etichetta di Los Angeles, avvalendosi del beneplacito di Bowie, si sedette per la prima volta a tavolino per discutere del progetto originario che, tra le altre cose, vedeva la collaborazione di grandi nomi del calibro di Radiohead, MGMT e Nine Inch Nails. Da allora l’album è stato più volte rimandato e il tracklisting modificato. Dopo diverse fumate nere e l’esclusione dal progetto degli artisti citati, sembra che finalmente “Eravamo così scalmanati” (questa più o meno la traduzione del titolo in italiano) possa dirsi realizzato. I precedenti big, sono stati sostituiti da altri grossi nomi della musica, come Duran Duran, Vivian Girls, Papercranes, Keren Ann, John Frusciante e tanti altri, con dulcis in fundo Carla Bruni. Carla Bruni? Ebbene si, la Venere italica mai sazia di show business, dopo l’ultima intrusione targata CSI e gli impegni cinematografici al seguito di Woody Allen (che tanto fanno storcere il naso a Sarkozy) sarà anche presente nell’opera tributo a Bowie. Niente di grave fino a quando si considera che “quelqu'un m'a dit” che Carla Bruni non sia dotata di questa eccellente vocalità. Ma si sa, basta qualche accordo, una voce sottile e uno sguardo ammaliante per avere all’attivo 3 album e milioni di dischi venduti. Trovata pubblicitaria? L’ipotesi ha acceso più di qualche polemica tra i fans di Ziggy Stardust, puntualmente spenta dalla notizia che i ricavi dell’album saranno devoluti interamente a Warchild, ente benefico che aiuta i bambini in aree attraversate dalla guerra. Quindi sulla genuinità dell’iniziativa non si discute. L’uscita del disco, che sarà un doppio contenente 34 tracce, è prevista ad inizio Settembre in contemporanea mondiale. Personalmente, avrei preferito ascoltare un'opera nuova targata Bowie (il duca bianco è in sciopero dal 2003, anno di pubblicazione del suo ultimo lavoro Reality), ma non farò comunque a meno di assaggiare “We were so turned on” e perché no, la versione di Absolute Beginners di Carla Bruni. In fondo, la musica è abituata a stupirci e se poi c’è un fine nobile di mezzo si sopportano anche gorgheggi non proprio sopraffini.
Antonio Miele