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Salerno

  • Scritto da Maria Serritiello
  • Categoria: Lapilli Salerno
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Al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno, dal 26 settembre ha preso il via la stagione teatrale2025/2026

programma teatro giullare 2025

Caivano Dreamin’

È il 1926, due personaggi che non si conoscono, ma che vengono dallo stesso paese: Caivano, provincia di Napoli, s’imbarcano verso l’America per seguire un loro sogno. Ed infatti l’uno per esportare il liquore d’anice di cui è produttore, l’altro, attore, per rincorrere sogni di gloria ed amare e farsi amare dall’attrice più famosa. Il mantra che segue uno dei due è “Se puoi sognarlo, devi farlo” ed è così sicuro che anche quando la realtà è tutt’altra cosa, non si abbandona alla disperazione. In sostanza il pezzo teatrale dal titolo “Caivano dreamin”, scritto da Fulvio Sacco ed indirizzato da Armando Pirozzi, interpretato da Cristian Giroso e dallo stesso Fulvio Sacco, vuole aiutare ad alimentare il sogno tra giovani, anche in un periodo così poco rassicurante per i più, realizzarlo si può e tentare è già successo, anche se non è così semplice, tant’è vero che lo spettacolo va avanti attraverso le peripezie a cui sono sottoposti i due.

La scena è scarna, ristretta da un muro basso e sbilenco che dà i contorni all’azione teatrale, un solo orpello, un wc di colore marrone chiaro. I due Caivanesi si trovano imprigionati senza sapere il perché, ad Ellis Island sono stati fermati e portati in galera sprovvisti di notizie che ne forniscano le ragioni. Tentano, congetture, una, sono italiani, due, non parlano la lingua, tre, ecco non sanno proprio a che pensare. Una cosa la fanno, però, si presentano, si ritrovano paesani, si riconoscono anche con gli stessi soprannomi e decidono di non abbattersi, sicuri come sono, di non aver fatto nulla di male. Intanto i giorni passano, le settimane, addirittura i mesi e la loro galera è sempre più un mistero.

Sulle bottiglie di anice trasportate nella valigia, per aprire il mercato in terra americana, Carmine Gambardella ha raffigurato di proprio pugno, perché la sua passione è il disegno, un topo. A Caivano lo hanno deriso, per questa strana raffigurazione e allo sgorbio hanno dato il nome di mostro, di conseguenza cosi anche il suo soprannome. Il Topolino non era affatto brutto, anzi aveva sembianze umane per via dei pantaloncini indossati e lo sguardo umano, ma tant’è, Caivano era l’oscura provincia e lui ha sognato in grande. Il racconto prende una via immaginaria, anche divertente, affidata ai rumori che si sentono attraverso le pareti del carcere. Sarebbero topi che trasmettono e riportano scritti, proprio dalla prima lettera che l’altro, Michele Sorice, l’attore, ha scritto alla sua amata attrice, sul manifesto di Gambardella. Per essere liberi alfine i due apprendono che basta pagare una cauzione cospicua che loro non hanno e non sanno a chi cercarla, essendo venuti in America, proprio per cambiare vita e dare una svolta all’esistenza miseranda del paese, quando in America è il proibizionismo a fare da padrone. Non hanno speranza, pensano anche ad un duello tra di loro, per porre fine all’episodio più triste della loro vita.

Prima dell’atto estremo, però, si abbandonano ai ricordi, alla vita semplice di Caivano, alla giornata domenicale, a quando usciti dalla messa guardano con compiacimento le ragazze, alle persone che passeggiano ed a quelli che si avviano verso casa con il cartoccio delle paste per la solennità della giornata festiva. Un poetico ed emozionale ricordo buttato là con semplicità ed affezione e condiviso con il pubblico che ha apprezzato.

“Se puoi sognarlo devi farlo” ed eccoli liberi proprio grazie a quel sogno, la cauzione viene pagata da chi si è appropriato di quello sgorbio, Walt Disney e ne ha fatto il simbolo del successo dei suoi cartoni animati: Mickey Mouse, per l’appunto.

A Michele Sorice ed a Carmine Gambardella del sogno non resterà che la libertà, un dono inestimabile, che è tante volte meglio!

PS: Una leggenda racconta che una nota distilleria locale, per intenderci di Caivano, avesse come marchio il famoso topolino adottato da Walt Disney per cui Mickey Mouse ha origini nostrane.

E così si chiude il cerchio “Se puoi sognarlo devi farlo”. Grazie Fulvio Sacco!

Maria Serritiello

 

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“È FESTA DI TUTTI”. IL NUMERO DI OTTOBRE DELLA RIVISTA SAN FRANCESCO PATRONO D’ITALIA

“È FESTA DI TUTTI”. IL NUMERO DI OTTOBRE DELLA RIVISTA SAN
FRANCESCO PATRONO D’ITALIA


Per la festa del Santo un completo restyling al passo con i tempi nel segno della semplicità


SAN FRANCESCO PATRONO D ITALIA rivista 2025 250ASSISI (PG) – In occasione della festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, la rivista omonima si rinnova con una veste grafica aggiornata, confermandosi con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per un giornalismo e un servizio culturale che parlino ai credenti, senza però perdere il fascino e l’interesse per chi, pur ammirando la figura del Santo di Assisi, non ne condivide la fede teologale.
Grazie alla collaborazione con lo studio grafico Inarea, fondato e diretto da Antonio Romano, il nuovo design si presenta con un volto giovane e un look aggiornato. A realizzarlo è stata la giovane grafica Valentina Bagliani, che ha lavorato in sinergia con il coordinatore editoriale del magazine, il giornalista Andrea Cova.
Questo restyling non è un semplice esercizio di marketing o un adeguamento ai gusti contemporanei, ma nasce dalla consapevolezza che Francesco d’Assisi e il suo messaggio non
appartengono solo al passato, per quanto glorioso o nobile esso sia. Al contrario, il messaggio del Santo è profondamente radicato nella contemporaneità, capace di parlare ai desideri, alle sfide e alle contraddizioni del nostro tempo. San Francesco continua a essere una voce significativa, capace di offrire saggezza e ispirazione alle donne e agli uomini di oggi. Per questo, il restyling “minimal” della rivista cerca di riflettere l’essenzialità dignitosa e gioiosa che caratterizzava il Santo, il quale invitava alla semplicità della vita e metteva in guardia dall’eccesso di parole, come ricordato nella Regola bollata (cap.III: “quando [i frati] vanno per il mondo, non litighino ed evitino le dispute di parole e non giudichino gli altri; ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando onestamente con tutti, così come conviene”).
Nell’editoriale del numero di ottobre 2025, si sottolinea come “questo rinnovamento nasce da un profondo legame con la persona e la spiritualità di San Francesco. Un esempio significativo è il font scelto per la testata: sottile e quasi evanescente in alcuni tratti, richiama l’umiltà del Santo, che visse e chiese ai suoi frati di essere sempre ‘minori’ e soggetti – per amore di Dio – a ogni creatura”.
«È per me anche l’occasione - continua fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento e della rivista - per ringraziare ufficialmente il direttore uscente, fra Riccardo Giacon, OFMConv, che dal 2021 ha sapientemente guidato la Rivista, e la dott.ssa Tiziana Boirivant, che per circa vent’anni ne ha curato la grafica. Il restyling è un nuovo passo, possibile perché chi ci ha preceduto ha lavorato con passione, dedizione e competenza, facendo del magazine San Francesco uno dei più autorevoli e diffusi nell’orizzonte cattolico italiano dei periodici».
Il numero di ottobre, come da tradizione, è in gran parte dedicato alle celebrazioni del Santo Patrono d’Italia ad Assisi. Quest’anno, protagonisti della festa sono i pellegrini e le autorità
provenienti dalla regione Abruzzo. Tra i contributi principali, spiccano gli interventi del Vescovo di Sulmona-Valva e delegato episcopale per il pellegrinaggio regionale, mons. Michele Fusco, e del Sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, che accenderà la Lampada votiva dei Comuni d’Italia durante la celebrazione trasmessa in diretta su Rai 1. Saranno presenti, tra gli altri, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
La rivista affronta anche temi di attualità, come il servizio svolto dai francescani a favore dei migranti latinoamericani al confine tra Messico e Stati Uniti, e argomenti di carattere storico, come la riscoperta di San Giuseppe da Copertino, un francescano del passato dal fascino ancora attuale, legato in modo sorprendente alla Silicon Valley delle grandi aziende tecnologiche americane. Questo approfondimento è firmato da due Custodi del Sacro Convento: mons. Giuseppe Piemontese, già vescovo di Terni-Narni-Amelia, e fra Marco Moroni.
Infine, alcune pagine particolarmente intense sono dedicate all’incontro mondiale dei giovani francescani, tenutosi ad Assisi lo scorso luglio, e all’intervista al Vescovo latino di Kiev, mons.
Vitalii Kryvytskyi: con grande sincerità e profondità, il presule salesiano ha raccontato la situazione della Chiesa e dei credenti in Ucraina dopo oltre tre anni di guerra.

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