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Vesuvinform

Nell'ambito delle attività culturali promosse dall'associazione "Prometeo” di Torre del Greco fondata nel 1994, uno dei progetti più ambiziosi, è VESUVINFORM, Centro di raccolta di notizie, dati, immagini e testimonianze di ieri e di oggi sul Vesuvio e sull'area che si estende alle sue pendici; quel territorio, cioè, che è definito "conurbazione napoletana".
Condividere, Compartecipare e Comunicare sono le tre C utili per trasmettere, alle future generazioni, l’amore per il proprio territorio. CLICCA QUI per leggere la scheda del progetto.
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  • Scritto da alla redazione
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Arte e Vesuvio

Foto Vesuvio 250L’imponenza dei vulcani da sempre ha avuto un rapporto di amore e paura, e nello stesso tempo ha elargito fascino ed energia. In ogni epoca e luogo i vulcani hanno forgiato uomini e donne che sono stati costretti a vivere tra i rischi e pericoli del fuoco. Proprio perché cresciuti con i piedi sopra il magma, hanno costruito popoli e città, sfidando il destino e attingendo le risorse donate dai vulcani.
Il Vesuvio è uno dei vulcani più apprezzati al mondo, per la sua caratteristica posizione geografica, e dall’abbraccio scenografico a uno dei più bei golfi del pianeta.
Il Vesuvio, per le sue caratteristiche ha affascinato letterati e pittori di ogni epoca. Esso è stato teatro di tanti miti e leggende ed è stato fonte d’ispirazione di scrittori, artisti e viaggiatori.
Il nome Vesuvio deriva dal latino “Vesuvius”. Il monte è stato divinizzato da Ercole di cui la città di Ercolano prese il suo nome. Altri si rifanno alla mitologia e associano il Vesuvio al Dio Bacco, il dio dell’ebbrezza e del vino, ricollegando il tutto ai pregiati vigneti del vesuviano.
Dopo l’eruzione del 79 d.c. che distrusse Pompei ed Ercolano, si radicò l’idea che le eruzioni avvenissero a causa di una collera divina. Da quel momento in poi, secondo la cristianità, il Vesuvio era rappresentato come la bocca dell’inferno. Proprio all’accostamento del Vesuvio all’abitazione del diavolo, sono nate leggende che durante i secoli sono state tramandate. Il Vesuvio per i popoli che lo convivono è considerato fonte religiosa e spirito del magismo, una fusione “vulcanica” che rafforza e lenisce ogni paura.
Dal fascino del Vesuvio e dalle storie nate intorno alla sua potenza, tanti scrittori e pittori, hanno attinto linfa che ha tradotto in opere letterarie e pittoriche.
Goethe, durante il suo tour in Italia descrisse il Vesuvio scrivendo: “…Stavamo ad un balcone dell’ultimo piano, col Vesuvio proprio di fronte; la lava scorreva, e il sole essendo tramontato da un pezzo, si vedeva la corrente di fuoco rosseggiare, mentre la fiamma cominciava a inondare la nuvola di fumo che lo accompagnava…..Veder tutto questo d’un colpo d’occhio e, a completare lo spettacolo meraviglioso, la luna piena che sorgeva dietro le spalle della montagna, era ben cosa da farmi sbalordire”.
Non bisogna assolutamente dimenticare Giacomo Leopardi, che tracciò un parallelismo tra la forza della natura, il Vesuvio e l’uomo con la poesia “La Ginestra”. Un’ode frutto della fascinazione del poeta davanti alla maestosa montagna che definì “Lo sterminator Vesevo”, simbolo di coraggio e resistenza di fronte alla forza del fuoco.
“Qui sull’arida schiena/del formidabil monte/sterminator vesevo,/la qual null’altro allegra arbor né fiore,/tuoi cespi solitari intorno spargi,/odorata ginestra,/contenta dei deserti…/”
Altra scrittrice dall’anima complessa che ha tratto ispirazione dal vulcano è stata Emily Dickinson. Nonostante non abbia mai visto il Vesuvio dal vivo, ha celebrato il grande fascino esercitato dalla montagna in tutto il mondo, anche grazie alla moltitudine di narrativa che nei secoli ha accresciuto la popolarità del Vesuvio e del suo golfo.
Di artisti che hanno decantato e descritto il Vesuvio, ce ne sono davvero tanti. Scrittori e pittori hanno raffigurato quella sagoma ingombrante in ogni forma e stile.
Andy Warhol con lo stile che gli è stato proprio ha serigrafato il Vesuvio in ogni forma e posizione, scegliendo i colori vivaci che esaltano la potenza e la bellezza del vulcano.
Non dobbiamo dimenticare i pittori che con il Vesuvio hanno avuto un rapporto intimistico, come il Gemito, De Nittis, Burri, Tommaso Ruiz, ma ne sono tanti, perché tanta è l’opera realizzata osservando il Vesuvio.
Il Vesuvio fin dall’antica Pompei è stato raffigurato nelle sue forme e trasformazioni avvenute durante le tante eruzione avute luogo i secoli. Tra pittura e scrittura possediamo una grande raccolta di fatti ed eventi che hanno tracciato la vita di questo ingombrante “personaggio” che ancora oggi induce alla riflessione e alla creazione di nuovi capolavori.

Salvatore Formisano

 

  • Scritto da Francesco Manca
  • Categoria: Vesuvinform
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Vesuvinform: il progetto

VESUVINFORM

Centro di documentazione e promozione della cultura vesuviana

Vivere il presente, rievocando il passato per un futuro migliore

Nell'ambito delle attività culturali promosse dall'associazione "Prometeo” di Torre del Greco fondata nel 1994, uno dei progetti più ambiziosi, è VESUVINFORM, Centro di raccolta di notizie, dati, immagini e testimonianze di ieri e di oggi sul Vesuvio e sull'area che si estende alle sue pendici; quel territorio, cioè, che è definito "conurbazione napoletana".

La "Prometeo", associazione culturale senza scopo di lucro, opera in uno dei diciotto comuni del vesuviano molto vulnerabili dal punto di vista vulcanico e, tra le sue finalità statutarie, ha anche la tutela e la sviluppo del territorio vesuviano.

L'elevato rischio vulcanico, la costante perdita di memoria storica, la totale indifferenza verso la riscoperta delle origini, della storia passata e recente dell'area e l'abbandono delle testimonianze architettoniche, ha rafforzato in "Prometeo" quei sentimenti che legano i cittadini a questa terra. Si è rafforzata, così, la voglia di pungolare le istituzioni e le popolazioni vesuviane a prendere coscienza di tali problemi e a promuovere azioni tese alla ricoperta del territorio e alla rivalutazione storica - culturale dell'intero territorio.

VESUVINFORM prevede gruppi di studio che elaboreranno le informazioni provenienti dalla più disparata fonte: da quelle istituzionali (come l’Università degli Studi Federico II di Napoli, l’Osservatorio Vesuviano, l’Ente Nazionale Parco del Vesuvio, la Fondazione Ente Ville Vesuviane) a quelle private (Associazioni culturali, Istituti per la cultura, singoli cittadini), per cercare di creare un’informazione quanto più accessibile sulle tematiche territoriali, culturali e scientifiche. Nell’intento di realizzare un modello di comunicazione all’insegna dell’agilità di fruizione tra le varie fasce culturali presenti sul territorio, VESUVINFORM, per il raggiungimento di tali scopi, può avvalersi della preziosa collaborazione degli Istituti scolastici e delle Istituzioni locali dei Comuni alle pendici del Vesuvio per l’apertura, anche nei Comuni dell’area vesuviana, d’Info - Point VESUVINFORM.

VESUVINFORM si propone di affrontare una serie di problematiche socio-culturali organizzando, con la collaborazione delle Istituzioni pubbliche e private, tra gli altri, incontri, convegni, mostre, visite guidate, per tutelare e valorizzazione siti d’interesse culturale (anche quelli cosiddetti “minori”) – turistico - economico del territorio alle falde del Vesuvio, per cercare di spronare quelle energie intellettuali ed economiche capaci di stimolare la crescita sana e civile delle comunità vesuviane.

Le realtà artistiche come la lavorazione del corallo, la realizzazione dei cammei, la lavorazione della pietra lavica e l'arte orafa; il restauro del patrimonio artistico e archeologico;  le realtà produttive della terra, come la coltivazione dei fiori e dei prodotti tipici dell'area vesuviana (albicocco, pomodoro, uva, ecc.); l'artigianato come il restauro dei mobili antichi, la cantieristica navale; l'arte culinaria e il turismo culturale, se opportunamente indirizzate, possono certamente rappresentare l'inizio di un serio rilancio socio – economico - culturale del territorio vesuviano, un tempo tanto celebrato da scrittori quali Maiuri, Goethe e Hamilton.

VESUVINFORM va inteso come una sorta di videocamera virtuale che riprenda il passato e lo proponga sullo schermo della mente, facendo risvegliare questa cultura che appare assopita nella "notte dei tempi". La rivalutazione del territorio vesuviano passa, ineluttabilmente, attraverso il comune consenso della reale volontà culturale di riscatto.

Condividere, Compartecipare e Comunicare sono le tre C utili per trasmettere, alle future generazioni, l’amore per il proprio territorio.

I propositi di VESUVINFORM sono:

  • Recuperare la memoria storica
  • Rivalutare la cultura vesuviana
  • Stimolare le Autorità per il ripristino delle testimonianze architettoniche del passato
  • Incentivare il turismo culturale - religioso
  • Educare al rispetto della natura
  • Promuovere la cultura della legalità e quella della divulgazione, senza allarmismi, della prevenzione delle calamità naturali, in particolare del rischio vulcanico.

 

L’associazione culturale Prometeo, attraverso VESUVINFOM,

CHIEDE

alle Autorità, ai Comuni, alle Istituzioni scolastiche, alle Associazioni culturali e ambientalistiche, alle Forze economiche, ai privati cittadini del comprensorio vesuviano di collaborare attivamente al Progetto, fornendo il sostegno e i contributi culturali necessari per il pieno successo dell'iniziativa, al fine di riaffermare una più elevata qualità di vita nell'area vesuviana.

                                                                                                                                                              

                                                                                                                                                                                         Associazione culturale "Prometeo"   

                  Il Presidente                                                                        

                                                                                                                                                                                                     Dott. Francesco Manca