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Al Festival Nazionale Teatro XS città di Salerno sezione XS Giovani la Compagnia “Live” di Mercato San Severino (SA)

locandina festival teatro xs n10“Il tè delle tre”, liberamente tratto da “Psyco ladies”, scritto da Anna Beltrame, giornalista vivace del quotidiano “La Nazione”, temporaneamente prestata alla politica nella città di Prato, come assessore alla Cultura, è l’opera presentata dalla Compagnia “Live” di Mercato San Severino, quale seconda rappresentazione, nella sezione XS Giovani per il decennale del Festival Nazionale Teatro XS città di Salerno. Sotto la sapiente regia di Alessandro Tedesco, i costumi intriganti di Max Max, l’audio e le luci precise di Mario De Caro e Gabriele Bacco, le tre attrici hanno mostrato tutta la loro verve recitativa. Ad iniziare dalla la giunonica Linda, Michela Ventre, con tutte le sue manie igieniste, il nome stesso rimanda, con sottigliezza, al mastro Lindo, il famoso prodotto per la casa, per continuare con la peperina Ursula, Rossella De Martino e la sua ninfomania così vistosamente visibile, per finire con la candida e delicata Sofia, Annalaura Mauriello, sull’orlo continuo di fenomeni di narcolessia, alternati a rigurgiti di una presunta prima vita passata in Cina, sotto la dinastia Than del III secolo. Le tre donne si ritrovano e si conoscono alla veglia funebre dello psichiatra che le aveva in cura e non per banali disagi esistenziali. La gracilità patologica delle protagoniste si presta bene per creare situazioni tragicomiche che spesso suscitano ironiche reazioni nel pubblico che naturalmente parteggia di volta in volta, per l’una o per l’altra, ora sorridendo, ora intristendosi, ora applaudendo. Tra sospetti relativi alle cause di morte dello psichiatra e veloci cambi di scene, competentemente svolti dalle stesse attrici, necessari ad un felice svolgimento dei veri e propri scontri dialettici e talvolta distonici delle tre donne, si arriva allo scadere dell’ora, che è poi la soluzione dei vari dilemmi, emersi nello svolgersi della rappresentazione. Così nel bel mezzo di surreali dialoghi delle tre, una voce autoritaria, fuori campo, rivolge subito alle tre pazienti di rientrare nelle proprie camere, immediatamente raggiunte da un infermiere che si premura di far prendere loro le medicine, prescritte dagli specialisti. Sono, infatti, tre psicotiche rinchiuse, alle quali la società riesce a rispondere solo con la reclusione e con una terapia che in alcun modo sa mitigare la loro patologia e meno che mai a consentirne un recupero sociale. Problematiche filosofiche e psichiatriche a parte, lo spettacolo è filato via leggero e sfizioso, con alcuni spunti interessanti e piacevoli, le attrici, poi, tenuto conto della giovanissima età, si sono mosse con sicura spigliatezza. Buona è stata la caratterizzazione dei tre personaggi.

Maria Serritiello