iPad 2 esce negli USA: tra stile di vita e obsolescenza

Apple_iPad_2
Bisognerà aspettare un po' per i dati ufficiali ma le lunghe code registrate ieri fuori agli Apple Store e ai rivenditori autorizzati americani, insieme alle più che rosee previsioni fatte dagli analisti, sembrano non voler lasciare spazio a repliche: iPad 2 bisserà il successo del suo predecessore. Tanto per fare un paragone il primo modello del tablet con la mela raggiunse quota 300.000 dispositivi venduti nel primo giorno di commercializzazione, iPad 2 potrebbe addirittura raddoppiare tale cifra solo nel primo week-end. Concorrenza e critica sono rimaste spiazzate ancora una volta, al punto tale da dover probabilmente costringere gli analisti a rivedere le stime riguardo ad un importante calo nelle quote di mercato di Apple che probabilmente non scenderanno oltre il 70%.
Non c'è da stupirsi tutto sommato, con il successo del modello originale Apple si è scrollata di dosso un bel po' di domande scomode, come "A chi serve un iPad? Quanto è utile?" e così via. Oggi esiste un nuovo mercato, quello dei tablet, e va ad Apple il merito di averlo inaugurato, questo dice tutto.
Ma, come in tutte le cose, esiste anche in questa situazione un risvolto della medaglia, se così lo vogliamo definire. Al di là del prodotto in sé, il quale merita molte lodi e pochi rimproveri, c'è qualcosa nelle strategie di mercato di Apple (ma non solo, ovviamente) che a qualcuno può lasciare l'amaro in bocca. Certo, se iPad 2, come probabile, venderà tanto nessuno potrà dire che Apple abbia dimenticato qualcosa nella sua strategia commerciale, sicuramente vincente da anni a questa parte. Ma se ci fermiamo a riflettere un istante sul fatto che nemmeno un anno fa iPad faceva i suoi primi passi sul mercato e che oggi ha già un successore che si propone come vero e proprio sostituto, qualche domanda sorge spontanea.
Il riferimento è all'obsolescenza, che in questo caso potremmo anche definire programmata. Un fenomeno molto ampio che abbraccia l'idea tutta di consumismo moderno ma che il ruolo di gadget da status-symbol ricoperto da iPad spinge a qualche riflessione interessante. Neanche dodici mesi e a molti acquirenti del primo iPad sembrerà di maneggiare qualcosa che sa già un po' di vecchio, senza contare l'inevitabile perdita di valore reale e l'insoddisfazione personale. Tutti fattori ampiamente previsti dalle aziende, e da Apple in questo caso, che puntano poi attraverso la pubblicità a far nascere nel compratore la necessità di "aggiornarsi". E la spinta, nel caso specifico, spesso parte anche dagli aggiornamenti software gratuiti che rallentano sempre di più le prestazioni dei vecchi modelli, quasi a costringere di rinunciare al "vecchio" per il "nuovo".
Il mercato funziona così, e in queste righe non c'è volontà alcuna di disquisire sul consumismo più di quanto non si sia già fatto, si vuole invece far notare come l'insoddisfazione a cui si accennava prima possa essere un'arma a doppio taglio sopratutto per un'azienda come Apple che ha sempre fatto dell'eccellenza un suo marchio di fabbrica. Il ciclo vitale di un prodotto come iPad può durare addirittura meno di un anno? E proprio a proposito dell'obsolescenza tecnologica merita di essere segnalato, e caldamente consigliato, un documentario spagnolo su YouTube, sottotitolato in italiano, che pone appunto l'accetto sulle suddette strategie in modo particolarmente chiaro ed efficace.
Che qualcosa in questo senso stia comunque già cambiando nella mentalità dei clienti Apple? Secondo un sondaggio proposto da PC Magazine ai suoi lettori già possessori di iPad, degli 8.000 partecipanti all'indagine solo il 32% comprerà la nuova versione del tablet mentre la maggioranza non ne ha pianificato l'acquisto. Sono numeri che potrebbero voler dire poco nel breve periodo, ma a lungo termine potrebbero fare la differenza.

Massimo Formati


Comments  

 
+1 #1 2011-03-12 17:06
Tantissimi complimenti per l'articolo.
 

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