La forza di Apple

rsz_apple-store Quando pensiamo alla tecnologia e alla sua evoluzione è impossibile non fantasticare su cosa ci permetteranno di fare tra qualche anno nuovi gadget hi-tech. Più in là spostiamo l’orizzonte temporale dei nostri pensieri più incredibili si fanno i nostri dispositivi immaginari. Macchine capaci di eseguire qualsiasi comando, virtualmente senza limiti, magari fisicamente “modellabili” per farle entrare in qualsiasi tasca.

Allo stesso tempo, però, ci immaginiamo di poterle usare senza il minimo sforzo e senza essere in possesso di particolari conoscenze scientifiche. Non ci immaginiamo di dover continuamente rinnovare cose come la scheda grafica o qualche altro chip del nostro dispositivo per farlo funzionare al meglio. Semplicemente sappiamo che per tutto quello di cui abbiamo bisogno il nostro bel pezzo di tecnologia è già programmato allo scopo.

Ed è su questo basilare e semplice concetto che si fonda la forza di un’azienda come Apple, sulla promessa che ad un prezzo superiore alla media al cliente viene garantita la “tranquillità” di avere ciò di cui ha bisogno nel modo più semplice, veloce e pratico.

Se pensiamo che gran parte dei prodotti Apple non supporta molti formati video o software come Adobe Flash è possibile fare un’altra considerazione importante: in cambio di questa “tranquillità” Apple incassa non solo i soldi sull’acquisto degli apparecchi ma anche e soprattutto il controllo dei veicoli tramite cui l’utente usufruisce dei contenuti.

In poche parole la clientela si dichiara tacitamente disposta a non potere, ad esempio, vedere dei contenuti video in un certo formato a patto che siano comunque disponibili in altro modo. Ed è qui che entra in gioco l’iTunes Store, il negozio virtuale che, insieme all’App Store, mette a disposizione tutti (o quasi) i contenuti necessari sia gratuitamente che a pagamento. In poche parole, se sempre più persone scelgono Apple lo fanno anche perché sanno che pagando un extra potranno dormire sonni più tranquilli e non dovranno pensare troppo a come fare cosa.

Ciò che è triste, però, è pensare che anche se la tecnologia è realmente in continua evoluzione verso quell’immaginario di cui si parlava in precedenza, a causa del mercato e delle sue leggi rischiamo di ritrovarci fra le mani dispositivi sempre più tecnologicamente all’avanguardia che però, per motivi commerciali, sfrutteranno la loro potenza solo in direzioni specifiche e saranno quindi sempre più chiusi.

Massimo Formati


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