Il Wi-Fi si libera del decreto Pisanu, basterà?

rsz_2wifi_zone_pisanu_3Il decreto Pisanu è diventato tristemente famoso per essere estremamente limitante nei confronti della fruizione degli hot-spot Wi-Fi, in nome di una sicurezza garantita, parrebbe, solo molto marginalmente.

Ieri il ministro dell’interno Maroni ha portato in consiglio dei ministri, come parte del nuovo pacchetto sicurezza, anche l’importante faccenda del wi-fi libero e quindi dell’abolizione della legge Pisanu. Il pacchetto è stato approvato e di conseguenza il decreto Pisanu andrà in pensione a partire dal primo gennaio prossimo. Questo vuol dire che le restrizioni imposte dalla legge datata 2005 verranno eliminate, e in particolare non sarà più necessario fornire una copia della propria carta d’identità per ottenere così un codice di accesso tramite cui collegarsi alle postazioni Wi-Fi gratuite presenti nelle varie città d’Italia. E questa è la buona notizia, o meglio, l’unica garanzia riguardo all’argomento. Non è ancora stato specificato, però, quali saranno esattamente le misure di sicurezza che prenderanno il posto delle vecchie restrizioni dato che lo stesso ministro Maroni giudica fondamentale per la sicurezza l’identificazione dei dispositivi e quindi degli utenti che si connetteranno attraverso gli hot-spot. Per rispondere a questa esigenza di sicurezza e per trovare una soluzione adeguata lavoreranno membri del ministero degli interni, dell'innovazione, dello sviluppo economico e della polizia postale. Un lavoro non da poco e dal quale deriveranno le vere risposte alla domanda “il Wi-Fi in Italia è finalmente libero?”.

Una delle ipotesi che stanno circolando sul come identificare gli utenti è quella di usare gli sms. In pratica si dovrebbe mandare un sms per ricevere il codice d’accesso direttamente sul telefonino, in modo da poter sempre risalire all’utente. Ma questo metodo sembra fare acqua ancora prima di averlo provato visto che difficilmente un criminale commetterebbe l’ingenuità di utilizzare una scheda a sé intestata, senza contare il fatto che gli utenti stranieri come i turisti sarebbero automaticamente tagliati fuori.

Una cosa è certa, il decreto Pisanu ha soffocato palesemente lo sviluppo del Wi-Fi e l’installazione dei punti d’accesso, tanto che ci ritroviamo fortemente indietro in termini quantitativi rispetto ai principali Paesi europei. Non rimane che attendere pazientemente prossimi dettagli sulle nuove norme di sicurezza, ma intanto non possiamo ancora definire il Wi-Fi in Italia effettivamente libero.

Massimo Formati


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