Lunedì 06 Settembre 2010 18:09
Scritto da Urania Casciello

Pompei, sabato 4 settembre 2010.
Al
Pompeilab, centro di aggregazione sociale, i
Retina.it e
Frank Bretschneider sono stati protagonisti di una serata intensa dedicata alla musica elettronica.
L'apertura dell'evento è toccata al duo Retina.it, formatosi negli anni 90 proprio a Pompei, che presentando sonorità e immagini tra sogno e realtà, hanno coinvolto tutte le persone che a poco a poco riempivano lo spazio adibito per l'occasione dai ragazzi del Pompeilab. Finito il live set, i Retina.it hanno lasciato il palco al tedesco Frank Bretschneider, maestro della musica elettronica e video artist, presente sulla scena musicale ed artistica dal 1984, che non ha deluso le aspettative, al contrario, ha lasciato il pubblico totalmente catturato dalle sue composizioni e dalle immagini, quasi ipnotiche, che appositamente l'artista tedesco ha creato per accompagnare le sue performance musico-visuali.
In questa occasione riesco a porgli qualche domanda grazie alla collaborazione di Lino Monaco (uno dei due componenti dei Retina.it che in questi giorni è il suo Cicerone).
Cosa ti sembra del panorama elettronico musicale italiano? Non conosco molto bene la scena musicale elettronica in Italia, a parte i Retina.it e Musica Elettronica Viva (un collettivo di musicisti con base a Roma che è stato attivo negli anni 60), ed i grandi nomi dei compositori italiani come Ennio Morricone.
Mentre come sono messe le cose in Germania?La musica elettronica in Germania è molto radicata. Basta pensare al tedesco Stockhausen (negli anni 50 era l'enfant prodige della musica elettronica), a WDR uno dei più vecchi studi elettronici, e dei conseguenti artisti e gruppi come Can, Kluster, Ash Ra Tempel, Tangerine Dream fino ad arrivare ai Kraftwerk che hanno portato la musica elettronica in tutto il mondo.
Hai vissuto storicamente la caduta del Muro di Berlino, pensi che quel momento storico abbia avuto qualche influenza sulla cultura musicale tedesca in generale e nello specifico nella tua produzione? Dopo la caduta del muro, c'è sicuramente stata una crescita di produzione, soprattutto il movimento Techno, ha riscontrato una diffusione rapidissima: dopo la caduta del muro, la parte est della città offriva nuovi spazi per i Party e per l'euforia di quel periodo. Inoltre il basso costo degli affitti permise l'afflusso di un sacco di giovani che invasero la città.
Nel mio caso specifico, le nuove tendenze musicali (Dub, hip hop, techno), indirettamente influenzarono la mia produzione in cui però ho sempre cercato di trovare la mia strada.
Parlando del tuo ultimo lavoro Exp hai espesso di aver basato la tua produzione sull'idea che la buona arte dovrebbe raggiungere la purezza astratta della musica. Pensi che questa idea sia stata colmata o è una ricerca continua?Penso con Exp di aver concluso questo tipo di ricerca e di aver ottenuto il risultato che speravo. Finito questo tipo di ricerca ho già iniziato un altro tipo di lavoro che gli spettatori del Pompeilab hanno ascoltato e visto in anteprima, e che saranno inseriti nel prossimo album che si chiamerà Komet (n.d.r. lo pseudonimo sotto il quale ha prodotto molti suoi lavori).
Come ti è sembrato l'ambiente del Pompeilab e in generale dei posti che hai visitato qui in Italia?Ho avuto un impressione bellissima di tutto, l'ambiente le persone ed i posti che ho visitato erano tutti meravigliosi.
Avrò un bellissimo ricordo di questa esperienza Pompeiana, che ho vissuto più come una piccola vacanza, piuttosto che come un obbligo. Qui le persone sono piacevolmente pazze e spero di tornare presto dalle vostre parti.