La poesia di Gianluigi Sabbarese

Gianluigi Sabbarese,  è nato a Salerno 27 anni fa. Attualmente vive a Roma, dove lavora presso il Ministero della difesa. Da circa un mese è in missione umanitaria all’estero, precisamente a Farah in Afghanistan. Da quel luogo, per la rubrica di Lapilli “Pendrive”, servendosi di “Facebook”, il popolare social network, mi ha inviato una sua poesia, nella quale esprime le sue emozioni. Sono doppiamente felice di pubblicarla, sia perché Gianluigi si serve dei versi per superare  momenti di difficile solitudine, sia perché il giovane poeta è stato un  mio carissimo alunno.  

  1.     Terme Farah

  2. È inutile restare qui,
    forse mi aspetta un’ acqua gelida, ma chi se ne frega…
    è ora di tuffarsi, quante cose vedrò!
    Come sempre facevo lungo passeggiate…
    Ma i sentieri cambiano, e le pietre, dure.. calpestate,
    Si rivelano foglie d’autunno,
    Si sbriciolano come mura vecchie,
    di case abbandonate..
    di canzoni ormai passate,
    di Giuda accompagnati
    per la mano ad impiccarti,
    di ciliegie rosse porpora
    con il cuore in pasto ai vermi!
    Quando e quanto cambia non lo so’,
    Se è caldo o freddo, non lo so,
    So quanta voglia c’è di correre felice,
    sulla strada più insolita e insicura,
    dove ogni giorno mostra ad Est un sole che solletica
    dune, carcasse russe e polmoni,
    che ripaga in natura tutto il marcio del passato
    e rigenera emozioni che avevo quasi dimenticato!

Farah, 26-9-2011


Comments  

 
+1 #2 2011-11-06 21:42
Bravo, Già... :)
 
 
+3 #1 2011-09-29 08:55
Bellissima poesia!
 

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