Google fuori dalla Cina dal prossimo 10 Aprile?

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I rapporti già incrinati tra Google e la Repubblica Popolare Cinese sembrano essere giunti al punto di rottura definitivo. Un epilogo, quello che dovrebbe con tutta probabilità essere annunciato il prossimo 10 Aprile, che accende i riflettori su uno scenario davvero incredibile. Stiamo parlando della chiusura di www.google.cn sul territorio cinese. Google non sarebbe più disposta a sottomettersi alle censure del governo di Pechino che impone filtri considerati inaccettabili dall’azienda. Il motore di ricerca più grandeel mondo non sarebbe più raggiungibile, quindi, entro i confini cinesi, cosa che innesterebbe una serie di conseguenze a catena di proporzioni assolutamente rilevanti. Il condizionale è d’obbligo in questo caso ma la notizia sembra provenire da fonti attendibili, addirittura interne all’azienda di Mountain View stessa secondo “China Business News”, senza contare che il “Financial Times” ha affermato che l’abbandono da parte di Google è certo al 99,9%. Quali scenari si presenterebbero, allora, in caso di conferma di questa decisione? Tanto per cominciare Google perderebbe una quota di mercato pari al 30% il ché, secondo alcune stime, vorrebbe dire un mancato guadagno di circa seicento milioni di dollari. L’addio alla Cina significherebbe anche licenziamento per moltissimi impiegati che lavorano nelle tre filiali di Google lasciando a bocca asciutta anche tantissime agenzie pubblicitarie cinesi. Inoltre i motori di ricerca concorrenti come Bing, Yahoo! ma soprattutto Baidu sono pronti ad accaparrarsi la fetta di mercato lasciata scoperta. Baidu in particolare, che già detiene la quota di mercato più consistente, sarà probabilmente la prima a beneficiare della dipartita di Big G e a veder crescere il proprio numero di utenti  in maniera considerevole. Non è ancora chiaro se sarà solo il motore di ricerca o saranno anche tutte le altre attività di Google ad essere interessate dalla presa di posizione, quel che è certo è che lasciare il più grande mercato mondiale come bacino di utenza è una mossa decisamente coraggiosa. Non è detto poi che da tutto questo Google non possa ricavarne qualcosa, soprattutto in termini di pubblicità positiva nel resto nel mondo considerando che la decisione sarebbe stata presa, almeno ufficialmente, sulla base di quella libertà di informazione promossa da Google e mai concessa dal governo cinese.

Massimo Formati


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