Presso la sede dell’Unione degli Industriali di Napoli a Palazzo Partanna si è tenuta la tavola rotonda riguardante la situazione campana. Una situazione che può essere considerata e valutata in rapporto a due gruppi distinti: sud e nord del Paese. In riferimento al sud l’analisi è abbastanza incoraggiante, l’impiego di queste tecnologie da parte delle imprese è in percentuale superiore alla media. Questa stessa percentuale, però, rapportata al panorama del nord Italia ha un gusto decisamente più amaro.
Durante l’incontro, moderato dal vicedirettore del Corriere della Sera, Antonio Macaluso, sono intervenuti imprenditori appartenenti a diversi ambiti industriali, tra cui: Domenico Menniti, amministratore delegato Harmont & Blaine, Alessandro Morra, presidente So.Farma.Morra, Massimo Moschini, amministratore delegato Laminazione Sottile, Luigi De Vizzi, direttore PMI IBM Italia.
Più volte sottolineata la situazione di criticità nella quale si trovano in particolare le piccole e medie imprese, c’è stato chi ha messo l’accento sulle strategie da adottare per competere a livello internazionale, Moschini ha infatti spiegato che: “La mia azienda, confrontata con i competitors stranieri multinazionali da sessantamila dipendenti ed elevatissimi dati di produzione, è un mosca. Sono due i fondamentali vantaggi che hanno i nostri concorrenti: innanzitutto detengono la materia prima, cosa che gli permette di condizionare il prezzo di mercato, in secondo luogo posseggono decine di stabilimenti di trasformazione che hanno potuto specializzare per stile di produzione ottimizzando l’intero processo. Noi riusciamo a competere perché abbiamo degli indici di efficienza, di capacità produttiva che sono comparabili se non migliori di quelli dei nostri concorrenti, il tutto attraverso un impianto capace di gestire più cose insieme. Abbiamo utilizzato la tecnologia per rendere i nostri sistemi di produzione il più possibile efficienti e competitivi. La nostra prossima sfida è sul piano del tempo. I Paesi europei non saranno mai in grado di competere sul piano dei prezzi con i Paesi emergenti, quindi l’unico fattore su cui si può cercare di puntare per sopravvivere è il tempo. Noi stiamo investendo molto nell’Information Technology con l’obbiettivo di ridurre i tempi di produzione. Rendere disponibili e consegnare i nostri prodotti in tempi apprezzabilmente ridotti potrebbe renderci imbattibili”.
In rappresentanza della Regione Campania è intervenuto l’assessore al lavoro Severino Nappi il quale ha tenuto a sottolineare alcuni punti, dati alla mano: “Un clima di difficoltà esiste ed è innegabile. Noi stiamo lavorando in sinergia col sistema produttivo, con le parti sociali, e tutto ciò che stiamo facendo dal punto di vista delle politiche del lavoro è stato condiviso da società e aziende. Lavoriamo insieme alle imprese. Abbiamo investito nell’ambito del lavoro, nonostante il panorama disastrato di queste politiche in Campania, cinquecentotrenta milioni di euro. Non abbiamo fatto solo politiche passive, anche se queste sono le migliori d’Italia secondo il Rapporto Formez 2011. Fino ad ora abbiamo impattato circa il 20% dei destinatari del mercato del lavoro. Esistono quindi dei dati significativi che sfuggono in una situazione di difficoltà come quella attuale. Abbiamo coinvolto, con sostegni di vario genere, più di quattromila imprese. Abbiamo messo a disposizione delle aziende circa dodici milioni di euro per la formazione continua. Naturalmente c’è ancora moltissimo da fare ma credo che siamo sulla strada giusta”.
Luigi De Vizzi, direttore PMI IBM Italia, ha posto invece l’accento sulle piccole e medie imprese indicando possibili strade da intraprendere: “Un primo passo importante è quello verso la cultura dell’Information Technology, cultura non fine a se stessa ma come base per costruire qualcosa. Sarà importante, poi, dal canto nostro ridisegnare soluzioni di IT per venire incontro alle piccole e medie imprese. Ad oggi le soluzioni tecnologiche sono spesso ancora troppo costose, quindi inavvicinabili per alcune aziende che hanno gli stessi problemi delle grandi imprese ma hanno a disposizione meno capitali e competenze. In questo senso il nostro sforzo deve essere quello di ridisegnare soluzioni fatte a posta per le PMI con tempi minimi di implementazione. Da questo punto di vista oggi esistono tecnologie che ci posso permettere tutto questo, come ad esempio il Cloud Computing. Tutto ciò però non è sufficiente se non esistono le infrastrutture che possono permettere alle aziende di fruire di queste tecnologie, e qui in Campania pare che la situazione non sia così drammatica come in altre regioni. È importante però agevolare un accesso al credito a favore degli imprenditori”.
Abbiamo intervistato Emilio Mastantuoni, direttore IBM mercato PMI per il centro-sud, per conoscere maggiori dettagli sulle strategie che l’azienda intende mettere in campo, soprattutto in Campania. “In questo momento ci stiamo dedicando molto ad un percorso formativo delle imprese - ci ha rivelato Mastantuoni - per chiarire quali sono le loro necessità e di conseguenza incrementare la produttività e fare più business. Stiamo censendo, insieme alle aziende campane, attraverso un processo culturale, quelle che sono le reali necessità. Una volta stabilite le necessità andremo a circoscrivere dei progetti da proporre alle PMI. Se questi progetti saranno oggetto di finanziamenti le aziende campane, in maniera ordinata e progettuale, potranno usufruire di qualcosa di innovativo gestito in maniera strutturata. Per quanto riguarda poi il Cloud Computing le aziende si sono dimostrate molto interessate verso questo tipo di soluzione, si tratta adesso, come detto, di circoscrivere un progetto che possa essere usufruito in maniera strutturata da PMI campane. Il tutto da svilupparsi in maniera armonica nei termini di una progettualità voluta dall’unione degli industriali e che noi porteremo sempre più avanti. Nei nostri pani futuri rientrano poi alcuni particolari temi da affrontare con le aziende campane come la Business Analytics, consolidamento e virtualizzazione, e una serie di progetti riguardo al Fashion Retail e delle tecnologie dedicate alla moda”.
Più infrastrutture e più tecnologia disponibile rappresentano il trampolino di lancio per una crescita più forte delle imprese campane non solo a livello locale ma anche e soprattutto a livello nazionale ed internazionale.
Massimo Formati