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Penultimo spettacolo della Stagione “Che Comico 2025-2026” al Teatro Ridotto di Salerno con Luciano Capurro ed Anna Caso in “Una notte a Napoli”

Luciano CapurroE ’dal 2016 che Luciano Capurro mancava dal Teatro Ridotto di Salerno e per due sere, l’11 ed il 12 aprile, ha rallegrato l’assiduo pubblico della rassegna di “Che Comico 2025-2026”, direttore artistico Gianluca Tortora.

Quasi due ore di spettacolo, un mini varietà gustoso dal titolo “Una notte a Napoli”, in cui non è mancato nulla della rappresentazione classica della tradizione partenopea. E così versi poetici si sono intrecciati con le più belle canzoni del passato, come Malafemmena, Passione, Alleria, per continuare con un pezzo struggente di Enzo Gragnaniello “Vasame”. Particolari ed apprezzate sono state le contaminazioni di alcuni brani, come ad esempio Malafemmina di Totò, unita ad Amapola di Alberto Rabagliati.

Quando si dice che buon sangue non mente è il caso di ripeterlo per il bravo Luciano che è il pronipote di Giovanni Capurro, autore della famosissima canzone conosciuta e cantata in tutto il mondo “O sole mio”.

Così con la sua possente voce tenorile ha duettato con la soprano Anna Caso che ha dato prova di che è capace la sua estensione vocale. Personalità prorompente al pari della sua voce, Anna Caso si è prodotta in pezzi singoli con estrema bravura. L’ottima capacità interpretativa, con l’espressività del corpo, hanno reso significativi anche pezzi divertenti, ma semplici, uno fra tutti: “No tu mi a’ fa fa”, canzone-macchietta del 1968.

Lo spettacolo è stato condotto in maniera egregia dai due cantanti-attori, molto affiatati tra loro, per cui battute divertenti raccolte per le strade di Napoli, si sono mescolate a versi d’amore, a canzoni speciali, come “Ciucculatina mia, modulata ironicamente dal bravo Luciano Capurro ed ancora momenti teneri, serenate e tante altre canzoni, che hanno ricordato il tempo passato: Tarantelluccia, Palcoscenico, Anema e core, Catarì.

Il nuovo entra di diritto nello spettacolo con le canzoni di Sal da Vinci: Rossetto e caffè e Per sempre sì, per cui le voci appaiate di Capurro e Caso sono una melodia allungata sia del bel canto moderno, che a quello che tiene alla conservazione del patrimonio classico napoletano.

A tanta bravura, il bis richiesto è naturale, quanto consequenziale e così Luciano Capurro ci regala “O Sole Mio” di quel suo prozio che ha portato l’anima di Napoli in tutto il mondo e lui da buon e generoso erede, con Anna Caso ce la lascia.

Maria Serritiello