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Salerno

“I delitti della gelosia” 12 racconti noir curati dalla giornalista del “Mattino” Piera Carlomagno

i delitti della gelosia7 donne: Patrizia Rinaldi, Diana Lama, Elda Lanza, Gabriella Genisi, Tina Cacciaglia, Brunella Caputo, Piera Carlomagno e 5 uomini: Luca Poldelmengo, Roberto Centazzo, Fabio Mundadori, Antonio Corvino, Franco Serpico sono gli autori dei 12 racconti noir, presentati, nei giorni scorsi, alla libreria Feltrinelli di Salerno, dalla giornalista della redazione del Mattino di Salerno: Erminia Pellecchia. La raccolta intitolata “I delitti della gelosia” è stata curata da Piera Carlomagno, scrittrice sì, ma come lei sostiene, ogni volta, senza dimenticare mai di essere prima di tutto una giornalista. Presidente dell’associazione “Porto delle Nebbie”, fondata a Salerno, in onore di George Simenon, notissimo autore francese e di uno dei suoi più bei romanzi gialli, da cui il nome, è alla sua seconda esperienza di curatrice. Continua, così, la serie di delitti o crimini a tema, raccontati con maestria da autori già noti a cui si aggiungono quelli meno conosciuti. Tra gli autori, ad esempio, figura il nome di Elda Lanza, splendida novantatreenne, giallista di fama e prima presentatrice Rai, a cui si affianca il nome di Antonio Corvino, appena diciottenne. I racconti, editi da Atmosphere libri, sono tutti ben tarati, assemblati con perizia, in modo da essere un tutt’uno all’interno della raccolta. “Se la passione incrocia il dolore, diventa pericolosa e l’amore si trasforma in una storia noir” dice Piera Carlomagno nella breve introduzione al lavoro, a cui fa eco, in quarta di copertina Bruno Morchio, scrittore e psicologo genovese, autore di libri di successo di genere noir mediterraneo “La gelosia è un rodimento dell’anima che può ispirare un tango, una lirica o un tagliente racconto noir. Così, da crudo dolore, essa diventa musica, poesia o affabulazione; o tutte e tre le cose insieme.” Una raccolta molto gradevole, con racconti in cui si agita la giusta suspense e invita alla lettura tutta di un fiato. Molti dei personaggi descritti, senza far torto a nessuno dei 12 autori, restano fissati nell’immaginario del lettore. Un buon cammino editoriale, dunque, sì che presto la raccolta sia tra le mani degli appassionati del genere e ne sono tanti, per avere il successo che merita.

Maria Serritiello

  • Scritto da Maria Serritiello
  • Categoria: Lapilli Salerno
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È scomparso il regista napoletano Pasquale Squitieri

È scomparso il regista napoletano Pasquale Squitieri

Aveva 78 anni

LAPILLI Pasquale SquitieriÈ con grande commozione che ho appreso la notizia della dipartita del Grande uomo Pasquale Squitieri. Si! Veramente Grande per me che l’ho sempre stimato come uomo di grande cultura, grandissimo professionista della regia cinematografica, saggio ed opportuno animatore della vita politica italiana, quella con la P maiuscola, uomo di immensa bontà ed amore per il prossimo. Aggiungo queste mie povere e poche parole a quelle del fratello Nicola, mio grandissimo amico, prima che collega, e stretto nel dolore che mi accomuna ai familiari, ma certamente sentito dai tanti che l’hanno conosciuto, penso di potere affermare anche per tanti che non l’hanno vissuto ma hanno solo sentito parlare di lui, che il nostro passaggio terreno è e sarà solo una piccola espressione che da la possibilità di ricordare nel futuro le gesta di quello che un uomo può fare, mentre la vita continua in eterno. Quell’eternità che il Signore glorificherà in Pasquale.

Giuseppe De Girolamo

Il grande…… fratello

Pasquale: un fratello al quale ho guardato con ammirazione e con affetto sempre saldo attraverso gli anni con una sincera condivisione dei suoi successi artistici ma anche dei suoi momenti più difficili. Più grande di me di ben otto anni, è stato il mio padrino di battesimo. Pasquale è stato una persona generosa: spesso donava al mendicante sotto casa il suo cappotto nuovo e a volte anche quello del padre, a sua insaputa, oppure prestava la sua auto ad un senza tetto per fargli passare la notte al coperto. La nostra casa a Napoli era frequentata quotidianamente dai compagni di scuola dell’Istituto Bianchi, dove le lezioni di filosofia erano tenute dal barnabita Vincenzo Cilento amico di Croce. I rapporti con il padre, Mario, segretario dell’Ordine degli avvocati di Napoli, erano quelli della conflittualità generazionale di sempre. Nostro padre intravedeva in lui doti che avrebbero potuto portarlo sia all’insegnamento universitario, sia alla professione di avvocato penale: infatti gli fece frequentare lo studio del famoso penalista Alfredo De Marsico, e i primi successi non si fecero attendere. Poi Pasquale invitò i genitori al teatro La Fenice di Venezia per assistere allo spettacolo “In memoria di una signora amica” che lo vedeva fra gli interpreti; fu così che tutti capimmo quale era la sua strada. Ma l’esuberanza dell’età giovanile con i problemi ad esso connessi, lo ha portato a fare delle scelte che la nostra famiglia è stata costretta a condividere, come quella di sposarsi in giovane età con una bellissima studentessa diciottenne dalla quale ha avuto tre meravigliosi figli. I suoi interessi spaziavano dallo sport alla cultura: era campione di scherma e collaborava con successo alla terza pagina de Il Mattino diretta da Mario Stefanile. Dopo il suo trasferimento a Roma, Pasquale entrò nella redazione di Paese Sera mentre io a Napoli collaboravo con Il Tempo.  Negli anni più recenti ci siamo trovati su fronti diversi, anche qui in piena condivisione, lui nel mondo del cinema ed io nel settore giornalistico-culturale, entrambi impegnati a difendere le ragioni del nostro Mezzogiorno e in particolare quelle della nostra città di Napoli.

Nicola Squitieri 

  • Scritto da alla redazione
  • Categoria: Lapilli Salerno
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