I chiarimenti non sono bastati, e il tempo non ha assopito la faida. Almeno, non abbastanza da lasciarla sottopelle. Negli ultimi giorni lo scontro tra Linus, direttore artistico di Radio Deejay, e Marco Mazzoli, conduttore dello Zoo di Radio 105, è tornata a galla dopo qualche mese di apparente quiete. A risvegliarla è stata la bravata di una ascoltatrice tredicenne dello Zoo, Sara, che alle 15 del 3 aprile scorso ha chiamato in diretta Weejay, trasmissione di Radio Deejay, salutando i conduttori – Frankie e Laura – con questa frase: “Viva lo Zoo di 105, stronzi!”. La trovata di Sara non è un episodio isolato, ma un gioco ideato dai conduttori dello Zoo, che da qualche settimana invitano i propri ascoltatori a “disturbare” in questo modo le radio concorrenti. “È uno scherzo, una goliardata”, dicono Mazzoli & co. In maniera differente la pensano i conduttori dei programmi “attaccati”. Tanto che sempre nella giornata di domenica era girata voce che Linus non l'avesse presa bene. Secondo qualcuno – impossibile dire da chi e come sia partita la voce – il dj pugliese avrebbe telefonato – o fatto telefonare – alla famiglia di Sara, minacciando querele. Gli ascoltatori dello Zoo hanno preso la voce per vera e hanno attaccato Linus. Mazzoli ha tentato di tranquillizzare la famiglia della ragazza. A questo punto Linus non ci è stato. Lui, che è il bersaglio preferito dello Zoo da tanti anni, non ne ha potuto più degli attacchi e ha inondato Mazzoli di sms. In poche ore la questione è rientrata: nessuno si è mai sognato di querelare nessuno. Specialmente una ragazzina. Ma la miccia ormai è accesa, e non può essere spenta. Alle 16 e 40 di lunedì Linus ha attaccato Mazzoli e lo Zoo dalle pagine del suo blog: “Da almeno cinque anni – ha scritto amareggiato – senza che abbia fatto nulla, sono diventato l’oggetto degli insulti e delle prese in giro di Marco Mazzoli e del suo programma”. “Mi avete mai sentito insultare?”, chiede “ai rabbiosi ascoltatori dello Zoo”. La risposta è no: “Non ho mai voluto alimentare questa rissa, odio la volgarità gratuita e credo che il più grande sberleffo sia l’indifferenza. Infatti, col tempo la cosa si è sgonfiata fino quasi (quasi) a sparire”. Poi cos'è successo? È storia di quest’estate: “Mazzoli mi invita a cena e con se porta i suoi amici – Wender, Paolo Noise e Fabio Alisei, i tre ex conduttori dello Zoo –, che non conoscevo. Facciamo anche un giro al santuario di via Massena, tutto bene. Se non che, qualche settimana dopo Fabio, Paolo e Wender mi cercano e mi dicono di essere stanchi del loro rapporto con l’azienda e di avere il contratto in scadenza”. A quel punto Linus ha risposto loro che ne avrebbero parlato più avanti, “una volta che fossero davvero diventati liberi”. Cosa che è successa, come ormai è noto, il primo gennaio di quest'anno, quando i tre non hanno rinnovato il contratto con Ragio 105. “A quel punto – scrive Linus – se permettete, ero libero di fare quello che volevo”. Da allora Mazzoli “ha perso la testa”, ed ha ricominciato a “scrivere quanto di più offensivo gli passasse per la mente. Anche lì, ho evitato di reagire e l’ho chiamato. Ci siamo visti, una prima volta a casa mia e una seconda a casa sua, con sua moglie, pochi giorni fa”. Gli incontri pacificatori sono serviti a poco. Tanto che “adesso il gioco si è fatto pericoloso” per colpa dei social network, “dove chiunque può dire e scrivere qualunque cosa”, “alimentando un odio folle e senza ragione”. L'ultimo episodio è, appunto, quello di domenica pomeriggio. Linus afferma che mentre andava in onda lo scherzo, lui era “in un campo sportivo a guardare i miei bambini che correvano”. Mai si sarebbe sognato richiamare la ragazza, insultarla e minacciarla: “Primo perchè non c’ero e secondo perchè non potrei mai fare una cosa così idiota”. La cosa più disarmante – conclude Linus – e al tempo stesso irritante è che non ci sia nessuno in tutta 105 in grado di capire e far capire che è pericoloso istigare alla violenza, ma anzi che ne sappia solo ricavare un vantaggio economico”.
Appena letto il post, a Mazzoli è salito il sangue alla testa, e nella tarda notte di ieri ha lasciato sul suo blog una risposta carica di veleno: “Non ti basta vero? Mi porti via l'intera squadra a fine stagione facendo finta di non saperne nulla, sei innocente, pulito, senza colpe. Non è mai colpa tua vero?”. Evidentemente no: “Sono gli altri che ti odiano, sono gli altri che sbagliano. Tu mai? Tu sei perfetto, corretto e sempre impeccabile”. “Ti sei offeso perchè non ti lecco il culo – chiede Mazzoli –? Come fa il 99% dei miei colleghi radiofonici speranzosi di avere un piccolo posticino nella tua tanto rinomata radio? Ebbene si, esiste qualcuno che è riuscito a fare il record di ascolti in una radio che ha la metà esatta delle tue frequenze e la metà esatta (se non meno) delle tue risorse...pazzesco vero?”. E ancora: “Non mi compri con due moine, con due cene basate sul nulla e sorrisini di cortesia, non mi fai cambiare rotta”. “Non ci sono soldi, proposte, parole, promesse che mi faranno cambiare idea e deludere i miei ascoltatori. Ti sei offeso per un simpatico gioco? Una ragazzina di tredici anni ha detto in diretta, nella tua radio, che ascolta lo Zoo? E allora? Ti offendi perchè qualcuno ti ha offeso e te la prendi con me? Io non ho il radiocomando per gestire i cervelli delle persone. Tra i milioni di ascoltatori dello Zoo, c'è anche qualcuno che reagisce male alle provocazioni, ma non te la devi prendere con me. Ti sei preso la mia squadra e io ne ho messa in piedi una ancora più forte e fra qualche mese, quando i tasselli saranno al posto giusto, darà i frutti che nessuno si aspetta e se mi porterai via anche questa, mi inventerò qualcos'altro di ancora più grande”. Questa la risposta di Mazzoli. Erano mesi che i nervi non si tendevano fino a questo punto. Fino quasi a strapparsi: da un lato c'è Mazzoli che ricorda a Linus di non essere stato l'unico a parlar male di lui: “Eravamo in quattro, e tre, ora, lavorano per te”. Dall'altro c'è proprio Linus che, stanco di essere tirato in ballo troppo spesso dallo Zoo, annuncia che “la pazienza è finita”.
Arnaldo M.Iodice