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Firenze. MUTAZIONI Lucia Damerino 28 gennaio 2021 – 28 febbraio 2021

MUTAZIONI

Lucia Damerino

28 gennaio 2021 – 28 febbraio 2021

 

LuciaDamerino orizz 250CRUMB Gallery Firenze inaugura giovedì 28 gennaio, alle 18.00, il programma espositivo 2021 con MUTAZIONI, opere fotografiche di Lucia Damerino.

Lucia Damerino, 54 anni, designer, vive e lavora tra Firenze e Milano. Il suo percorso di ricerca artistica affonda le radici nel tempo, rimanendo a lungo entro confini strettamente privati, fino all’esordio di oggi, grazie a Crumb Gallery.

Professionalmente impegnata nel design e nel set styling, Damerino mutua da questo mondo la fotografia e l’uso degli oggetti, che ora si trasformano in materia significante, espressione di un mondo interiore. Esperienze di vita, memorie di infanzia e di persone care, affiorano, mutano e vivono nuovamente.

MUTAZIONI è frutto di un lavoro nato durante i mesi di lockdown forzato. È un lavoro fotografico che riflette sulla memoria, sulla storia individuale e famigliare, sui ricordi, a volte anche dolorosi, sulla catarsi che qui avviene attraverso l’azione purificatrice dell’acqua. All’interno di grandi teche di vetro, costruite dalla stessa Damerino, piene d’acqua, fluttuano degli abiti, abiti da sposa della sorella, i vestiti degli zii, del padre, brandelli di una narrazione privata ma allo stesso tempo parte di una storia universale. Raso, pizzo, sete, crepe de chine, chiffon, taffetà di organza, drappeggi che corrono il rischio di essere dimenticati ma che acquistano, attraverso il movimento fluido dell’acqua e della sua trasparenza, una nuova vita, carica di suggestioni che l’artista immortala nei suoi scatti. Le vesti sono figure mute, sospese nel tempo, che ritrovano colore, che si muovono, in solitudine o in coppia, in modo assolutamente autonomo dai corpi che li hanno abitati, quasi fosse una danza. Sono messaggi in una bottiglia, poesie galleggianti, memorie abbandonate.

“Lasciarsi andare in questo elemento è proprio abbandonarsi” spiega Lucia Damerino nel testo in catalogo a cura di Rory Capelli,Lucia damerino MUTAZIONI 01 2020 250 “è la morte simbolica di qualcosa che è già scomparso, per poi rinascere: perché gli abiti nell’acqua sembrano vivere di vita propria, sviluppano uno spazio e un tempo che delimitando purifica. Questi abiti sono gusci vuoti che galleggiano nel mare delle possibilità”.

MUTAZIONI sarà aperta fino al 28 febbraio 2021, nel rispetto delle norme sanitarie e delle prescrizioni vigenti.

Per visitare la mostra è consigliato prenotare al numero 347 3681894.

Malgrado le enormi difficoltà di questo periodo, Crumb Gallery ha deciso di continuare la sua attività di promozione delle artiste, anzi forse è questa la spinta maggiore per impegnarsi e continuare a sostenere l'arte, con un programma di attività già concordato per tutto il 2021 e si impegna anche, per ogni mostra, a pubblicare un catalogo, edizioni CRUMB Gallery, collana Nolines.

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

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Incontri d’arte Zoom sulla mostra La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini

venerdì 8 gennaio 2021, ore 18.00

Osvaldo Licini, un paesaggio ritrovato

ultimo appuntamento online con

Incontri d’arte

Zoom sulla mostra

La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini

a cura di Daniela Simoni

con la collaborazione di

Stefano Bracalente, Nunzio Giustozzi, Mattia Patti, Stefano Papetti, Massimo Raffaeli

Monte Vidon Corrado

Centro Studi Osvaldo Licini e Casa Museo Osvaldo Licini

 

image002 250Si chiude con l’ultimo appuntamento di venerdì 8 gennaio alle ore 18 la rassegna “Incontri d’Arte – Zoom sulla mostra La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini”. Si collegheranno dalla sede della mostra, che chiuderà definitivamente domenica 10 gennaio – ma di fatto già chiusa al pubblico con il dpcm del 3 novembre – il Sindaco Giuseppe Forti, la direttrice del Centro Studi Licini Daniela Simoni, curatrice della mostra e i co-curatori Stefano Bracalente e Nunzio Giustozzi. Introdotta da Mattia Patti dell’Università di Pisa, anche lui tra i co-curatori, Daniela Simoni presenterà nel contesto della mostra un paesaggio ritrovato di Osvaldo Licini, mai pubblicato. “L’opera – afferma la Simoni- è riemersa a mostra aperta ed ha diverse implicazioni con le opere esposte: non abbiamo voluto perdere l’opportunità di studiarla e presentarla in relazione al percorso espositivo. Sarà un’affascinante sorpresa per chi vorrà seguirci. Un nuovo, poetico tassello nel corpus liciniano, un’altra testimonianza del profondo legame di Osvaldo Licini con la sua terra. Abbiamo anche pubblicato un Quaderno Liciniano dedicato a questo bellissimo paesaggio. La mostra, che ci ha regalato grandi soddisfazioni, chiude, ma la ricerca e il nostro impegno nella valorizzazione dell’arte di Licini continuano”.

“Nonostante il periodo difficilissimo che stiamo vivendo la mostra “La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini”, organizzata grazie al contributo della Regione Marche, ha riscosso, nei tre mesi di apertura e anche dopo la chiusura per le disposizioni anti-Covid, un grande successo di pubblico, di critica, di stampa- afferma il Sindaco Forti - Ora lavoreremo in collaborazione con il Centro Studi Licini per cercare di esportarla in altri musei in Italia e, magari anche all’estero. Dobbiamo sforzarci di guardare al futuro con fiducia, la cultura dovrà essere un punto di forza per la rinascita”.

Sarà possibile seguire l’incontro dal titolo "Osvaldo Licini, un paesaggio ritrovato”, al link https://us02web.zoom.us/j/88151378834 e in diretta live sulla pagina del Centro Studi e Casa Museo Osvaldo Licini.

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MakerArt Maker Faire Rome – The European Edition 2020

MakerArt

Maker Faire Rome – The European Edition 2020

10>13 dicembre 2020

banner maker art facebook 1 trascinatob250Torna MakerArt, la sezione dedicata alla relazione tra arte contemporanea e nuove tecnologie di Maker Faire Rome – The European Edition 2020 – ottava edizione, la più importante manifestazione in Europa dedicata alla creatività e all’innovazione tecnologica, promossa e organizzata da Innova Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma, che si svolgerà in versione digitale dal 10 al 13 dicembre 2020.

In questa seconda edizione crescono i percorsi sinergici e integrati tra maker e artisti internazionali scelti dal curatore della sezione Valentino Catricalà che, in concomitanza allo sviluppo di una nuova esperienza digitale, cioè l’innovativa piattaforma studiata e proposta da Maker Faire, vera punta di diamante della manifestazione, spinge verso un inedito e sperimentale sistema di partecipazione.

Maker Faire Rome 2020 sarà, infatti, completamente digitale! Se da un lato tale scelta risponde alle costrizioni del momento, è proprio questo dall’altro a rappresentare l’occasione per un’accelerazione, verso originali pratiche di condivisione e scambio del sapere, opportunità di e-learning e cultura del tempo libero. Opportunità che appartengono al DNA di MakerArt che quest’anno allarga la sua proposta culturale con la partecipazione di più di 40 artisti e altrettante opere realizzate appositamente per la fiera.

Tantissimi gli artisti di tutto il mondo, fra i quali: Antoni Abad, Elena Bellantoni, Juan Cortes, Rä di Martino, Ken Goldberg, Claudia Hart, Steve Lambert, Miltos Manetas, MASBEDO, Donato Piccolo, Signe Pierce, Quayola, Jakob Kudsk Steensen, Celine Tricart, Anouk Wipprecht.

E molte anche le collaborazioni nazionali come Rai Cinema, AR Market, Ambasciata degli Stati Uniti, ArToday, Fondazione Luca e Katia Tomassini, Re:Humanism, Nero Magazine e internazionali come S+T+ARTS EU, Pioneer Works Center For Art and Innovation, l’Hyphen Hub Community. Infine fra i talk spiccano i nomi di Lev Manovich, Christiane Paul e Asher Remy Toledo.

Spiega Valentino Catricalà: “Quella di MakerArt non è tanto una migrazione di contenuti artistici già esistenti sulla piattaforma ma una vera e propria progettazione del tutto, dove le specifiche opere sono pensate, realizzate, proposte, osservate e vissute secondo una logica fisica e virtuale. Sì, perché Maker Art è l’unica sezione della fiera che manterrà anche una natura fisica, grazie alle tante collaborazioni dove artisti, intellettuali, scienziati e creativi dialogano da sempre per generare nuove visioni del futuro. Essere presenti in questo particolare momento storico è soprattutto un modo per dimostrare che arte e tecnologia possono aiutarci ancora a riflettere su un’epoca complessa come quella che stiamo vivendo”.

 

LE NOVITÀ DI MAKER ART

 

> Realtà Aumentata in collaborazione con AR MARKET

Si tratta di un progetto unico nel suo genere che vede la collaborazione fra AR Market, startup che opera nel settore delle tecnologie immersive, con 3 importanti artisti nel panorama Europeo: Antoni Abad, Elena Bellantoni e Rä di Martino che potranno offrire al pubblico una rappresentazione dei loro concept artistici sfruttando le potenzialità della Realtà Aumentata. Le esperienze sviluppate per gli artisti da AR Market saranno fruibili tramite l’App personalizzata per MakerArt usando un tablet o smartphone, in qualsiasi luogo le persone si trovino, anche comodamente da casa, portandole in una nuova dimensione dove la realtà si fonde con immagini digitali.

> Between Art and Cinema in collaborazione con Rai Cinema

Attraverso un singolare dialogo fra la piattaforma di Maker Faire e l’applicazione di Rai Cinema, si potranno vivere i vari progetti di realtà virtuale in 3D / 360 / e per chi ha visori in RV.

I progetti da vivere sono realizzati dagli artisti: Alessandro Bernard, Francesco Bertelè, Jörg Courtial, Antonello Faretta, Igor Imhoff, Keisuke Itoh, Jacek Nagłowski e Patryk Jordanowicz, Chiara Passa, Michel Reilhac, Jakob Kudsk Steensen, Lino Strangis, Celine Tricart, Vanessa Vozzo.

> Opere Online

Da performance online (Apotropia, MASBEDO, Donato Piccolo, Roberto Pugliese), a opere pensate ad hoc per la piattaforma (Gaia De Megni, Claudia Hart, Steve Lambert, Miltos Manetas, Vincenzo Marsiglia in collaborazione con la Fondazione Luca e Katia Tomassini, Signe Pierce, Quayola, Matilde Sambo, Giulio Scalisi, Anouk Wipprecht) alle collaborazioni con importanti centri quali ArToday, Hyphen Hub Community, Pioneer Works Center For Art and Innovation. In questa sezione ci s’immergerà letteralmente in esperienze visive e sensoriali.

> Talk e Conferenze in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti.

In questa sezione si potranno approfondire numerosi argomenti. Nella trasversalità dei profili dei protagonisti MakerArt vuole coltivare un profondo senso d’intimità con il pubblico.

Tra gli speaker: Ken Goldberg, Lev Manovich, Christiane Paul, Pioneer Works Center For Art and Innovation, Asher Remy-Toledo, Steve Lambert, Anouk Wipprecht.

> Talk e Conferenze in collaborazione con Fondazione Luca e Katia Tomassini.

Davide Sarchioni, curatore del progetto arte FLKT, modera una serie di incontri con diversi professionisti dell’arte sul lavoro di Vincenzo Marsiglia approfondendo i progetti realizzati con loro.

Artisti MakerArt: Antoni Abad, Apotropia, ArToday (Gaia De Megni, Matilde Sambo, Giulio Scalisi), Elena Bellantoni, Alessandro Bernard, Francesco Bertelè, Juan Cortes, Rä di Martino, Antonello Faretta, Ken Goldberg, Claudia Hart, Igor Imhoff, Jakob Kudsk Steensen, Steve Lambert, Miltos Manetas, Vincenzo Marsiglia, Masbedo, Federico Montagna, Chiara Passa, Donato Piccolo, Signe Pierce, Pioneer Works Center For Art and Innovation (Ryan Kuo, Thomas John Martinez), Roberto Pugliese, Quayola, Lino Strangis, Celine Tricart, Vanessa Vozzo, Wide Managment (Jörg Courtial, Jacek Nagłowski - Patryk Jordanowicz, Keisuke Itoh, Michel Reilhac), Anouk Wipprecht (in collaborazione con Hyphen Hub Community).

MEDIA PARTNER MakerArt NERO MAGAZINE

VALENTINO CATRICALA’ Curatore MakerArt è art consultant per il Sony Lab di Parigi. Collabora, inoltre, con il CyLand Media Lab di San Pietroburgo, la Manchester Metropolitan University ed è membro dell'Hyphen Hub Community di New York. Prima della nomina della Sezione Arte della Maker Faire – The European Edition è stato fondatore e direttore artistico del Media Art Festival di Roma (Museo MAXXI) e coordinatore dei programmi Arte della Fondazione Mondo Digitale. Valentino Catricalà è, inoltre, curatore del Kunstraum Goethe (Art Space) per il Goethe Institut di Roma. È autore dei libri Media Art. Prospettive delle arti verso il XXI secolo. Storie, teorie, preservazione (Mimesis, 2016) e The Artist Inventor (Rowman & Littlefield, Londra 2019). Ha curato mostre in importanti musei e istituzioni internazionali fra i quali: Minnesota Street Project (San Francisco), Ermitage (San Pietroburgo), Palazzo delle Esposizioni (Roma), MAXXI (Roma), Museo Riso (Palermo), Media Center (New York), Stelline (Milano), Istituto Italiano di Cultura Nuova Dheli (India), Manchester Metropolitan University (UK), Centrale Idrodinamica (Trieste).

 

PER VISITARE MakerArt

#MFR2020 @MakerFaireRome

https://makerfairerome.eu/it/

SCHEDA TECNICA

MakerArt – nell’ambito di Maker Faire Rome – The European Edition 2020

Direttore Artistico/Curatore: Valentino Catricalà

Opening Ceremony: 10 dicembre

Durata: 10 – 13 dicembre

Accesso Gratuito https://makerfairerome.eu/it/

 

CONTATTI

Innova Camera (a Special Agency of the Rome Chamber of Commerce)

Via de’ Burrò, 147 – 00186 Roma

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CRUMB Gallery Firenze. RACCONTI D’INTERNO Tina Sgrò

RACCONTI D’INTERNO

Tina Sgrò

10 dicembre 2020 – 15 gennaio 2021

 

Tina Sgrò Giallo giallo giallo 250CRUMB Gallery ha deciso di continuare la sua attività di promozione delle artiste, malgrado le enormi difficoltà di questo periodo, malgrado le forti incertezze, anzi forse è questa la spinta maggiore per impegnarsi e continuare a sostenere l'arte.

CRUMB Gallery Firenze è lieta di comunicare che da giovedì 10 dicembre 2020, alle 18.00, apre la mostra Racconti d’interno dell’artista Tina Sgrò, nel rispetto delle norme sanitarie e delle prescrizioni vigenti.

Racconti d’interno, parafrasando il titolo del celebre romanzo di Karen Blixen, presenta una ventina di opere di diverso formato, alcune realizzate per questa occasione dalla pittrice di origine calabrese. Un tempo sospeso, fatto di ricordi, anima questi dipinti la cui dimensione poetica è creata da una pennellata franta, impastata di luce. Scene di interni, stanze vuote dove gli oggetti che lì permangono - lampade, poltrone, sedie, tavoli, tende, teiere, vasi, fiori - sono ancora impregnati della presenza umana che in questi luoghi ha vissuto, forse ha soggiornato brevemente e che ha abbandonato.

“Mi rifugio nel passato, forse. Nel sogno, magari” racconta Tina Sgrò, nel testo in catalogo, a cura di Rory Cappelli. “Sono ambienti che trascendono quello che vedo. Non c’è presenza umana nelle mie tele perché è così che mi sento, nella solitudine dell’introspezione, nella malinconia di tutto ciò che avrebbe potuto essere e non è stato: il mio pennello, i miei colori, i miei movimenti diventano per me il baricentro della contraddizione dell’esistere, che proprio mentre è, già non è più. Cerco di fermarlo questo non essere più, di placcarlo, di dargli una forma, una sostanza”.

La pittura della Sgrò nasce da radici lontane, a partire da Caravaggio al quale guarda per “…la sua lezione sulla luce eTina Sgrò Interno con poltrona verde 250 sull’ombra, essendo io un’artista con una dimensione chiaroscurale molto forte…”. Nel solco della tradizione pittorica, molti sono i maestri a cui fa riferimento, da Nomellini a De Pisis, da Corot a Matisse, da Giacometti a Morandi e alle sue nature morte sospese.

Nelle sue opere si percepisce fortemente anche l’essere donna nell’arte e nella vita “… è difficile, ancora di più per una donna del sud, che, come me, arriva a Milano da un posto depresso economicamente e isolato, e deve tirare fuori gli artigli, vivere la città con aggressività”.

Racconti d’interno sarà aperta fino al 15 gennaio 2021 e sarà accompagnato da un catalogo, edizioni CRUMB Gallery, collana Nolines.

Per i giorni successivi al giovedì 10 dicembre per visitare la mostra è consigliato prenotare al numero 347 3681894.

Tina Sgrò nasce nel 1972 a Reggio Calabria, dove matura il suo percorso didattico e formativo. Le sue inclinazioni artistiche emergono fin dalla prima infanzia. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte di Reggio Calabria e si diploma successivamente all’Accademia di Belle Arti italiana e da inizio ad un percorso artistico/emozionale che sarà importante nella sua vita di donna ed artista, con la partecipazione a prestigiosi concorsi di pittura e a numerose mostre collettive.

Nel 2003 è vincitrice del bando per l’acquisizione di opere d’arte presso la Corte dei Conti di Potenza. Vince nel 2006 il Premio Arte Mondadori nella sezione Pittura. Espone in seguito le sue opere in mostre collettive e personali presso importanti gallerie italiane. È stata finalista al Premio Arte Laguna 2011 e 2013. È finalista al Premio Arteamcup 2016, promosso da Espoarte, prestigiosa rivista attiva nel settore delle arti. Ha vinto il Premio Marchionni 2017 nella sezione Grafica. Premio assoluto. Nel 2017 è stata anche finalista al Premio Lynx, a Trieste. Nel 2020 è finalista al Premio Artelaguna per cui una sua opera verrà esposta presso le Nappe dell’Arsenale di Venezia. È anche finalista al Premio Marchionni 2020, oltre che al Premio ArteamCup 2020 promosso da Espoarte. Sue opere sono state pubblicate sulla rivista internazionale AD, di cui una in copertina.

Vive e lavora tra Milano e Reggio Calabria.

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

CRUMB GALLERY

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

su appuntamento – tel. + 39 347 3681894

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www.crumbgallery.com

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Napoli accoglie gli Etruschi al MANN

Corredi meravigliosi per ricordare la vita vissuta

Napoli accoglie gli Etruschi al MANN

Reperti curiosi e interessanti sono esposti al pubblico per la prima volta

image Locandina 250La realtà etrusca italiana non è concentrata al centro/nord. L’affascinante mostra, allestita con eleganza nelle sale nel museo archeologico campano, sottolinea la presenza invece un unicum culturale, evidenziando le sue emergenze e peculiarità in regioni diverse. La Campania, il Lazio, l'Umbria e la Toscana hanno ognuna una storia etrusca da mettere in luce. Raccontare un popolo mediante oggetti che appartengono soprattutto a corredi tombali è la sfida alla quale rispondono i due illustri curatori di questa interessante mostra che il museo Archeologico di Napoli offre, per circa un anno, all'attenzione degli spettatori e degli appassionati.

Il riflettore punta su una zona forse meno nota dell'Italia nella quale si sviluppa una speciale identità etrusca. Si tratta del territorio della Dodecapoli, che fa capo soprattutto a Cuma e all'ambito legato alla ricca città campana, e i cui materiali sono presenti nel museo ospitante.

La bellezza del territorio di Cuma, la sua elevazione in vista mare, i venti che l’avvolgono di continuo, fa di questo luogo un simbolo della magia legata a questa misteriosa popolazione indoeuropea. E in questo luogo si insediarono

Paolo Giulierini, che è direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ci racconta di questa koinè culturale che è trasversale ai luoghi e che unisce le varie tipologie tipiche dell’icnografia, della coreutica e dell'architettura, in un unico grande mondo linguistico, fatto di tasselli facilmente raccordabili e identificabili. Inoltre - sottolinea il direttore - è importante evidenziare le belle collezioni etrusche già presenti nel museo, che in quest’occasione meritano una speciale attenzione. Giulierini, che dirige con successo il museo napoletano da alcuni anni ed è stato riconfermato nel 2019 in questa carica, è nato, non a caso a Cortona, si è laureato in archeologia, specializzato in etruscologia nell'Università di Firenze, ed è stato direttore del Museo dell'Accademia Etrusca e della sua città. Valentino Nizzo, l'altro curatore della mostra, è invece nativo dell’umbra Todi, e dopo la laurea ha conseguito la specializzazione in archeologia etrusca, sottolineando il confronto tra archeologia e antropologia e ponendo l'accento proprio sull'ideologia funeraria e i valori sociologici della comunicazione archeologica. L’esposizione resterà aperta sino al prossimo 31 ottobre e presenterà al pubblico seicento reperti, alcuni di essi, circa duecento opere, saranno visibili per la prima volta in occasione di questo evento. La manifestazione nasce anche dalla rete scientifica stabilita con il Parco Archeologico di Pompei nel quale è stata presentata una prima tappa della ricerca.

L’esposizione presenta una serie di vasi di varia tipologia, dalle nere suggestioni del bucchero alla terra sigillata: dalle anfore ai crateri, dai kilix agli oinocoe; produzioni che abbracciano un arco temporale di circa sei secoli. L'intento è di indagare sulle fondamenta storiche di questa popolazione, la cui grandezza derivava anche dal controllo delle risorse che, come ricordava lo storico greco Polibio, attraversa una direzionale nord/sud. Si parte dal XII secolo, nei reperti più antichi fino ad arrivare Iva sec. a.C. Arricchisce ulteriormente la mostra uno straordinario gruppo di materiali dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: stiamo parlando del corredo della celeberrima Tomba Bernardino da Palestina (675-650 a.C.) per la prima volta esposto accanto alla Tomba Artico 104 di Duma dell'VIII sec. a.C., congiungendo idealmente l’area etrusco-laziale a quella campana in un periodo cruciale della storia Mediterranea. Di grande valore estetico anche le bellissime lastre in terracotta provenienti da Velletri, che erano collocate nel Tempio delle Stimmate, datate VI sec. A.c., e che sono uno dei pezzi forti della mostra. Le eleganti figure in bassorilievo, poste di profilo sono abbigliate con la tebenna tipico mantello tondeggiante, indossato da uomini e donne come una casula, e caratteristico dell’abbigliamento etrusco. Una delle figure impugna il caduceo, serpente attorcigliato attorno a un’asta, che rimanda alla figura di Turms, la divinità etrusca assimilabile a Ermes. Le immagini rappresentano una processione con bighe e cavalli alati, o scene celebrative con personaggi seduti. Il modellato si presenta tondeggiante e compatto; la luce scorre piana ad avvolgere i personaggi, mentre lo sfondo non presenta connotazioni paesaggistiche. La mostra “Gli Etruschi e il MANN” è organizzata da Electa.

Da lunedì 16 marzo 2020 e fino al 31 maggio 2021 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la mostra “Gli Etruschi e il MANN”, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo.

 

Alessandra Cesselon