Pozzuoli: innovare per rilanciare il turismo e alleggerire la macchina burocratica

Mario_Migluiolo
Se la tecnologia avesse anche solo un unico motivo d'esistere quel motivo sarebbe il progresso. In epoca di digital divide l'accesso alle tecnologie informatiche non è solo una condizione per lo sviluppo ma è anche una necessità assoluta a livello sociale. In ottica territoriale, in particolare, tutto passa attraverso le infrastrutture che devono essere al passo coi tempi per consentire alla popolazione di trarne effettivo vantaggio.
A questo proposito abbiamo incontrato Mario Migliuolo, Responsabile Innovazione Tecnologica ASL Napoli 5 ed Assessore all'Innovazione del comune di Pozzuoli, per un'intervista su come agire sul territorio puteolano in termini di crescita economica e benessere sociale.
"In questo momento ci stiamo occupando soprattutto di pianificare - ci ha riferito l'Assessore Migliuolo - dato che la pianificazione è proprio ciò che è mancato a Pozzuoli negli ultimi anni. La nostra prima preoccupazione è quella di esaminare lo stato dell'arte, in fatto di hardware, software, formazione, all'interno della macchina comunale, dopodiché potremo partire con l'attuazione di piani a breve, medio e lungo termine. Si tratta di un progetto integrato di efficientamento della macchina comunale che intendiamo far partire a gennaio e che rappresenta il primo passo verso una serie di benefici di cui godranno poi i cittadini. Il primo di questi benefici ha come sostanza quella di far sì che il cittadino non si muova più da casa, con relativo risparmio di tempo ed energie. Potremmo parlare di "comune online" anche se è limitativo visto che il nostro obiettivo è la cooperazione applicata, per fare un esempio non ci basta che il cittadino possa ottenere un certificato online, vogliamo far sì che non esista proprio la necessità di ottenere quel certificato, vogliamo eliminare alcuni passaggi. Il tutto per venire incontro anche alle esigenze di categorie particolari come i disabili, gli anziani, i non autosufficienti ecc. e permettere così di evitare accessi continui agli uffici comunali".
"Abbiamo intenzione, inoltre, di disseminare sul territorio una serie di postazioni attraverso cui i cittadini possano avere accesso ad una serie di servizi. Lavoreremo fondamentalmente con "video teller", in sostanza tramite terminali autonomi ci si potrà mettere in contatto visivo con un operatore del comune per ricevere assistenza. Questi sono i primi passi che abbiamo intenzione di fare nel breve periodo".
Ma cosa si può fare più concretamente per dare nuovo smalto ad un comune come quello di Pozzuoli che, come ha ricordato lo stesso Migliuolo, deve puntare sulla propria vocazione turistica? "Innanzitutto c'è bisogno di interventi strutturali che possano riconvertite la città al turismo, seguendo un po' l'esempio di Barcellona che da basi modeste è riuscita a diventare un'importante polo attrattivo del mediterraneo". Quanto ci vorrà per vedere completato questo processo? L'Assessore si è sbilanciato confessandoci che una ventina d'anni potrebbe essere una stima realistica. "I primi cinque anni saranno fondamentali - ha continuato Migliuolo - per due ragioni: in primis per pianificare e progettare e in secondo luogo per evitare che vengano prese decisioni incompatibili le una con le altre una volta che il flusso turistico sarà ripartito".
Ma tra le iniziative sicuramente più importanti che l'Assessore all'innovazione vuole mettere in campio nel medio termine rientra senza dubbio quella realizzata in collaborazione con una delle aziende leader nel settore tecnologico, IBM. Stiamo parlando del progetto Smarter Cities, di cui abbiamo anche discusso col responsabile della divisione IBM di Napoli, l'ingegner Giuseppe Capocelli. "Il nostro approccio nei confronti di questo progetto è stato diverso rispetto a quello che hanno avuto le altre 2000 città nel mondo che vi hanno aderito. Bisogna prima disegnare Pozzuoli, immaginare gli sviluppi, capire quali sono le grandi direttrici di lavoro e intervenire sotto questa matrice in un secondo momento. Esiste una piattaforma denominata IOC che raccoglie tutti i dati e può eseguire funzioni di controllo. Questa piattaforma sarà a disposizione del sindaco, degli assessori, della polizia che potranno controllare qualsiasi parametro della città che rientri nel sistema in modo da poter intervenire in qualsiasi momento per risolvere questioni di carattere vario, dall'ordine pubblico al livello idrometrico".
Alla nostra domanda su quale sia il più grave problema della città in questo momento e cosa possa fare l'innovazione tecnologica per risolverlo l'Assessore ci ha così risposto: "Il problema maggiore è sicuramente la disoccupazione. Tutti questi progetti generano un po' di occupazione, soprattutto considerando che siamo in contatto con varie aziende per far sì che portino i loro insediamenti produttivi nell'area puteolana e generino di conseguenza occupazione. Risolvere questa piaga darebbe un'enorme boccata d'aria fresca a questa città. Nel medio e lungo periodo il vero problema, peró, diventerà la riconversione di Pozzuoli alla propria vocazione turistica, ma non mi faccio illusioni, questo processo richiederà interventi pesantissimi e molti anni. Se non c'è sicurezza, segnaletica, recettività alberghiera, come possiamo anche solo pensare di rilanciare il turismo?"
Tanti passi, insomma, è necessario fare prima che una progettualità si temuti in attuazione, mancano basi importanti sulle quali poter costruire concretamente a da cui ripartire. Ma nel piccolo, nel quotidiano, c'è qualcosa in più che può aiutare la cittadinanza? Si può utilizzare la tecnologia che portiamo in tasca, come gli smartphone, per accedere a servizi comunali in modo più agevole? Secondo Migliuolo sì, soprattutto per quanto riguarda pagamenti e micro-pagamenti attraverso il credito sul cellulare senza accedere a carte di credito "Lo scopo, inoltre, - ha proseguito l'Assessore - è quello di portare online quanti più servizi possibile, come quelli postali, inviando file alle caselle di posta elettronica anziché documenti cartacei nelle cassette tradizionali. L'impedimento maggiore verso questo genere di evoluzioni viene sia da una cultura storicamente adagiata su certi sedimenti sia dal fatto che il più giovane impiegato del comune di Pozzuoli ha cinquanta anni. Solo attraverso delle politiche di incentivazione si possono superare questi ostacoli".
In definitiva se da un lato mancano i finanziamenti dall'altro l'innovazione passa per forza di cose attraverso un processo di ristrutturazione, delle istituzioni in generale e della forma mentis della popolazione, che vale tanto per Pozzuoli quanto per buona parte del nostro Paese.

 

Massimo Formati


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