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CANTICO DELLE CREATURE, PRESENTAZIONE AD ASSISI DEL LIBRO DEL VESCOVO

Giovedì 25 settembre focus su “Il cuore nascosto del cantico, da sora Morte a frate Sole, San Francesco e le strofe del vescovado”

 

CANTICO DELLE CREATURE, PRESENTAZIONE AD ASSISI DEL LIBRO DEL VESCOVO

Ne parleranno con l’autore il professor Franco Cardini e il giornalista Piero Damosso

 

A3 Locandina presentazione libro Cantico 1 150ASSISI – “San Francesco non finisce di sorprendere. A prima vista, non c'è cosa più semplice del Cantico: frate sole, sora luna, sora acqua. Sembra un cartoonCopertina 150 per bambini. In genere si sorvola sulle ultime due strofe. Io sostengo che in quelle strofe drammatiche, che toccano la condizione umana nella sua complessità e fragilità - lì dove si parla di perdono, di sofferenza accettata in pace, di morte accolta come "sorella" – ci sia il segreto del Cantico. Lì c`è una inversione di registro. Riecheggiano un concetto musicale, quello di `canone inverso`, parlo di `cantico inverso”. Bisogna partir da lì. Io rileggo il cantico a partire dalle ultime strofe. Quelle che storicamente furono legate al vescovado di Assisi, il luogo che abito”. A dirlo è il vescovo delle diocesi di Assisi -Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, che ha dato alle stampe il suo ultimo libro, uscito martedì 16 settembre per Mondadori, Il cuore nascosto del Cantico, da sora Morte a Frate Sole. Il libro, che rappresenta una rilettura dell’opera di San Francesco ed esce in occasione degli 800 anni dalla composizione del testo, verrà presentato giovedì 25 settembre ad Assisi, nella sala della Spogliazione del palazzo vescovile dallo storico e saggista Franco Cardini e da Piero Damosso, giornalista, coordinatore del Comitato editoriale della Fabbrica di San Pietro. Resta importante la prospettiva ecologica, ma come sottolinea Sorrentino “non è il primo messaggio. Francesco è l'uomo di Dio, l'uomo della lode, l'uomo che guarda il mondo come un mistero da contemplare. La custodia del creato ne viene di conseguenza. Ma si tradisce il Cantico se si parte dall’urgenza ecologica. Non era questa la prospettiva di Francesco”.

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