Il Castello di Crome rappresentato al Teatro del Giullare

alcastellodicromeSi sono appena concluse le repliche del Castello di Crome, al Teatro del Giullare di Salerno, ripetute per buona parte del mese di dicembre e fino alla metà del primo mese dell’anno. Da sabato 21 gennaio fino al 19 febbraio si cambia e la compagnia del Giullare porta in scena “Il maestro e gli altri” di Luigi Lunari.

Il Castello di Crome

“Benvenuti nel Castello di Crome” è l’invito, a sipario chiuso, che Andrea Carraro, nella duplice veste di attore e di regista, rivolge al pubblico. Con lui Brunella Caputo, nella parte di Eveline e Virna Prescenzo, in quella di Violet. Quando si apre il velario siamo immediatamente nella “hold Inghilterra”, precisamente nella soffitta del suddetto castello e la voce narrante di Andrea c’introduce, per poi continuare, ad una suggestiva narrazione che durante tutto il tempo lega l’attenzione. Il racconto è tratto dal libro di Aldous Leonard Huxley   “Giallo cromo”, garbata satira dell’alta borghesia, a cui, tra l’altro, egli stesso appartiene e si basa su di un’ idea originale, raccontare la storia degli  antenati nani del signor Wimbush che per proteggersi si costruiscono un mondo su misura, fino a che il figlio mostruosamente normale glielo distrugge. E così  quadri sparsi e coperti, libri alla rinfusa ed oggetti inutili arredano la scenografia e a mano a mano che la storia si dipana si conoscono in effige le  tre generazioni dei Wimbush,. L’attenzione non scema mai, la voce narrante, bravissimo Andrea Carraro, in questo monologo, è interrotta solo da alcune battute, precise e perfettamente recitate, da Brunella Caputo, una giovane lady inglese della buona borghesia. La sua interpretazione è puntuale, perfetta nella caratterizzazione, come lo sono i vari personaggi di nicchia che si avvicendano nell’avvincente racconto e che lei stessa ricopre. Sovrasta la scena, Andrea, cambia perfino voce per far vivere i personaggi e con l’espressività mima l’arguzia, lo stupore e l’intreccio del racconto. Una conferma in più, se mai ce ne fosse bisogno della sua bravura che ogni volta firma regia di spettacoli mai banali e di grande pregio letterario e le sue scelte sono sempre condivise dal successo ottenuto dal Giullare, un punto di riferimento per il teatro di qualità. Il bravo regista – attore per l’assemblaggio delle tre storie, si è servito della consulenza dell’abile Josè Elia, “la Sveglia” di Lira Tv, l’emittente televisiva Salernitana. La musica utilizzata per sottolineare le parti salienti, hanno incatenato in modo perfetto l’intreccio del racconto e sono state sapientemente manovrate da Virna Prescenzo che si è occupata anche delle luci. Lo spettacolo si è avvalso altresì di una ricerca di quadri, in verità, molto originale, curata da Stefania Pisano, serviti per raffigurare gli antenati, abitatori del castello Un affascinante racconto, Giallo cromo, cui la sapiente regia di Andrea Carraro e l’originale scenografia hanno restituito intatto il gusto delle belle narrazioni dell’infanzia, quelle che iniziavano con “c’era una volta” e continuavano fino ad arrivare  “ e vissero felice e contenti”. Attualmente  manchiamo di storie, di belle storie e la narrazione del Giullare ha sopperito, almeno per una sera, a questa mancanza. E allora, si, benvenuti  a tutti nel castello della favola, ma a proposito… il Castello di Cromo non esiste!

Maria Serritiello


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