WiFi finalmente libero?
Sabato 09 Ottobre 2010 00:00
Scritto da Massimo Formati
Internet è dappertutto. Soprattutto adesso che gli smartphone si sono così rapidamente diffusi la concezione stessa di internet si è totalmente slegata dalla scrivania, dal mouse e dalla tastiera di casa nostra. Ma, a meno di non aver attivi piani tariffari spesso piuttosto costosi con qualche operatore telefonico, in Italia è difficilissimo potersi connettere ad internet in mobilità e in maniera gratuita. E anche se il nostro Paese è molto indietro rispetto al resto d’Europa in quanto a numero di hot-spot dislocati sul territorio il vero problema è che anche dove c’è disponibilità di WiFi esiste un unico e complesso modo per collegarsi. Bisogna, infatti, ottenere un codice di identificazione univoco dal gestore della connessione che prima richiederà all’utente una fotocopia del documento di identità e poi potrà attivare il servizio con l’obbligo di monitorare l’accesso alle postazioni e le informazioni legate alla navigazione degli utenti. Tutto questo a causa della legge Pisanu, una legge talmente restrittiva che non ha eguali a livello europeo. La legge fu velocemente approvata nel 2005 subito dopo gli attenti registrati a Londra nel luglio dello stesso anno per limitare il rischio di attentati terroristici. Ora però è nata una proposta bipartisan di abrogazione della legge spinta in particolare dal responsabile delle Comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, insieme a Linda Lanzilotta, capo del Dipartimento per la Pubblica Amministrazione e dall'onorevole Luca Barbareschi di Futuro e Libertà per l'Italia. E’ in particolare l’articolo 7 del decreto ad essere al centro dell’attenzione, Linda Lanzilotta ha detto a riguardo: “Non esiste una norma come questa in tutto il mondo. Abbiamo effettuato studi dai quali emerge che l'utilità effettiva di quanto previsto dall'articolo 7 è marginale”. La legge, quindi, non garantirebbe maggiore sicurezza alla nazione impedendo, in più, lo sviluppo del WiFi sul territorio in maniera determinante. Senza l’articolo 7 le reti wireless diventerebbero finalmente aperte e sarebbero tolte le catene che, per troppo a lungo e senza ottenerne un reale vantaggio, stavano soffocando la crescita di internet in Italia. Immaginate la libertà di potervi sedere in una piazza o in un parco e allo stesso tempo poter essere sempre connessi alla rete gratuitamente per gestire il lavoro, lo studio, o per effettuare chiamate e videoconferenze in totale libertà e senza fili. Una libertà che nel resto d’Europa hanno già e che forse, finalmente, avremo presto anche noi.
Massimo Formati