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Cimitile applaude “Raccontami di TE”: il successo è l’amore per la vita che vince sul dolore

Cimitile gruppo 250Cimitile – È stata una serata che ha toccato le corde più profonde dell’anima. Ieri sera, nella Sala Consiliare del Comune di Cimitile, il progetto “Raccontami di TE” ha fatto registrare un successo che va oltre i numeri: è stato il trionfo dell’amore per la vita, della forza di una coppia che nonostante tutto va avanti, della memoria che si trasforma in impegno.

Protagonista dell’incontro il libro “Sulle mie spalle, dentro il mio cuore. Rinascere lungo il Cammino di Santiago” di Michele Bisceglia, edito da Franco Di Mauro Editore. Era presente l’avvocato Michele, accompagnato dalla sua bellissima moglie Rossella, mamma della piccola Diana, che oggi continua a vivere negli Unicorni di Diana. Con loro una forte spiritualità ed una immensa luce si percepiva da ogni sguardo e da ogni parola, e’ stata una presenza significativa a sostegno di una storia che può appartenere a tutti.

La musica ha reso l’atmosfera magica: i flauti di Barone Alessio e Menichini Mario hanno accompagnato gli interventi, e quando è risuonata la colonna sonora de Il Signore degli Anelli eseguita dai due eccelsi flautisti tutta la sala è esplosa in un applauso lungo, che sembrava arrivare da oltre, proprio dal sentiero di Santiago.

Si è percepita una spiritualità forte, un dono immenso d’amore che ha avvolto tutti i presenti. Tra il pubblico c’erano la professoressa Lina Vangone, il professore Sabatino De Luca, Felice Granata, insieme ai rappresentanti delle realtà che hanno reso possibile l’evento: Aned Campania, Genitori del Sud Cimitile, Gli Unicorni di Diana Napoli, Gruppo Aido Nola-Cimitile, Ipazia – Associazione Culturale Visciano, Nuovi Orizzonti Cimitile, Terra Mia Cimitile. Un mosaico di persone e associazioni unite dallo stesso intento: dare voce a chi ha trasformato il dolore in cammino.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dell’Avv.ocato Filomena Balletta, Sindaco di Cimitile, che ha parlato da mamma per questa serata come l avvocato Anna Mercogliano, Assessore alla Cultura hanno aperto il loro cuore da donne . La professoressa Filomena Carrella, giornalista, scrittrice e musicista innamorata del

Profondo

Messaggio di amore che si eleva dal testo . A rendere vivo il dibattito l intervento e il caro saluto della Dott.ssa Celeste Sirignano del Polo Museale di Roccarainola, della professoressa Alessandra Bosone, Presidente dell’associazione artistica SeminArte, e della professoressa Adelina Mauro, scrittrice e giornalista, donne che hanno dato voce al cuore, ai sentimenti che hanno avuto gli occhi che brillavano di emozioni .

Dopo l’intervallo musicale, il dialogo con l’autore è stato condotto con delicatezza dalla Dott.ssa Manuela Morra, psicologa e psicoterapeuta, mentre a moderare l’incontro è stato Felice Peluso, Presidente del Gruppo Aido Nola-Cimitile che fortemente è con grande dedizione ha curato ogni particolare e dettaglio di questa magica serata . Ogni intervento è stato un colpo al cuore, un invito a guardare oltre il muro dei beni materiali per riscoprire il bene più prezioso: la nostra vita, l’autenticità dei rapporti, l’amore con cui osservare l’esistenza.

Il successo di questo libro è tutto qui: nell’amore per la vita, nell’amore di una coppia che continua a camminare nonostante tutto, nella scelta di trasformare l’assenza in presenza. Diana è tra di noi, e continueremo a sostenerla facendo nostra l’associazione Gli Unicorni di Diana, portandola soprattutto nelle scuole per informare il mondo sulla donazione del midollo osseo, ancora troppo poco conosciuta.

Una serata che dovrebbe diventare monito di saggezza per i giovani: il vero tesoro non è ciò che si conquista, ma ciò che si è, ciò che si ama, ciò che si sceglie di ricordare.

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“Il bocciato” di Ferdinando Casolaro: quando una bocciatura diventa rivalsa e lezione di vita

Foto Bocciato 250Castellammare di Stabia – C’è una frase in quarta di copertina che riassume tutto “Il bocciato – Un matematico per caso” di Ferdinando Casolaro: “Il valore di una persona si evince da ciò che è riuscito a fare per gli altri, non dai giudizi che subisce da ‘quelli che contano’ perché ‘possessori del potere’”. È il cuore di un libro che non è solo autobiografia, ma atto d’accusa, inno alla rivalsa, e dichiarazione d’amore per Napoli.

L’uomo dietro al titolo

Ferdinando Casolaro parte da una provocazione: mettersi addosso l’etichetta di “bocciato”, uno degli studenti più respinti della scuola italiana, per raccontare il percorso che lo ha portato dall’altra parte della cattedra. Oggi è docente di Analisi Matematica al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche, membro del board di riviste come Science & Philosophy e Periodico di Matematica. La sua ricerca è partita dagli integrali indefiniti, ma la sua passione più grande, scrive, è diventata la didattica e la formazione delle nuove generazioni di docenti.

Il libro ripercorre Napoli nel dopoguerra, gli anni ’60, i vicoli del centro, il calcio, l’ottimismo e la voglia di libertà di uno “scugnizzo napoletano”. È un’autobiografia articolata e divertente, come la definisce Maria Rosaria Sodano, “dotata di spiccata umanità e di saggia napoletanità”. Ma è anche una denuncia: Casolaro mette a nudo le contraddizioni di una scuola che discriminava socialmente, che premiava l’obbedienza e il silenzio, che condannava chi non si piegava.

La rabbia che diventa comunicazione

A pag. 178 Casolaro si descrive mentre interviene con la camicia che sventola e la cravatta verde, per difendere la Matematica con forza quasi furiosa: “NOOO, la tua scelta deve essere la Matematica!!! La tua attitudine per la Matematica è palese”. È l’immagine di un uomo che non ha perso l’animo, che ha trasformato le ferite scolastiche in carburante. La sua prima bocciatura arrivò a otto anni, in terza elementare, per un episodio banale. Da lì iniziò una lunga stagione di respingimenti. Eppure, scrive, è riuscito a laurearsi in Matematica, a insegnare per 30 anni, a pubblicare, a tenere conferenze. Perché, dice, la speranza nei cambiamenti politici e sociali non basta: bisogna rimboccarsi le maniche e comunicare, raccontare, testimoniare.

La dedica a Filomena Carrella

E proprio sul desiderio di comunicare, di lasciare traccia, si apre un passaggio intimo. Nella copia del libro, l’autore ha voluto dedicarlo alla giornalista, scrittrice e musicista Filomena Carrella, scrivendo di suo pugno:

“Con l’augurio che non ti rammarichi di avere tra gli amici uno degli studenti più bocciati della Scuola Italiana”.

È una dedica che unisce ironia e affetto, ma anche una consegna: affidare a una voce attenta alla cultura, come la tua, la storia di chi la scuola ha provato a mettere da parte.

Un libro per chi non si arrende

“Il bocciato” non consola subito. Prima mette a nudo le delusioni, la mancanza di “diaframma” che rende più veri i dolori, le stagioni in cui si fatica ad accedere alla narrazione. Poi mostra come da quelle ferite possa nascere qualcosa di nuovo: una carriera, una missione, un modo di stare tra gli altri e sulla terra.

È un libro che parla a tutti quelli che si sono sentiti fuori posto, a tutti i “bocciati” di ieri e di oggi. E parla soprattutto a chi, come Ferdinando Casolaro, ha scelto di non tacere, ma di raccontare la propria storia perché diventi strumento per gli altri.

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Maradona e il mito: il libro che restituisce al “genio” la sua passione accecante per il calcio

Foto Maradona 250Napoli – C’è un libro che non si limita a raccontare Diego Armando Maradona, ma prova a riaccendere la fiamma di ciò che lui ha rappresentato: la passione sfrenata, accecante, assoluta per il calcio. L’uomo che vinceva le partite più belle, l’uomo che è diventato un mito prima ancora di smettere di giocare. Un libro che andava fatto, per poter parlare di nuovo di lui non solo come campione, ma come genio.

Il volume, scritto dalla scrittrice Angela Anzalone, si impone come un tentativo insieme rigoroso e audace di interpretazione mitopoietica del legame tra Maradona e la città di Napoli. L’autrice non si limita a raccontare un campione, ma ne esplora la trasformazione in figura arcaica e civile, sospesa tra storia e mito, tra cronaca sportiva e narrazione fondativa.

La scelta dell’espressione “dio delfico” non è soltanto suggestiva sul piano letterario: essa rimanda a una dimensione interpretativa in cui il calcio diventa oracolo urbano e il gesto atletico si carica di significati che travalicano il campo da gioco. Napoli, in questa prospettiva, non è soltanto la città che ha accolto Maradona, ma il luogo in cui il mito si è sedimentato fino a diventare identità condivisa, riscatto sociale e grammatica emotiva collettiva.

L’originalità dell’opera di Angela Anzalone risiede nella capacità di tenere insieme livelli di lettura differenti — storico, giuridico, antropologico e simbolico — offrendo una chiave interpretativa che sottrae la figura del campione alla riduzione iconica e consumistica. In un tempo in cui le grandi figure popolari rischiano di essere appiattite nella dimensione dell’intrattenimento, il suo lavoro restituisce complessità a un fenomeno che continua a interrogare il presente.

Il libro si inserisce in un orizzonte di dialogo tra giuristi, studiosi e protagonisti del mondo del calcio, come già emerso nel seminario ospitato dall’Università degli Studi di Salerno, che ha letto Maradona come fenomeno culturale e giuridico totale. Un laboratorio intellettuale aperto in cui è emersa la necessità di una nuova alfabetizzazione culturale dello sport: non più soltanto competizione o spettacolo, ma spazio di produzione simbolica, memoria condivisa e costruzione identitaria.

Il volume restituisce a Maradona non soltanto la sua grandezza sportiva, ma la sua densità simbolica, la capacità di farsi linguaggio collettivo. Un’operazione che, oltre al caso specifico, invita a ripensare il modo in cui raccontiamo i protagonisti della storia contemporanea: non come figure concluse, ma come forme vive dell’immaginario civile.

Ad accompagnare Angela Anzalone in questa tournée editoriale che sta portando in giro con meravigliosi incontri, presentazioni e dialoghi, c’è la professoressa e giornalista del ‘Corriere dell’Irpinia’Rosa Bianco. La sua presenza affianca l’autrice nel viaggio tra le città, contribuendo a creare uno spazio di ascolto e confronto attorno a una figura che ha segnato generazioni.

Perché parlare di nuovo di Maradona oggi significa recuperare l’ottica diversa di chi ha fatto della propria vita una dichiarazione d’amore al calcio. Significa ricordare l’uomo che vinceva le partite più belle, l’uomo che era un mito, e che continua a interrogarci sul rapporto tra genio, passione e identità collettiva.

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Cimitile. “Scrivi una favola: la vergogna”

“Scrivi una favola: la vergogna”

Esce il libro della XII edizione di “Conosci il mondo dei bambini, previeni il bullismo”: quando i ragazzi trasformano il silenzio in parole

 

Foto Scrivi una favola 250Cimitile – C’è un complice silenzioso che spesso alimenta il bullismo: la vergogna. Quella che spinge a cancellare un messaggio, a sorridere per finta, a tacere per paura di essere giudicati “spie” o di deludere i propri genitori. È proprio questo muro che la XII edizione del progetto “Conosci il mondo dei bambini, previeni il bullismo” ha voluto abbattere, dando vita al volume “Scrivi una favola: la vergogna”, pubblicato dall’Associazione Genitori del Sud ETS/ODV.

Attiva da oltre dieci anni sul territorio campano, Genitori del Sud è un’associazione di promozione sociale che lavora quotidianamente nelle scuole con progetti educativi gratuiti, sostenuti da raccolte fondi, donazioni e 5x1000. L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire ai ragazzi spazi di espressione libera e autentica, investimento fondamentale nella prevenzione del bullismo e dell’esclusione.

Il libro, patrocinato dalla Fondazione Premio Cimitile e dal Forum delle Famiglie di Napoli, raccoglie testi e illustrazioni realizzati direttamente da bambini e ragazzi delle scuole partecipanti. Favole, racconti ed esperienze vere che mettono a nudo le emozioni legate all’esclusione, alla diversità, al sentirsi “sbagliati”.

«Da oltre dieci anni siamo convinti che per contrastare il disagio giovanile non bastino divieti e punizioni – spiega Giulia Lombardi, Presidente di Genitori del Sud –. Serve una rivoluzione culturale: trasformare i ragazzi da spettatori a protagonisti, sostituendo la logica della competizione con il valore della collaborazione».

Tra le pagine del volume si incontrano storie che colpiscono al cuore: la piccola Sally che insegna che “proteggere non significa trattenere”; l’alunna che rivendica con orgoglio la sua statura definendosi “piccola guerriera”; la favola della coccinella Marine, emarginata per il suo guscio azzurro, che ritrova la luce solo imparando ad accettarsi; il racconto dedicato a Carmine, ragazzo con sindrome di Down, che trova nella famiglia uno scudo d’amore insuperabile.

L’opera è articolata in quattro categorie, dalla Scuola dell’Infanzia alla Secondaria di Secondo Grado, e testimonia una vera “comunità educante” in cui genitori, docenti e istituzioni lavorano insieme. Come ricordava Plutarco, “gli studenti non sono vasi da riempire, ma fiaccole da accendere”.

La cerimonia di premiazione e la presentazione ufficiale del volume si terranno martedì 16 giugno 2026 presso le Basiliche Paleocristiane di Cimitile, nell’ambito della storica rassegna Premio Cimitile. Nel corso della serata saranno proclamati i vincitori e consegnati gli attestati di partecipazione.

Con “Scrivi una favola: la vergogna”, la creatività vince sul silenzio. E le voci dei ragazzi diventano strumento di consapevolezza, inclusione e speranza.

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