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CORRI E LASCIA CORRERE Monologo sulle contraddizioni dell'essere. Il nuovo libro di ALICE ZANNONI

CORRI E LASCIA CORRERE
Monologo sulle contraddizioni dell'essere
IL NUOVO LIBRO DI
ALICE ZANNONI
arriva a Buonanotte Contemporanea
domenica 28 agosto 2022- Montebello Sul Sangro – CH
10.30 camminata lungo il percorso LOOP NATURA
12.30 presentazione del libro e incontro con l’autrice

 

Copertina Corri e lascia correre 250Domenica 28 agosto 2022 BUONANOTTE CONTEMPORANEA - Montebello Sul Sangro (CH) presenta il secondo appuntamento di “In Bilico tra Buona e Cattiva Sorte” – eventi di agosto 2022 a Buonanotte che, dopo la presentazione del libro Atlante dei Paesi Fantasma di Riccardo Finelli, presentato da Carmela Palmieri lo scorso 6 agosto, vede protagonista Alice Zannoni.
Si parte alle ore 10:30 dal sito Buonanotte Contemporanea per una camminata veloce insieme all’autrice lungo il percorso LOOP NATURA per arrivare poi nel centro di Montebello Sul Sangro dove alle ore 12:00 Alice Zannoni racconterà il suo libro CORRI E LASCIA CORRERE - edito da NFC edizioni, dialogando con Maria Letizia Paiato.

L’evento è promosso e organizzato da CASaA architetti, RP//press, Associazione Green Abruzzo con il patrocinio di Comune di Montebello Sul Sangro e Borghi Ospitali.
Il LIBRO > CORRI E LASCIA CORRERE
Dopo il successo de L'arte contemporanea spiegata a mia nonna, Alice Zannoni per Nfc Edizioni nella collana Appropriè torna in libreria con un nuovo scritto che si allontana dal mondo dell’arte, dal suo ambito professionale, per esplorare e dare senso alla sua passione: il running.

Considerato non un semplice gesto atletico, il running è analizzato dall’autrice nelle sue motivazioni più profonde, quelle che la spingono, così come altri migliaia di corridori, a infilare le scarpe da corsa e andare. Con lo stesso metodo di osservazione e di analisi che Alice Zannoni applica all’opera d’arte, Corri e lascia Correre va oltre la superficie del visibile, per raccontare la pluralità interiore e narrare le contraddizioni emotive che abitano l’individuo.

Il risultato è un saggio “senza scaffale”. Non un manuale tecnico per sportivi, non un libro che affronta scientificamente o agonisticamente il movimento della corsa offrendo consigli motivazionali. Tutt'altro: Corri e lascia Correre non ha genere, spaziando dalla psicologia all'antropologia, dalle scienze sociali all'analisi critica del comportamento. Corri e lascia correre non è un libro sulla corsa, è un libro nella corsa. La corsa è il mezzo per dare voce all’inespresso che affiora nel caotico scontro tra le forze della ragione e l’impalpabile potenza delle correnti interiori.

Da oltre vent'anni, tutte le volte che Alice Zannoni inizia a correre si chiede: «Ma chi me lo fa fare?» Eppure continua a farlo, sebbene nessuno la obblighi. Se mi osservo - scrive l’autrice - è evidente che dentro di me c’è qualcuno che comanda e qualcuno che obbedisce, qualcuno che starebbe sul divano e qualcuno che, invece, scatta. Nel momento dell’“interrogatorio”, siamo almeno in due. Quanti altri io abitano l’essere?

In Corri e lascia correre, l'autrice corre e racconta lo scorrazzare dei pensieri, l'Alice critica d'arte osserva l'Alice runners, l'Alice donna parla con l'Alice bambina e con le tante altre sfaccettature della persona: come recita il sottotitolo, monologo sulle contraddizioni dell'essere, il saggio è un dialogo con sé stessi. Quando si corre si crede di essere da soli, invece si è in compagnia dei tanti sé di cui siamo fatti, delle proprie paure e gioie, dei propri pensieri.
Con lo stesso impatto che la corsa ha nella respirazione, così la scrittura, sempre incisiva, inizia moderata per diventare più intensa e nei sedici capitoli, ognuno concepito come una sessione di running, tra un passo e l’altro, si scaldano i muscoli, scandendo un percorso narrativo dove prende vigore il ritmo della riflessione. Come si alzano i battiti cardiaci si alza la dialettica dell’essere. Da qui Alice Zannoni affronta alcune categorie esistenziali come per esempio: l'immedesimazione eroica e divina, l'energia vitale propulsore di ogni istinto, la solitudine come necessità per la socialità. E ancora: la superbia considerata non come eccesso capitale, bensì come presenza necessaria per revisionare il presente, il vizio, senza il quale non può esserci virtù, la misura e il senso del dominio, il ritmo provocato dagli ostacoli rovescia positivamente il senso delle difficoltà, la genesi della creatività e il potere salvifico della fantasia, infine il desiderio di vittoria che deve fare i conti con la sconfitta e il fallimento.
A correre sono i pensieri e a manifestarsi è la vita nella sua ricchezza umana, per questo, implicitamente, il titolo del libro fa il verso al motto “vivi e lascia vivere” da cui prende ispirazione per la possibilità di far coesistere in ognuno i dilemmi senza che necessariamente la strada della conciliazione sia considerata l’unica possibile.
ALICE ZANNONI è nata ad Arzignano (Vicenza) il 30 marzo 1981. Vive e lavora a Bologna.
Si è laureata con Luciano Nanni in Estetica al Dams-Arte di Bologna, ateneo dove consegue anche il master di secondo livello in “Cultura dell'innovazione, mercati e creazione di impresa”. Si occupa da oltre quindici anni di arti visive come critica d'arte, curatrice indipendente e collabora come free lance con riviste del settore. Nell'anno accademico 2012-2013 è stata docente di Storia del Design presso la Laba | Libera Accademia di Belle Arti - di Rimini; nel 2013-2014 ha assunto l'incarico di Direttore Amministrativo della Fondazione Campori di Soliera. Nel 2013 ha ideato, fondato e diretto SetUp Contemporary Art Fair®, diventando in seguito Amministratore Unico. Nel 2015 ha aperto l'associazione Caravan Setup, di cui è Presidente.
Nel 2018 ha pubblicato il libro L'arte contemporanea spiegata a mia nonna (Nfc Edizioni) con oltre 50 presentazioni all'attivo e già due ristampe. È consulente per la progettazione e gestione di eventi culturali e per organizza laboratori formativi a enti privati e a istituzioni pubbliche. Ha all'attivo un centinaio di pubblicazioni tra cataloghi e articoli d'arte.
Più che critica ama definirsi "osservatrice contemporanea".