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E’ Macbeth il quarto spettacolo del Festival Nazionale Teatro XS di Salerno presentato dal Teatro Arte di Macerata.

macebeth fotoNon sarà stato facile ridurre, in novanta minuti, “Macbeth,” una tragedia di ben cinque atti di William Shakespeare, tra l’altro una dei drammi più corti scritti dal massimo autore inglese, ma la bravissima Eleonora Sbrascini c’è riuscita benissimo e non solo, ma anche a reggere, in modo egregio, la parte di Lady Macbeth. Il quarto spettacolo del Festival Nazionale Teatro XS già dal titolo poneva le premesse per un pezzo impegnativo, forte, difficile, oscuro.

Si apre il sipario, ma tra gli spettatori e gli attori Franco Tomassini ed Eleonora  Sbrascini ci sarà per tutta la durata dei 90 minuti, un velario su cui vengono proiettati i simboli della tragedia, i visi delle streghe, le “Norne” che predicono il futuro  e vivono intessendo il destino degli uomini. Si prepara un’ora e mezza di buio, di oscurità,i in opposizione alla luce, la morte in contrasto con la vita. Dietro la retina fastidiosa, opprimente, ma giusta per descrivere l’oscurità nera della scena, interrotta solo da un rosso fiammeggiante trono, presagio certo di sangue che si dovrà spargere. In contrapposizione sulla scena dipartivano volumi regolari cubici, sfalsati quasi a simboleggiare le varie stratigrafie dell’animo dei due protagonisti, ai quali ,un contrappunto di luci, sapientemente dosato ed usato, ha fatto compagnia, mostrando, fin nei minimi particolari, i dettagli facciali degli attori, nello spasimo della rappresentazione, tragica e dura. Una colonna sonora, poi, accuratamente scelta ne ha scandito le transizioni sceniche e della sceneggiatura.

La tragedia si ambienta nella Scozia del Medioevo e in una serata di tempesta si accompagnano Macbeth, signore di Glamis e Banquo, suo fedele amico, due generali di re Duncan di Scozia. I due tornano da una battaglia dove hanno appena sconfitto l’usurpatore Macdonwald, che, con il signore di Cawdor, si era messo a capo degli eserciti di Irlanda e Norvegia. Macbeth e Banquo, nel rientrare, incontrano tre streghe che predicono loro il futuro: Macbeth sarà signore di Cawdor e successivamente re di Scozia, mentre Banquo sarà progenitore di una stirpe di re. Quando lo comunica a Lady Macbeth, sua cattiva consigliera, cominciano i piani di uccisione per eliminare tutti gli ostacoli a che lui possa divenire il re di Scozia, secondo la profezia delle Norne. I piani del nostro signore sono sbarrati dal re Ducan il quale vuole eleggere suo figlio Malcom a re di Scozia. Da qui iniziano una serie di delitti che il debole Macbeth, con sete di potere, sì, ma con poco coraggio, viene irretito dalla perfida moglie, consigliera fraudolente ad uccidere. Sotto i colpi del suo pugnale, visto in visione, quasi onirica, cadono ad uno ad uno: le guardie del corpo del re Ducan, lui stesso, Malcom, mentre il fratello minore Donalbain, fugge e riesce a salvarsi. Tutti questi  eccidi fanno sì che Macbeth abbia un calo piscologico ma ha sempre desiderio di essere eletto re di Scozia e lo diviene. Non basta continua ad uccidere, in delirio ed in sequenza, perfino il suo amico Banquo, mentre suo figlio Florence si salva fuggendo. Macbeth in preda al terrore, torna a consultare le streghe, da cui ottiene tre profezie terrificanti. Rassicurato dalle assurdità delle profezie delle streghe, Macbeth, decide di uccidere anche il nobile che lo sospetta. Il nobile, intanto, è fuggito in Inghilterra, per allearsi con Malcom e spodestare Macbeth, non trovandolo, massacra la moglie e i figli del rivale. Troppi soni gli eccidi succedutisi, anche per la perversa Lady Macbeth, per cui in una sequenza di sonnambulismo, cerca ossessivamente di togliere dalle proprie mani il sangue dei lutti che ha causato e si suicida. Macbeth alla notizia resta sconvolto, affranto sotto il peso di ciò che è riuscito a fare senza, ricavarne la corona di Scozia e  capisce che le streghe avevano profetizzato bene. La sua fine, ormai, è vicina e nella foresta di Birnam nello scontro finale con Macduff, Macbeth viene decapitato.

Si squarcia il velario e così Franco Tommasini ed Eleonora Sbrascini sono pronti, a viso libero, di ricevere il giusto applauso per la loro fatica ed il pubblico non glielo lesina. L’improbo sforzo recitativo, ridotto a soli due personaggi, come l’adattamento e la regia di Eleonora Sbrascini nella parte di  Lady Macbeth, ma anche l'amico Banquo ne aumenta il pregio. Uno spettacolo impegnativo, che senza tradire la drammaticità originale è riuscito ad emozionare ed a tenere viva l’attenzione, grazie alla tensione strettamente emotiva degli attori. La versione ridotta della tragedia ha, tuttavia, testimoniato la capacità della regista di trasmettere diverse sollecitazioni,  insite nell’ opera del bardo inglese.

Maria Serritiello