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dall'Europa

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Il CER ha annunciato oggi i risultati della terza tornata del suo concorso per le sovvenzioni "Proof of concept" 2015

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Fibre super robuste ricavate da bachi da seta bionici, un trattamento per le lesioni croniche con farmaci per inalazione, reverse-engineering dei processi di costruzione medievale per restaurare il patrimonio architettonico dell’Europa. Queste sono solo alcune delle invenzioni dei beneficiari di sovvenzioni CER che hanno ricevuto nuovi finanziamenti per esplorare il potenziale innovativo delle loro ricerche.

Il CER ha annunciato oggi i risultati della terza tornata del suo concorso per le sovvenzioni "Proof of concept" 2015. Nel 2015, 135 beneficiari di sovvenzioni CER hanno avuto accesso a questo regime di finanziamento complementare. Le sovvenzioni Proof of concept, del valore di 150.000 euro ciascuna, possono essere utilizzate, ad esempio, per registrare i diritti di proprietà intellettuale, indagare sulle opportunità commerciali o effettuare convalide tecniche.

Il Commissario europeo per la Ricerca, l’innovazione e la scienza, Carlos Moedas, ha dichiarato: "L'eccellenza scientifica è indispensabile per favorire un contesto sostenibile per l'innovazione europea. Le sovvenzioni Proof of Concept aiutano i ricercatori a colmare il divario tra il mondo accademico e il mercato, e sostengono la scienza di frontiera che produce innovazione con applicazioni concrete, creando nuove opportunità per l’occupazione e i prodotti europei".

Il professor Jean-Pierre Bourguignon, Presidente del CER, ha dichiarato: "Sappiamo che le sovvenzioni del CER rinforzano lo spirito imprenditoriale nei gruppi di ricerca che le ricevono, come dimostra l’interesse mostrato dai nostri beneficiari per i finanziamenti Proof of Concept, introdotti dal Consiglio scientifico del CER per contribuire a convertire le idee innovative in soluzioni praticabili che vanno incontro alle esigenze della società e del mercato. Ciò aggiunge una dimensione alla filosofia CER basata sulla fiducia nei ricercatori guidati dalla curiosità scientifica".

I progetti premiati sono stati sviluppati in aree di ricerca che coprono un’ampia gamma di temi nel campo delle scienze fisiche e dell'ingegneria, delle scienze della vita, delle scienze sociali e umane. Nel 2015 il CER ha ricevuto 339 domande per i finanziamenti aggiuntivi Proof of Concept e ha concesso sovvenzioni pari a 20 milioni di euro.

I ricercatori selezionati per il concorso lavorano in 17 paesi di tutta l’Europa: Regno Unito (22), Spagna (20), Paesi Bassi (17), Germania (15), Francia (10), Svezia (9), Israele (8), Svizzera (8), Italia (7), Belgio (5), Austria (3), Danimarca (3), Portogallo (3), Grecia (2), Cipro (1), Finlandia (1) e Polonia (1).

Contesto

Dalla prima edizione nel 2011 il programma di finanziamento Proof of Concept del CER ha aiutato più di 400 ricercatori a far arrivare sul mercato le proprie ricerche finanziate dal CER, e ad offrire soluzioni alle sfide per la società. I concorsi sono riservati a ricercatori che beneficiano di una sovvenzione CER o che ne hanno beneficiato recentemente. I progetti finanziati possono durare fino a 18 mesi.

Il Consiglio europeo della ricerca, istituito nel 2007 dall’Unione europea, è la prima organizzazione europea che finanzia l’eccellenza nella ricerca d’avanguardia. Ogni anno seleziona e finanzia ricercatori creativi di tutte le nazionalità ed età per realizzare progetti ambiziosi basati in Europa. Il CER mira ad attirare in Europa i migliori ricercatori di tutto il mondo. A tutt’oggi ha erogato finanziamenti a più di 5.000 ricercatori eccellenti a diversi stadi della carriera.

Il CER è guidato da un organo direttivo indipendente, il Consiglio scientifico. Dal gennaio 2014, il presidente è il Prof. Jean-Pierre Bourguignon. Il CER ha un bilancio di oltre 13 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, e fa parte del programma di ricerca e innovazione dell’UE, Orizzonte 2020, per il quale è responsabile il Commissario europeo per la Ricerca, l’innovazione e la scienza, Carlos Moedas.

Per saperne di più 

Sito web CER

Horizon 2020 

Per maggiori infomazioni sul CER scrivere a questa e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Indagine annuale sull'occupazione e sugli sviluppi sociali 2015: investire nelle persone è fondamentale per la crescita economica

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L'indagine Occupazione e sviluppi sociali in Europa (ESDE) è un'indagine annuale sulle tendenze sociali e occupazionali più recenti, che riflette sulle sfide future e sulle possibili risposte politiche.

Quest’anno l'indagine mette in luce nuovi positivi sviluppi occupazionali e sociali nell'UE. Tuttavia, nonostante recenti miglioramenti, sussistono ancora enormi disparità tra gli Stati membri in termini di crescita economica, occupazione e altri indicatori essenziali sociali e occupazionali. Molte di queste disparità sono collegate al sottoutilizzo del capitale umano su vari fronti.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Dobbiamo garantire opportunità migliori e più numerose ai cittadini dell'UE, soprattutto a quelli più lontani dal mercato del lavoro. Dobbiamo inoltre investire nel miglioramento delle competenze, in modo che le donne e gli uomini dell'Unione possano realizzare appieno le proprie potenzialità. Per promuovere la crescita e l'occupazione dobbiamo investire nelle persone. Dobbiamo far sì che il diritto del lavoro e i sistemi di protezione sociale siano adeguati al XXI secolo e promuovere l'imprenditoria e l'innovazione. In questo contesto il pilastro europeo dei diritti sociali svolgerà un ruolo importante."

La relazione ESDE 2015 esamina i modi di affrontare queste disparità, concentrandosi in particolare sulla creazione di posti di lavoro, sull’efficienza del mercato del lavoro, sulla modernizzazione della protezione sociale e sull'investimento nelle persone. 

Promuovere la creazione di posti di lavoro

L'indagine ESDE 2015 evidenzia le potenzialità del lavoro autonomo e dell’imprenditorialità nella creazione di posti di lavoro. I dati indicano tuttavia che alcuni gruppi, fra cui i giovani, gli anziani, le donne e le minoranze etniche, possono trovarsi innanzi maggiori ostacoli per avviare un'attività in proprio. La relazione indica inoltre che la maggioranza delle persone non ritiene di possedere le competenze o le conoscenze necessarie per avviare un'attività. Dall'indagine ESDE risulta che l'adozione di politiche mirate può servire a migliorare la situazione. Tali politiche possono comprendere un accesso più agevole a finanziamenti e incentivi fiscali, l’educazione all’imprenditorialità o l’accesso all’assistenza all’infanzia e alle persone anziane.

L'indagine ESDE mette inoltre in luce una maggiore varietà di contratti di lavoro, che consente modalità di lavoro flessibili e quindi di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro ma può anche comportarne la segmentazione. Mentre alcuni nuovi contratti offrono una situazione potenzialmente vantaggiosa per tutti, altri possono essere fonte di incertezza del lavoro. La flessibilità è importante, ma c'è bisogno anche di sicurezza: questo è un altro problema che sarà affrontato nell'ambito dello sviluppo del pilastro europeo dei diritti sociali. 

Migliorare l'efficienza del mercato del lavoro

Dall'indagine ESDE 2015 risulta che l'UE può fare un uso migliore delle proprie risorse umane attraverso la mobilità. Sebbene nel corso degli ultimi vent'anni il numero dei lavoratori mobili sia aumentato, la loro percentuale sul totale della forza lavoro resta limitata: Solo il 4% dei cittadini dell'UE fra i 15 e i 64 anni vive in uno Stato membro diverso da quello di nascita, eppure i lavoratori mobili dell'Unione tendono ad avere prospettive di lavoro complessivamente migliori rispetto alla popolazione locale.   Inoltre, la loro presenza ridotto la disoccupazione in alcuni degli Stati membri più duramente colpiti dalla crisi e ha contribuito a risolvere i problemi della carenza di personale nei paesi di destinazione. L'indagine ESDE sottolinea quindi chiaramente le potenzialità economiche della mobilità.

L'indagine prende in esame anche la disoccupazione di lungo periodo, che colpisce circa 11,4 milioni di persone nell'UE. La lotta contro la disoccupazione di lungo periodo è fondamentale nell'impegno per migliorare l'efficienza del mercato del lavoro, dal momento che i disoccupati di lungo periodo hanno una probabilità dimezzata di trovare un lavoro rispetto a quelli di breve periodo. L'analisi contenuta nell'indagine ESDEE mostra che essere registrati presso i servizi pubblici per l'impiego e prendere parte a una formazione aumentano significativamente la possibilità di ottenere un posto di lavoro sostenibile.La raccomandazione sulla disoccupazione di lungo periodo, adottata dal Consiglio il 7 dicembre 2015, è in linea con tali conclusioni.

Infine, il dialogo sociale sarà fondamentale nella promozione di una ripresa economica sostenibile e inclusiva. Le parti sociali sono state coinvolte nell'elaborazione e nell'attuazione di varie importanti riforme e strategie. Perché il dialogo sociale svolga efficacemente il proprio ruolo è necessario rafforzare la capacità delle parti sociali, in particolare negli Stati membri in cui il dialogo sociale è insufficiente o lo è diventato a causa della crisi economica. 

Investire nelle persone

Sebbene il livello di disoccupazione nell'UE rimanga elevato, i datori di lavoro continuano a incontrare difficoltà a coprire determinati posti vacanti. Oltre ai veri e propri squilibri tra domanda e offerta di competenze, la possibilità di occupare posti vacanti è limitata anche dall'incapacità di offrire retribuzioni o condizioni di lavoro vantaggiose, formazione o opportunità di carriera interessanti. L'indagine ESDE 2015 giunge alla conclusione che esiste una quota significativa dei lavoratori di paesi terzi sotto-occupati rispetto al loro livello di qualifica. L'iniziativa dell'agenda per le nuove competenze che la Commissione sta preparando per l'anno in corso cercherà di affrontare tali sfide. Inoltre, i tassi di occupazione delle donne con bambini e dei lavoratori anziani sono ancora molto bassi. Promuovere una maggiore partecipazione di questi gruppi al mercato del lavoro sarà cruciale nella prospettiva dell'invecchiamento della popolazione.

Contesto: L'indagine ESDE

L'indagine ESDE riporta le ultime tendenze occupazionali e sociali, e riflette sulle sfide future e sulle possibili risposte politiche. In base agli ultimi dati disponibili e alla letteratura più recente, l'indagine coadiuva le iniziative della Commissione nel settore dell'occupazione e delle politiche sociali che alimentano il semestre europeo, il pacchetto per la mobilità, il pacchetto competenze e lo sviluppo del pilastro europeo dei diritti sociali.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Notizie sul sito web della DG Occupazione

Relazione ESDE 2015

Analisi dell'occupazione e della situazione sociale

Per seguire Marianne Thyssen su Twitter e Facebook

#ESDE2015

Bruxelles,  21 gennaio 2016

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