Tre poesie inviate a Lapilli da Marisa Annunziata

Pensavi  ancora che potesse il sole tracciare un cammino,

nel deserto buio solo di terra nera,

forse quella che si vede ancora nel cuore

malandato

come nei giorni di pioggia,

la veste inzuppata di pioggia.

Quel sole lontano è un miraggio, forse,

un riverbero non credi!

Lascia traccia la fiamma dolente della causa vivente

un piccolo passo imprecante di passione morta

quella che spegne il tempo

ormai passato, ignobile di tanta fatale vergogna.

Ha anima chi confusamente corre, strida,

leggile una volta il cuore, dentro la rabbia assopita d’amore eterno.

Può ora il perdona riprendere una via abbandonata,

senza miseria nel sacro, ancora, come l’alba che conosce la sua fine nella notte.

Pensavi all’egoismo che ti cullava e aver consacrato una bugia

Nell’unico sogno che ha smesso di sognare per un sorriso

e portare al di là la mente nel silenzio d’amore.

 

MarAnn

-Acronimo d’amore-

 

 

 

Giunchi al passar del vento,

aria tra candide vesti

sorrisi tra la gente allegra,

tutto un orizzonte senza limiti il mare

e la morte che porta vita

alla vita senza morte.

 

MarAnn

-Acronimo d'amore-

 

 

Un piccolo sole sorprenderà la luna stanotte,

laggiù tra le sfere azzurre del mare

quelle senza tempo

lasciate a sognare

lasciate a navigare

lasciate solo a ricordare.

La calura dell’estate che riscalda

Il tuo volto alla sera

Accarezza piano il mio pensiero d’amore

E scende a valle dalla collina

Roteando impaziente

La  gioia di un solo istante che non vuol perdersi

Ancora lontano se ne va

Ancora trascorsi e segni tra le rughe del volto

Pezzetti indelebili di dolce follia

Quando la solitudine a muso duro reclama

La presenza di un piccolo sole turbinante di passione

Un bacio desterà quel desio accanto all’ombra smarrita dei sensi.

Eppure s’accorge di una presenza notturna il cielo

Rapace solo di tante fiamme

Lance nel cuore afflitto di serena magia

o quel mistico raggio freddo tra le foglie di albero autunnale.

Così si confonde ancora

Quella nube impigliata tra le pieghe del mare

Increspate per nascondere le lacrime

Anche i sospiri girovagano per cercare un punto

D’incontro o che sia nella tua anima che si spezza alla luna beffarda

Si lei beffarda nella sua notturna sapienza

Nell’attesa intrisa di fazzoletti di nuvole rattrappiti.

Dargli un nome al piccolo sole del mare

È assurdo pensarlo nella notte

Eppure lo conosce.

Ancora si avverte una presenza nel sole del mare, nella luna

Piccoli luccicanti atomi

impossibili tenerli tra le mani nude

Sfuggono e tristemente rincorre l’aria per raggiungerli.

 

MarAnn

-Acronimo d’amore -

 

 

 

 

 

 


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