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Al Liceo dell'Arte e della Comunicazione "Giorgio de Chirico” di Torre Annunziata la presentazione del libro "Con tanto affetto ti ammazzerò" di PINO IMPERATORE

IMPERATORE 3 250Sabato  7  dicembre 2019 ore 9:00 al Liceo dell'Arte e della Comunicazione "Giorgio de Chirico” Aula magna- Auditorium si tiene la presentazione del libro "Con tanto affetto ti ammazzerò" di PINO  IMPERATORE. 

Ne parlano con l'autore Felicio IZZO – Preside Liceo dell'Arte e della Comunicazione “Giorgio de Chirico”;  Clelia DI PALMA – Docente di materie letterarie, le alunne e gli alunni del Liceo. 

Con tanto affetto ti ammazzerò

Un più che felice ritorno quello di Gianni Scapece, l’affascinante ispettore già protagonista di “Aglio, olio e assassino” – ritenuto l’atto di nascita di un nuovo genere letterario il noir umoristico – creato dalla fantasia di Pino Imperatore.

E qui, in linea con lo spirito del romanzo, si impone la prima questione, all’analisi dei critici, su quanto il personaggio rifletta l’autore. Ricordo nostalgico e celebrativo del sé giovanile o auspicio/augurio o, addirittura, gratificante transfert, del sé attuale?

Di certo il libro è ben più di un noir umoristico.

Senza dubbio i caratteri del plot sono quelli del giallo, e giallo Napoli, verrebbe da dire richiamando la classificazione dei colori. Nell’ordine, la sparizione di una nobildonna novantenne, col suo maggiordomo; il ritrovamento del corpo; le indagini sui tre figli degeneri della donna; qualche altra morte più o meno naturale; l’inconsueta agnizione finale del tutto inaspettata.

Come pure non mancano i tratti umoristici nella conduzione narrativa, con punte esilaranti nelle scene motorie, a conferma dell’eterna attualità della lezione di Aristotele.

Ma con pari se non più solida altrettanta sicurezza sentiamo di affermare che il romanzo conferma la piena maturità stilistica dell’autore. “L’uomo è lo stile”, suggeriva Queneau, nei suoi esercizi. Pino Imperatore ne è una conferma. Non potrebbe mai semplicemente dire “Scapece c’est moi!”, ma, forse, “Napoli c’est moi”. E Napoli come scenario e anima della storia e di tutti i personaggi che la ispirano. Ma ci ritorneremo.

Quanto alla sicurezza dello stile, da rimarcare, la capacità di governare i differenti fili della trama, la varietà dei livelli espressivi (i piani diegetici come usa la critica accademica). Anzi, in estrema sintesi, viene da dire che la dualità è la cifra identificativa del congegno narrativo nel suo complesso.

Così le pagine del diario della baronessa – una sorta di nobile e malinconico background radiation del tutto funzionale al disvelamento finale – toccano accenti di un lirismo profondo, del resto non nuovi a chi conosce l’opera, anche teatrale, di Pino Imperatore.

Anche la trama vive di questa opposizione, con la figura della nobildonna nel contempo vittima e “assassina”, fino alla scelta finale che sembra riproporre il mito di Antigone, col dilemma legge/etica.

Ma tutto ha un andamento duale, più oppositivo che binario, pur riuscendo sempre a trovare equilibrio e armonia nella forma che, in un libro, è la parola, lo stile, appunto. Allora il comico si fa teleologia quando battute fulminanti illuminano verità gnomiche, quando cronache esilaranti dissimulano i tragici scenari dell’animo umano.

E’ il riso amaro di Eduardo, quello doloroso di Troisi. Quello di Basile e di Cortese. Quello della tradizione letteraria in lingua napoletana.

Perché questo, in fondo, è l’autentico filo conduttore di tutta l’opera di Pino Imperatore: la città di Napoli. Ne racconta storie e leggende, ne descrive palazzi e monumenti, ne celebra scorci e paesaggi. In breve, l’innesco emotivo e narrativo, il processo di catalisi, la profonda alchemica formula sono l’amore per Napoli. Sembrerebbe l’unico elemento unificante, l’imbuto logico e sentimentale, il vortice necessario dove ogni cosa confluisce, il gorgo indispensabile, il black hole che tutto attira condensandolo sino a farne la propria essenza e ragione d’essere.

Se non fosse che Napoli è città duale per vocazione e fondazione. Sirena e quindi ingannatrice. Bella e terribile. Misera e sfarzosa. La terra dei trilli dei mandolini e del crepitio dei kalashnikov. La terra dei pomi d’oro e delle pesche alla diossina, dei lazzaroni e degli intellettuali, l’eterno paradiso (come luogo d’elezione o “condominio” di angeli?) abitato da diavoli.

La terra che nella sua molteplice dualità è metafora stessa della Vita degli uomini. Sempre in bilico tra il bestiale e il divino. Tra gli umori repellenti del corpo e la levità dei pensieri che non hanno forma né suono.

Pino imperatore esprime tutto il suo amore in una intensa dichiarazione, alla quale, ci permettiamo di aggiungere, in corsivo, una considerazione, animati da “quell’odio fatto di un amore viscerale”, come ebbe a dire un grande napoletano:

“ Di Napoli amo la lingua e ogni frammento della sua arte e cultura, e mai riuscirò a spiegarmi come abbia saputo risorgere da tutte le catastrofi della sua storia”.

E ripiombarci ogni volta.

F.I.

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Il mistero Greta Garbo. L’elogio della solitudine. La cover in anteprima del nuovo romanzo biografico di Raffaele Lauro in uscita nel 2020

Mistero Garbo Cover 2 250Svelata la cover del nuovo romanzo biografico dello scrittore sorrentino Raffaele Lauro (www.raffaelelauro.it), in uscita nel 2020, elaborata dalla designer della GoldenGate Edizioni, Teresa Biagioli, sulla base di una foto storica: la prima immagine di Greta Garbo, scattata in Italia, dopo il ritiro, nel 1962, all’aeroporto di Ciampino, dal grande maestro fotografo Carlo Riccardi, amico personale di Federico Fellini, di Ennio Flaiano e di Toto’, oggi novantatreenne. Nel 1942, a soli trentasei anni, nel fulgore della sua bellezza fisica, della maturità artistica e del successo mondiale dei film, da lei interpretati, anche dopo l’avvento del sonoro, la Divina “per eccellenza”, Greta Garbo, si ritira improvvisamente e definitivamente dai set cinematografici di Hollywood. Non tradirà mai, fino alla morte (1990), a ottantacinque anni, l’opzione per la riservatezza, rifiutando nuove proposte anche da parte di grandi registi e rifuggendo per sempre i riflettori. Nessun biografo, dei tanti, tuttavia, è riuscito a espugnare le ragioni profonde, psicologiche, caratteriali, morali e ambientali, di una scelta, così radicale e senza rimpianti. Il Mistero Garbo. Ci prova lo scrittore Raffaele Lauro, indagando sul vissuto quotidiano della ex-diva, nell’appartamento di New York, tra le tele di Renoir, o nella dimora svedese, immersa nella natura; sulle amicizie intime, maschili e particolarmente femminili, foriere anche di scandali; sulle pratiche filosofiche orientali e, infine, sulle frequenti presenze, come ospite, in residenze nobiliari, su panfili miliardari o in dimore amene, come a Taormina, quasi sempre marine, vissute, queste ultime, in totale anonimato. Il lettore scopre, pian piano, l’altra Greta, la vera Greta, che ritorna alle origini, all’infanzia, alle pulsioni represse, alle malinconiche depressioni e all’amore per la solitudine, un amore mai tradito o svenduto in cambio di ipocrite operazioni coniugali di facciata. Una scelta di libertà, alla quale la Garbo non rinunzierà mai, pena rinunziare a se stessa. Così lo scrittore riesce a tessere, tramite la vicenda interiore di Greta, la sua tela autobiografica, il suo elogio. “L’elogio della solitudine”, inteso come suprema consapevolezza del proprio limite, di fronte all’Assoluto.

 

IL MISTERO GARBO

L’ALTRA GRETA

L’elogio della solitudine

(1942-1990)

pagg. 400

GoldenGate Edizioni (2020)Mistero Garbo Cover 2 250

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Roma Senato. Terzo successo del romanzo biografico di Raffaele Lauro

Roma Senato. Terzo successo del romanzo biografico di Raffaele Lauro, dedicato all’universo delle fragranze e al grande maestro profumiere Maurizio Cerizza, creatore della collezione “Septimontium II”

Foto relatori 250In un rovente pomeriggio di prima estate, nel centro storico di Roma, la straordinaria affluenza di personalità, provenienti anche da Milano e da Napoli, oltre che dalla capitale, nell’austera e imponente “Sala Capitolare” del Palazzo della Minerva, in Senato, l’elevato standing degli autorevoli relatori e l’accoglienza entusiasta, con applausi scroscianti, dell’affollata platea, riservata a tutti gli interventi, hanno decretato il terzo successo, certo il più significativo, dopo quelli di Milano e di Sorrento, del nuovo romanzo biografico di Raffaele Lauro, dedicato all’epopea artistica del grande maestro profumiere Maurizio Cerizza: “L’Universo delle Fragranze”. La presenza in Senato del maestro Cerizza ha certamente calamitato, insieme con quella dei numerosi estimatori dello scrittore sorrentino, l’attenzione degli appassionati della profumeria di eccellenza, di nicchia e di ricerca. Maurizio Cerizza è un personaggio conosciuto e apprezzato a livello non solo nazionale, ma internazionale: un autentico “magister”, colto, raffinato e spirituale, guida per le nuove generazioni, con qualità e talenti non solo professionali, esaltati nelle pagine del romanzo di Lauro. Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano, ha governato il dibattito, con la consueta maestria, delineando il complesso profilo dell’autore, alla sedicesima opera narrativa, e i legami, diretti e indiretti, dei relatori con il mondo della profumistica e con lo stesso scrittore. Andrea Casotti, amministratore delegato di CFF Spa, Creative Flavours&Fragrances, una delle più importanti società mondiali nella produzione di essenze pregiate, ha ricostruito i passaggi fondamentali dell’amicizia con Lauro e con lo stilista Mauro Lorenzi, che gli hanno consentito, nella prefazione, di fare una precisa radiografia dei processi produttivi, a partire dalla imprescindibile creatività dei maestri profumieri. Massimo Papi, dermatologo di fama, presidente dell’associazione DermArt, pittore, ha spiegato i misteri dell’olfatto, gli odori della pelle e le reazioni della stessa alle fragranze, riuscendo a svelare elaborati concetti scientifici con un linguaggio accessibile a tutti. Lo stilista Mauro Lorenzi ha profondamente emozionato la platea, con il racconto appassionato del suo approdo nella profumeria di eccellenza e dell’affascinante collaborazione con il maestro Cerizza per la creazione della sua ultima collezione di sette fragranze, la “Septimontium II”. Il pluripremiato regista cinematografico Giuseppe Alessio Nuzzo, facendo riferimento a un suo saggio di imminente pubblicazione, ha voluto anticipare la storia del rapporto tra cinema e profumi, nonché le più recenti sperimentazioni cinematografiche che porteranno ben presto a coniugare le emozioni derivanti dalle immagini e dalla musica anche con quelle derivanti dalla memoria olfattiva di ciascuna persona. Sommerso dai consensi l’intervento di Stefano Dominella, presidente della Maison Gattinoni Couture, personaggio dell’alta moda mondiale, il quale ha approfondito, con un linguaggio netto e diretto, molto apprezzato dal pubblico, il rapporto odierno tra i grandi brand della moda, come Gucci, la profumistica e la cosmesi, divenute queste ultime partite prevalenti nel bilancio delle maison. Ha rivelato, inoltre, quale ispirazione gli abbia suggerito il libro di Lauro, definito da lui pregevole. Vincenzo Scotti, presidente della Link Campus University di Roma, la cui storia politica coincide con quella della repubblica democratica, ha confessato che la lettura del romanzo del suo ex capo di Gabinetto al Viminale gli ha svelato un mondo a lui sconosciuto: mai avrebbe immaginato che un prefetto partorisse un’opera così lieve, sottolineando il continuo stupore che suscitano le scelte narrative di Lauro, pretesti per autentici saggi sulla pittura, sulla musica, sulla danza e, ora, sulle fragranze. Scotti ha incoraggiato Lorenzi a proseguire con determinazione sulla strada intrapresa. Un boato di apprezzamento ha sottolineato il breve, ma intenso, attesissimo intervento di Maurizio Cerizza, il quale ha ribadito la sua filosofia creativa: un profumo è un’opera d’arte, o non è niente, definendo l’opera di Lauro un inno alla libertà e all’amore per la natura, per l’arte, per la bellezza, per la famiglia e per il proprio lavoro. L’autore ha ringraziato il coraggioso pubblico, che ha sfidato il caldo africano per essere presente, e tutti i relatori, condividendo con Cerizza la fonte di ispirazione di tutta la sua opera narrativa: l’universo amore. Grandi apprezzamenti, infine, da parte di tutti, per la prova olfattiva delle sette nuove fragranze della “Mauro Lorenzi Profumi”.

 

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Dopo il successo di Milano, “L’universo delle fragranze” di Raffaele Lauro è stato presentato a Sorrento

Invito Senato PRINT 250Dopo il successo di Milano, nell’ambito della Fiera Mondiale della Profumeria Artistica e di Ricerca, “Esxence 2019”, il romanzo biografico “L’Universo delle Fragranze. L’epopea artistica di un maestro profumiere: Maurizio Cerizza” di Raffaele Lauro è stato accolto con grande entusiasmo dal pubblico, a Sorrento, terra natale dello scrittore. È stato un incontro molto speciale, tra narrativa ed esperienza olfattiva di nuove fragranze di nicchia, citate nel libro, organizzato dall’Amministrazione Comunale nella Sala Consiliare “Torquato Tasso” del Palazzo Municipale e moderato brillantemente dalla “communication coach” milanese Roberta Nobile. Hanno fatto gli onori di casa il sindaco Giuseppe Cuomo e l’assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Cuomo, nell’indirizzo di saluto ai numerosi partecipanti, ha sottolineato il profondo legame dell’autore con la sua città, auspicando che anche le successive opere possano essere presentate, in anteprima, a Sorrento. Tra i relatori: l’accademico Salvatore Ferraro ha ricostruito l’intera opera di Lauro, il quale “riesce sempre a stupire tutti con le sue infinite invenzioni narrative”; lo stilista dei profumi Mauro Lorenzi ha illustrato il laborioso percorso creativo di una fragranza di eccellenza e la sua esaltante collaborazione con il maestro Cerizza, nel preparare la collezione “Septimontium II”; l’animatore culturale Carlo Alfaro ha rappresentato il mondo interiore di Lauro, dominato, in ogni libro, da un sentimento d’amore universale per la bellezza e per l’arte; l’organizzatrice Cristina Medri ha evidenziato l’importanza, per i nuovi creativi della profumeria nazionale, come Lorenzi, di un palcoscenico come la prestigiosa fiera mondiale di Milano; il regista Giuseppe Alessio Nuzzo ha dichiarato il suo interesse professionale per un’evoluzione del linguaggio cinematografico, che coinvolga anche l’olfatto dello spettatore. Ha concluso, prima dei ringraziamenti di Lauro, il manager milanese Andrea Casotti, il quale ha ribadito l’importanza della profumeria artistica nazionale, come la più raffinata espressione, insieme con l’alta moda, del nostro “Made in Italy”. La prossima tappa sarà Roma, in Senato, nella Sala Capitolare del Palazzo della Minerva, giovedì 27 giugno, alle ore 17.30. In allegato l’invito per l’evento di Roma, con l’avvertenza, per chi desiderasse partecipare, di prenotarsi (cell.: 3355618897).

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