Il sesso ai tempi di Facebook

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Sono passati più di quattrocento anni da quando William Shakespeare scrisse Romeo e Giulietta. Una tragedia immortale, per molti versi. Per altri no. Basta dare uno sguardo a come si è evoluto il corteggiamento, dall’epoca delle epistole a quella delle mail e delle chat su Facebook. Certo, alcuni ragazzi vecchio stampo non demordono. Credono ancora nel colpo di fulmine, nella rosa regalata alla propria amata in un giorno qualsiasi, senza un perché. Ma questa razza rara sta rapidamente scomparendo per far posto ad un altro tipo di uomo. Quello che ha fatto della chat la propria agenzia matrimoniale. Quello che cerca, tra le varie foto in cui sono state “taggate” belle ragazze, quella che ha più probabilità di vedere nuda in webcam. Anzi, molto spesso spara nel mucchio. Per la legge dei grandi numeri qualcuna dovrà pur cedere. Per trovarli basta farsi un giro nelle moderne chat, nei social networks più importanti. Basta entrare in uno dei centinaia di gruppi di Facebook dedicati al sesso.  C’è chi vi si inscrive per puro divertimento, chi per curiosità. Chi per trovare, invece, proprio sesso o qualche suo surrogato.

 

 

La storia di Paola

Paola (nome inventato, ma storia vera), 23enne partenopea, decide di iscriversi proprio ad uno di questi gruppi. Una pagina dedicata alle ragazze prosperose. Sembra innocuo, un gruppo creato solo per divertirsi. Alcune giovani hanno già messo le proprie foto. Foto normali, di ragazze a cui non dispiace mostrare un rotolino di grasso in più, o una scollatura un po’ più pronunciata. Questa pagina ha circa 4500 fan. La ragazza sceglie alcune foto tra i suoi album (foto già presenti, dunque, su Facebook), e le carica nella pagina. Non passa molto tempo che cominciano ad arrivare i primi commenti, le prime richieste d’amicizia. Paola sorride divertita. Non prevede che nelle settimane successive verrà letteralmente sommersa dalle richieste. Comincia ad accettarle.  “Ciao, mi chiamo Michele, chattiamo un po’?”. “Ciao, sono Massimo. Ma lo sai che sei bellissima?”. I primi approcci sono standard. Presentazione, complimento, discorso che si tiene un po’ sul generico. “Di dove sei, che fai nella vita?”. Tutto tranquillo. Fino a quando le richieste cominciano a diventare davvero troppe (decine al giorno). E fino a quando i commenti e le conversazioni non cominciano a diventare più spinti. “Hei, a bonazza, ti va di fare sesso via webcam?”, o ancora, “Mi manderesti qualche foto di te senza vestiti?”. La platea è molto vasta. Paola viene contattata da ragazzi che hanno più o meno la sua età, ma anche da gente più matura. Qualcuno cerca di attrarla con la simpatia. Qualcun altro con poesie mandate ogni giorno tramite la posta privata. Una gran parte dei nuovi amici è formata da ragazzi che si ritengono “sfigati”, che hanno difficoltà a chiudere rapporti nella vita reale. Altri sembrano non soffrire di questi problemi. Sono di bell’aspetto e affermano di essere fidanzati. Ma questo non li fa desistere dalla voglia di “rimorchiare” altre ragazze. Ma oltre loro ci sono, come detto, gli adulti. Paola viene contattata da uomini, professionisti. Qualcuno le chiede se vuole posare per lui in un servizio fotografico. Qualcun altro se vuole partecipare ad una specie di Grande Fratello che sta organizzando con alcuni amici. C’è chi le chiede se vuole partire con lui in Egitto. Lei incuriosita va avanti. Continua a rispondere alle avances. A volte si arrabbia quando persone appena aggiunte le chiedono direttamente informazioni sulla sua vita sessuale, oppure se le piacerebbe partecipare ad una situazione con più persone, qual è la sua posizione preferita nel fare l’amore.  Paola risponde a qualcuno, cancella dalla lista degli amici qualcun altro che si è spinto un po’ troppo oltre. Ma continua curiosa.

 

Contatti e gruppi a sfondo sessuale

 

Paola cerca tra i gruppi nel cui nome compare la parola “sesso”. Ce ne sono circa trecento. Gruppi che sono dei veri e propri luoghi di incontro in cui uomini e donne fanno annunci elencando vizi, voglie, dimensioni e preferenze.   Annunci che si trovano su alcune riviste specifiche. O in altri siti, del tutto simili a Facebook, come www.disinibiti.com. Tutti questi gruppi hanno al loro interno foto che, in alcuni casi, sono davvero molto spinte. E in quasi tutti i casi questo tipo di informazione è aperto ad ogni tipo di pubblico. “Ma questo tipo di contenuto non è vietato?”, si chiede Paola. In effetti nelle condizioni di uso stabilite dal team di Facebook si può leggere che “Facebook può eliminare foto per nudità o pornografia se sono rappresentati organi genitali, scene di nudo, capezzoli femminili; rappresentano oggetti sessuali; contengono immagini pixelate le quali mostrano contenuti sessuali”. Ecco, queste foto vanno segnalate e un amministratore esaminerà la richiesta, intraprendendo poi l’”azione appropriata”. Se questo tipo di contenuto è ancora lì, è perché nessuno l’ha segnalato. E perché avrebbe dovuto? Ci si inscrive in quei gruppi proprio per vedere quel genere di immagini, per trovare sesso, per scrivere sotto quella foto commenti altrove non ripetibili. Allora Paola decide di provare se il sistema funziona. Segnala la foto di una donna nuda postata in un gruppo. Il giorno dopo non c’è più. Ha funzionato. Tutto come previsto. Il sistema della segnalazione può essere usato anche con i gruppi, e con i contatti. Se si ritiene che un contatto sia fasullo, lo si segnala e se i responsabili ravvisano infrazioni alle proprie regole lo chiudono. Di contatti finti, inutile dire, ce ne sono tanti. E Paola ne incontrerà qualcuno di molto particolare. Un ragazzo di Roma la aggiunge e le chiede cosa pensa delle sue foto. Paola le cerca. Troverà una serie di scatti in cui viene ritratto un ragazzo a volte nudo, a volte coperto da un semplice boxer, ma con tutti i propri connotati in bella evidenza. Scoprire l’identità del ragazzo è impossibile. Il suo nome non appare tra le informazioni. “Ovviamente questo non è il mio contatto vero – le confida il giovane – se vuoi posso aggiungerti con l'altro”. Non sarà l’unico fake con cui Paola avrà modo di parlare. È il caso di una ragazza, che si cela dietro un contatto palesemente finto: “L'ho creato perchè nessuno mi può riconoscere e io posso fare quello che voglio”. O ancora come S.E., un contatto  che nasce “con l'intento di riunire tutti quelli che vivono la sensualità e l'erotismo come una vera forma d'arte, senza censure nè pudore”. Anche questa volta chi c’è dietro non farà passare molto tempo prima di iniziare a parlare di sesso: “Ti piace dominare o essere dominata?”. Dietro la maschera del contatto si cela “un bel 30 enne non libero, in carriera, artistico fantasioso e a volte un po’ narciso […] purtroppo però la maschera la uso nella realtà […], spesso la tolgo, ma non con la mia lei”. Una lei evidentemente insoddisfatta, che “non accetta il mio modo di fare sesso”. E cos’ha la sua visione del sesso che alla fidanzata non va bene? “Mi eccita farlo con più persone – risponde – frequento club privè e adoro il bondage”. Quindi cerca ragazze che condividono le sue inclinazioni? “Non necessariamente, ma se capita perchè fermarsi?”. “Sembra quasi che per qualcuno tradire su internet equivale a tradire virtualmente, e quindi a non tradire”, pensa Paola un po' sconsolata.

 

 

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