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L’importanza di Giuseppe Toniolo nel Cattolicesimo italiano

L’importanza di Giuseppe Toniolo nel Cattolicesimo italiano

 

 29 aprile 2012 – 29 aprile 2021

9° anno della Beatificazione di Giuseppe Toniolo

 

Ci incontriamo con il dott. Francesco Manca, laureato in Giurisprudenza alla “Federico II”. Giornalista Pubblicista, direttore editoriale della rivista culturale online “LAPILLI” (www.lapilli.eu) di Torre del Greco; Presidente dell’Associazione culturale “PROMETEO”. Segretario regionale dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) Campania, già Consigliere Nazionale della F.N.S.I. (Federazione Nazionale della Stampa Italiana).

Nella veste di Segretario organizzativo nazionale e di Responsabile per la Campania e il Sud Italia della Fondazione Nazionale di Studi Tonioliani abbiamo posto alcune domande sulla figura del prof. Giuseppe Toniolo.

 

Dott. Manca, chi era, chi è Toniolo?

Fond. Nazionale di Studi ToniolianiGiuseppe Toniolo, nato a Treviso il 7 marzo 1845, sociologo ed economista, è considerato uno dei massimi esponenti del cattolicesimo italiano; ha anche fatto parte dell’Azione Cattolica Italiana.

Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita all’Università di Padova, si dedicò alla carriera universitaria conseguendo nel 1873 la docenza in Economia politica, tenendo la lezione inaugurale sul tema “Dell’elemento etico quale fattore intrinseco delle leggi economiche”. Nel 1878 insegnò Economia Politica all’Università di Modena e nel 1879 vinse la cattedra di professore di Economia Politica all’Università di Pisa dove insegnò per circa quaranta anni fino alla morte che avvenne a Pisa il 7 ottobre 1918. Fu sepolto presso il Duomo di Santa Maria Assunta a Pieve di Soligo, provincia di Treviso, città natale della moglie Maria Schiratti che sposò il 4 settembre 1878 e dalla quale ebbe sette figli. La cerimonia della beatificazione di Giuseppe Toniolo si è tenuta il 29 aprile 2012 a Roma nella Basilica di San Paolo fuori le mura. La Chiesa cattolica ha fissato la Ricorrenza liturgica nel giorno della sua morte il 7 ottobre.

 

Cosa ha rappresentato per quei tempi…

Giuseppe Toniolo cercò di dare un ruolo al laicato cattolico, pur rimanendo fuori dai riflettori, fu un punto di riferimento nella storia del movimento cristiano democratico. Infatti, poiché si rese conto che lo Stato aveva bisogno anche del contributo dei cattolici, insegnò ai giovani come impegnarsi nella lotta per l’elevamento economico e sociale delle condizioni delle classi più deboli alla luce dei  principi della Dottrina sociale della Chiesa. Toniolo affermava che tutto ciò poteva avvenire solo attraverso una preparazione culturale dei giovani cattolici prima del loro impegno in politica e nel sociale.

 

Fu un uomo di mediazione?

Giuseppe Toniolo fu un mediatore tra le due anime del mondo cattolico e della società civile, quello più intransigente e quello dei giovani più attenti ai cambiamenti sociali. Nel 1889 Giuseppe Toniolo fondò l’Unione cattolica per gli studi sociali e alla luce dei cambiamenti economici-sociali portò il suo contributo di pensiero nell’elaborazione del programma dei cattolici per contrastare l’avanzata dei socialisti non solo in Italia, fondando nel 1893 la Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliare. Giuseppe Toniolo fu uno dei promotori della nascita della Democrazia Cristiana.

 

La democrazia per Toniolo…

Per il Toniolo bisognava intendere la democrazia come l’ordinamento civile nel quale tutte le componenti economiche, giuridiche e sociali dovevano, tutti insieme, cooperare, per il conseguimento del bene comune per cercare di risolvere i problemi della vita quotidiana con particolare attenzione alle classi meno abbienti, sempre alla luce degli insegnamenti del Vangelo.

Tutto questo, osservava Giuseppe Toniolo, doveva avvenire con il superamento della visione centralistica burocratica a favore di quella che prediligeva, invece, di un maggiore coinvolgimento delle realtà locali e dei cittadini alla vita politica e sociale del territorio.

 

È ancora valido oggi il suo messaggio culturale, la sua visione del mondo, la sua testimonianza?

La visione economica e sociale dello Stato in Toniolo è certamente attuale, soprattutto se si rapporta alla necessità di un modello culturale che i giovani devono acquisire prima di approcciare all’impegno politico e sociale. Ciò significa maggiore impegno dei giovani nello studio per avere quelle conoscenze necessarie per contribuire a migliorare la società in cui viviamo. Per i giovani cattolici, inoltre, è necessaria avere una visione etica della politica, dell’economia, dell’ambiente e del lavoro che tenda al conseguimento del bene comune, per tutelare e salvare la “Casa comune” alla luce dell’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si’” e avere una visione solidaristica umana ed etica della vita alla luce dell’Enciclica di Papa Bergoglio “Fratelli tutti”.

Importante è ravvisare nel pensiero di Giuseppe Toniolo la differenza che il professore trevigiano indicò tra le due epoche quella medievale e quella contemporanea per quanto riguarda, soprattutto, lo squilibrio tra l’aspetto economico e quello spirituale. Un passaggio importante del suo pensiero si ravvisa nei suoi scritti dopo la pubblicazione della Rerum Novarum, enciclica di Papa Leone XIII del 15 maggio 1891, alla cui preparazione il Toniolo aveva portato anche il suo contributo, con la quale la Chiesa prende ufficialmente posizione riguardo alle questioni sociali fondando la moderna Dottrina sociale della Chiesa.

 

Quali i pilastri fondanti di un progetto economico, culturale e di fede per l’uomo d’oggi?

Giuseppe Toniolo asseriva l’importanza, nel processo politico, economico e sociale, della centralità della persona. In esso bisogna ritrovare l’armoniosa corrispondenza allo spirito cristiano della tradizione europea rilevando l’importanza dei principi cristiani fondanti della Dottrina sociale della Chiesa che dovevano impregnare le attività e le azioni di coloro impegnati nelle Istituzioni, nel mondo imprenditoriale, nel lavoro e nella stessa famiglia, ricordando che, pur nel rispetto della loro autonomia, queste realtà devono tendere al conseguimento del bene comune.

Due, in particolare sono i concetti cari al Toniolo, la giustizia e la carità sociale. Nelle sue opere cerca di dimostrare il primato dei valori etici e religiosi anche in economia che è “più umana” se si rispettano tali valori. Facendo riferimento al concetto della centralità della persona nella società e nel mondo del lavoro, Giuseppe Toniolo auspica forme di partecipazione dei lavoratori nel processo produttivo, argomenti trattati nel suo capolavoro Opera Omnia composta di circa venti volumi nella quale sono raccolti, tra gli altri, scritti di economia, statistica, sociologia, nonché le questioni riguardanti la democrazia e la società e quelli relativi all’impegno ecclesiale e sociale.

 

Le sue opere più famose…

Tra le sue opere più famose si ricordano Dei remoti fattori della potenza economica di Firenze nel Medio Evo, Il programma dei cattolici di fronte al socialismo, La Democrazia Cristiana (don Luigi Sturzo s’ispirò al suo pensiero), L’Odierno problema sociologico e il Trattato di Economia sociale. Giuseppe Toniolo anche se non si espose personalmente in politica, si sentiva infatti più uomo di studio, contribuì comunque ad alimentare la mission per l’impegno dei cattolici in politica e nel sociale. Fondò l’Unione Cattolica per gli Studi sociali, La Rivista Internazionale di Scienze sociali, fu, inoltre, tra i promotori degli Statuti di Firenze con cui furono costituite l’Unione Popolare, l’Unione Economico sociale e l’Unione Elettorale.

 

Le sue azioni più importanti…

Nel 1907 Giuseppe Toniolo fu l’ispiratore e il promotore della prima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani; amico di padre Agostino Gemelli, lo convinse a fondare un istituto cattolico di studi superiori che nel 1920 prese il nome di Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Per Giuseppe Toniolo bisogna ricondurre il discorso economico nell’alveo di un’attività d’impresa al servizio dell’uomo e del bene comune, come insegna la Dottrina sociale della Chiesa. È stato una delle figure fondamentali per il Credito Cooperativo, arrivando ad affermare che la Finanza deve essere il mezzo e non il fine. Per quanto riguarda l’impresa e il rapporto con i lavoratori, questi ultimi, nell’impresa, devono avere un ruolo di partecipazione alla vita stessa dell’impresa; il lavoratore non può essere semplicemente un numero nel processo produttivo dell’azienda, ma deve essere il valore aggiunto della stessa. Per il Toniolo, bisogna riconoscere la centralità della persona e l’importanza del salario per i lavoratori che deve essere adeguato al suo tenore di vita. Non a caso nel suo Trattato di economia, rifacendosi anche all’Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII, rilevava l’importanza dell’etica in economia per ridurre le diseguaglianze sociali. In quel momento storico pochi erano gli economisti italiani come il Toniolo, tra gli altri Antonio Genovesi, a parlare di economia civile e di etica.

 

Toniolo e la giustizia sociale…

A proposito del suo pensiero riguardante la giustizia sociale, la centralità della persona e la solidarietà verso i più bisognosi, interessante è lo scambio epistolare che Giuseppe Toniolo ebbe, tra gli altri, con un altro laico cattolico il beato Bartolo Longo, avvocato, fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, anche Giuseppe Toniolo era solito invocare ogni giorno la Madonna del Rosario, impegnato nelle opere di carità rivolte soprattutto ai bambini, figli dei carcerati.

Il pensiero di Giuseppe Toniolo è ancora attuale e può essere, certamente, un modello da seguire per i giovani per rendere la società migliore e più giusta.

 

Dottor Manca, ci parli della Fondazione Nazionale di Studi Tonioliani

La Fondazione Nazionale di Studi Tonioliani - Centro di approfondimento della Dottrina sociale della Chiesa - sodalizio senza scopo di lucro – con sede legale in Pisa, presieduta dal prof. Romano Molesti ha, come finalità statutaria, la promozione del pensiero di Giuseppe Toniolo, sposo e padre, professore universitario di economia che offre l'esempio di come un cristiano è chiamato a vivere la propria fede in famiglia, nella professione, nella società civile e a servire l'annuncio del Vangelo nella Chiesa e nel mondo attraverso lo studio e l'applicazione della dottrina della Chiesa nella dimensione sociale, economica e politica.

 

Il premio “Giuseppe Toniolo”

La Fondazione Nazionale di Studi Tonioliani, sezione Campania e del Sud Italia, ha la sua sede operativa a Napoli, presso la Basilica “Incoronata Madre del Buon Consiglio” – Capodimonte, retta da mons. Nicola Longobardo, assistente ecclesiastico per la Campania e il Sud Italia della Fondazione stessa.

La Fondazione Nazionale di Studi Tonioliani sezione Campania, nel 2017 ha promosso il Premio “Giuseppe Toniolo”, concorso riservato agli studenti dell’ultimo triennio degli istituti scolastici di secondo grado della Città Metropolitana di Napoli e agli studenti universitari della Campania, la cui partecipazione è a titolo gratuito.

Purtroppo, dallo scorso anno il concorso è stata rinviato per la diffusione pandemica da Covid-19. La fascia giovanile cui il progetto è destinato è sicuramente quella più sensibile al tema dello stravolgimento del tradizionale sistema valoriale che ricade ampiamente sul tessuto civile, nei suoi aspetti politici, economici ed esistenziali in genere.

I giovani sono, infatti, quelli che hanno maggiormente subito i profondi processi di cambiamento avvenuti negli ultimi anni, sia sul piano internazionale, (la globalizzazione e la crisi degli Stati nazionali, in primis) sia sul piano nazionale, con la crisi delle tradizionali ideologie sia sul piano interpersonale con la diffusione dei social.

 

Perché proporre la figura di Giuseppe Toniolo?

La volontà di riproporre la figura di Giuseppe Toniolo, economista e beato, risponde all’esigenza di offrire esempi di esistenze ispirate e funzionali a quell’umanesimo integrale e solidale, da più parti invocato, “capace di interpretare la realtà di oggi e di cercare appropriate vie per l’azione, nel rapporto con la natura e la società, per conseguire il bene comune.”

Attraverso l’analisi dell’opera di Toniolo si potrà scoprire come sui temi del principio di solidarietà, del lavoro e della dignità del lavoratore, dell’equa remunerazione e distribuzione del reddito, sul libero mercato, sulle opportunità e i rischi della globalizzazione, sul sistema finanziario internazionale e su tanti altri ancora si potrà “scoprire” che la dottrina sociale ha posizioni estremamente interessanti e avanzate, tali da stimolare la riflessione di ognuno.

 

Perché Giuseppe Toniolo è Beato per la Chiesa Cattolica?

Tra le varie citazioni di Giuseppe Toniolo, quella “Noi credenti sentiamo, nel fondo dell’anima, che chi definitivamente recherà a salvamento la società presente, non sarà un diplomatico, un dotto, un eroe, bensì un santo, anzi una società di santi”, ci fa comprendere che anche per il Toniolo la società ha bisogno di persone oneste che hanno a cuore il bene comune. Di persone che, quotidianamente, nell’esercizio delle proprie azioni di vita, nel lavoro, in politica, in economia e nella finanza, nel sociale, profondono professionalità e impegno per far prevalere la solidarietà sulla base della giustizia, dell’etica e della carità cristiana. Per Giuseppe Toniolo bisogna ricercare nella   persona la sua natura religiosa, la sua educazione spirituale che deve iniziare dalla famiglia per poi espandersi anche nella vita sociale ed economica e nella politica. Giuseppe Toniolo a seguito del processo di beatificazione, postulatore della causa è stato mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi - Nocera Umbra – Gualdo Tadino, è stato venerato dalla Chiesa cattolica il 29 aprile 2012.

Nel 2022 ricorreranno i dieci anni della sua beatificazione.

Oltre a coloro che hanno percorso la loro vita in santità, la Chiesa offre dei modelli di persone, laici anche sposati come il beato Giuseppe Toniolo, da imitare che, quotidianamente, nel loro cammino terreno, hanno vissuto da buoni cristiani la loro vocazione alla santità.

Benedetto XVI, dichiarando Giuseppe Toniolo beato, l’ha descritto come “esempio di buon padre di famiglia, di un saggio educatore dei giovani, di testimone della parola di Dio nel mondo della cultura, dell'economia e della politica” e mons. Domenico Sorrentino, “indica Toniolo come l’uomo giusto al posto giusto dove, nel pieno di una crisi economica, può aiutarci a decifrarla”.

 

Grazie, dott. Manca. Non ci può essere vera ed efficace azione se prima non c’è il pensare. E Toniolo è stato un grande pensatore che ha guardato al divenire della storia, un costruttore delle fondamenta della società, secondo la visione antropocentrica cristiana. In una realtà come la nostra, povera di pensiero vitale, ricca di vuoto pragmatismo, abbiamo il dovere di attingere alle nostre vive radici culturali e di fare della memoria il luogo per ritrovare le coordinate da dare ad un mondo che, avendo perduto identità e fisionomia, è allo sbando. Intellettuali di tutto il mondo, unitevi, per riaccendere la speranza e sognare un mondo migliore: sognare da soli è utopia, sognare insieme è la realtà che comincia.

Antonio Falcone