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  • Categoria: Europa
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Costa (Pd): via libera agli indirizzi di riforma sul copyright. equilibrio tra libertà dei contenuti e proprietà intellettuale

Approvata a Strasburgo in plenaria la Relazione Reda con giusto equilibrio tra accesso ai contenuti e tutela del diritto d’autore. Infondata la questione del “diritto di panorama”.

Foto Silvia Costa eumages(Strasburgo, 9 luglio 2015). “Siamo arrivati ad un buon compromesso che tutela sia il libero accesso ai contenuti che il diritto d’autore. Quello che arriva sul tavolo della Commissione è un rapporto di indirizzo equilibrato di riforma del copyright, frutto di un lungo lavoro di mediazione per cercare di tutelare sia la libertà di fruizione dei contenuti che il diritto all’equa remunerazione dell’autore”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata Silvia Costa (Pd), presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, al termine della votazione che ha dato il via libera alla “Relazione Reda” dove sono raccolti gli indirizzi della riforma sul diritto d’autore prevista per novembre nell’ambito del nuovo disegno del mercato unico digitale europeo.

Il Rapporto INI sulla valutazione dell'implementazione della Direttiva sull'armonizzazione di alcuni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, assegnato alla tedesca Julia Reda del Partito Pirata, ha infatti come obiettivo quello di fornire un indirizzo strategico da parte del Parlamento in vista della prossima proposta della Commissione di riforma del copyright.

“La bozza iniziale proposta dalla relatrice –prosegue Costa- era fortemente sbilanciata sulla libertà di accesso ai contenuti a sfavore della proprietà intellettuale. Ora abbiamo ottenuto un bilanciamento possibile  attraverso l’acquisto legale dei contenuti e le licenze territoriali e allo stesso tempo  attraverso la revisione del regime di responsabilità degli “Over the top”, oggi più dei competitor che dei meri intermediari. Infine – conclude la presidente della Commissione Cultura- ci tengo a precisare che nel testo approvato non c’è alcun riferimento alla libertà di fotografare o filmare monumenti o opere d’arte (diritto di panorama) che non è in discussione. Quello a cui si chiede invece di prestare attenzione è l’utilizzo degli stessi a fini commerciali o distorsivi del contenuto”.