Apple TV: nuova e vincente?

rsz_1apple-tv_49541_1Nell’immaginario collettivo il marchio di un’azienda come Apple è diventato sinonimo di infallibilità. La società di Cupertino si è guadagnata tutta la fiducia dei propri clienti col sudore della fronte, con scelte commerciali azzeccate, con prodotti di altissima tecnologia dal design irresistibile. Ma si può davvero affermare che Jobs e co. siano infallibili? Ovviamente no, nonostante la storia recente ci insegni che anche il più criticato degli esperimenti dell’azienda californiana, pensiamo ad esempio ad iPad, si sia infine dimostrato vincente oltre ogni più rosea aspettativa.

 

Solo quattro anni fa, però, Apple tentò una nuova strada ma le cose non andarono come sperato. La strada era quella di permettere la visione su un televisore di tutti i contenuti multimediali presenti sul computer tramite una “scatoletta” da collegare wireless. L’idea, che si è poi evoluta incorporando in sé anche il concetto di acquisto o noleggio di film da salvare sul disco rigido del dispositivo, si chiamava, appunto, Apple TV. Fu, come detto, un insuccesso. I motivi di questo flop, secondo l’amministratore delegato della compagnia, erano da imputarsi in particolare alla difficoltà di gestione dello spazio concesso dal dispositivo, e alla necessità continua di doversi sincronizzare con un computer. Così, consci degli errori commessi, gli ingegneri di Apple hanno ripensato alla Apple TV “sfoltendola” più che potenziandola. Niente più acquisti, solo noleggi, nessuna necessità di sincronizzazione, streaming e contenuti in HD. Quindi film e show televisivi, oltre che musica, foto e video presi da internet, il tutto in un piccolo elegante box nero che entra nel palmo di una mano. Se ci mettiamo anche prezzi di noleggio competitivi pari a 4,99 dollari per i film e 99 centesimi di dollaro per gli episodi TV, più la spesa di soli 99 dollari per il dispositivo stavolta sembrerebbero esserci tutti i presupposti per un ciclo vitale più proficuo di Apple TV.

 

I problemi però ci sono, e non sono di quelli che vale la pena sottovalutare. Tanto per cominciare di un lancio italiano non si è ancora parlato, e anche se dovesse arrivare da noi i prezzi potrebbero non essere così concorrenziali. Anche negli stessi Stati Uniti, comunque, la strada non è per nulla spianata. Innanzitutto soltanto due compagnie televisive hanno aderito al progetto, di cui una è ABC di proprietà di Disney di cui Steve Jobs, non a caso, è il maggior azionista. Mancano ancora quindi i contenuti veri e propri, o almeno manca un’ampia scelta che è, va detto, la caratteristica più importante di una TV che possa essere definita tale. Come se non bastasse Apple TV supporta l’HD a 720p ma non il Full-HD a 1080p ponendo un limite abbastanza inspiegabile alla possibilità di visione di programmi in alta definizione. E se qualcuno si fosse azzardato a pensare che la scatoletta in questione possa rimpiazzare i vari decoder per i canali satellitari o del digitale terrestre dovrà immediatamente ricredersi. Non c’è speranza, allo stato attuale delle cose, che Apple TV ci faccia disdire l’abbonamento alla pay-per-view o ci offra contenuti inediti o in anteprima, ma se Apple si rimboccherà le maniche e otterrà dalle compagnie televisive le licenze necessarie forse allora la comodità dell’interfaccia e l’aspetto multimediale di Apple TV diventerebbero qualcosa di davvero appetibile.

 

Massimo Formati


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