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Si inaugura sabato 17 settembre 2022, alle ore 11.30, a Bassano in Teverina (VT) presso il Querceto, la sesta edizione di Sculture in campo

SABATO 17 SETTEMBRE SI INAUGURA NEL VITERBESE, A BASSANO IN TEVERINA, LA SESTA EDIZIONE DI “SCULTURE IN CAMPO”: TRE NUOVE SCULTURE DI PINO GENOVESE, MAKI NAKAMURA E CLOTI RICCIARDI VANNO AD ARRICCHIRE LA COLLEZIONE PERMANENTE DEL PARCO INTERNAZIONALE DIFFUSO IN 5 SEDI TRA LE CAMPAGNE E IL CENTRO STORICO DEL BORGO LAZIALE

  

INVITO EL 2022 250• La collezione di sculture contemporanee permanenti si amplia con le ultime acquisizioni: le opere di Pino Genovese, Maki Nakamura e Cloti Ricciardi.
• Dopo il grande successo di pubblico il programma di mostre temporanee conferma come protagonista Cloti Ricciardi, con la proroga della sua mostra contenuta ma significativa di sculture allestite nello spazio Ipogeo e in quello Progetti, per rendere omaggio e accendere i riflettori sulla straordinaria artista romana attiva sin dagli anni Sessanta e impegnata nel movimento femminista della Capitale degli anni Settanta.
• L’inaugurazione di settembre sarà anche l’occasione per lanciare il nuovo sito internet di Sculture in Campo, comprensivo della sezione del network internazionale dedicato a istituire una rete dei parchi di scultura contemporanea sparsi tra i cinque continenti.

 

Bassano in Teverina. - Si inaugura sabato 17 settembre 2022, alle ore 11.30, a Bassano in Teverina (VT) presso il Querceto, la sesta edizione di Sculture in campo.
Sculture in campo è un work in progress: ogni anno alla collezione permanente del Parco internazionale di scultura si aggiungono opere di artisti selezionati dal comitato scientifico composto da Lucilla Catania, Cesare Biasini Selvaggi, Cecilia Canziani, Laura Iamurri, Roberto Lambarelli e Anna Maria Panzera. In questa occasione saranno presentati al pubblico tre nuovi lavori di Pino Genovese, Maki Nakamura e Cloti Ricciardi.

LE NUOVE SCULTURE DEL PARCO
Antropiche (2022) è il nome delle due sculture eseguite da Pino Genovese (Roma, 1953). Si tratta di due antri ben distinti che convivono, definiti “Antropiche” cioè proprie dell’uomo e della donna. Si tratta di rifugi naturali di protezione realizzati con tronchi recuperati sulla riva del mare. L’attaccamento dello scultore romano alla natura lo ha portato negli anni a produrre, nello studio di Lavinio sulla costa laziale, opere con materiale recuperato sulle spiagge, come tronchi levigati e alghe, o nel sottobosco delle pinete, dai rami alle cortecce. Grazie ai viaggi compiuti in Africa, (Mauritania, Mali, Niger, Marocco, Tunisia), si è rafforzato progressivamente il suo interesse per la natura arcaica e antropologica di cui sono intrisi i suoi ultimi lavori.

Maki Nakamura (Yamaguchi, Giappone, 1947) giapponese di nascita arriva in Italia nel 1961 e studia scultura con Pericle Fazzini all’Accademia di Belle Arti di Roma, diplomandosi nel 1964. Nel 1968 è a Parigi per frequentare l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, a cui alterna soggiorni a Carrara presso lo Studio Nicoli per approfondire la lavorazione del marmo. Di ispirazione orientale, si intitola Zer0 il lavoro in travertino realizzato da Nakamura per Il Querceto di Sculture in Campo. Quest’opera compie il paradosso del dar corpo sensibile all’immateriale e di rendere fisicamente il vuoto, in sintonia con il pensiero Zen, come già sottolineato da Luciano Caramel nel 1997 quando ha curato la mostra personale della scultrice giapponese a Osaka, presso il Sakura Art Museum.

Con la collaborazione di Mariolina Ricciardi, dal prossimo 17 settembre sarà possibile ammirare ne Il Querceto di Sculture in campo anche Anomie spaziali, in corten e vetro, un’opera tratta da un bozzetto del 1987-89 di Cloti Ricciardi (Roma, 1939), tra le più importanti scultrici italiane del secondo Novecento, di cui il pubblico ha potuto ammirare Respiro (1968) nel recente allestimento a Palazzo delle Esposizioni in occasione della Quadriennale d’arte 2020. Con la sua voglia di sperimentare e con una sorta di instancabile furore creativo, Cloti Ricciardi ha ricercato e prodotto sempre, fino a qualche anno fa, quando è stata sopraffatta non solo da difficili situazioni familiari, ma soprattutto dalla malattia che l’ha allontanata progressivamente dal pensiero e dal mondo reale. Nella sua “anomie” la scultrice romana scardina il sistema chiuso e insufficiente del rapporto tra soggetto/oggetto e tra spazio/tempo, optando per un concetto di molteplicità e per una visione nuova, che segna il punto di non ritorno, verso delocazioni altre e nuove osservazioni.
Presso le sue due sedi “al coperto” IPOGEO e PROGETTI di Sculture in campo, entrambe all’interno del borgo storico di Bassano in Teverina, prosegue la piccola, intima quanto intensa mostra-omaggio dedicata a Cloti Ricciardi. L’esposizione accoglie un nucleo di opere che magistralmente fondono materia, pittura, scultura e installazione con un’analisi dello spazio e un linguaggio formale personalissimo, difficilmente ascrivibili agli “ismi” del nostro tempo.

IL NETWORK INTERNAZIONALE DEI PARCHI DI SCULTURA
L’inaugurazione di settembre segnerà anche il “click day” del lancio del nuovo sito internet di Sculture in campo, una vera e propria piattaforma multicanale che comprenderà una sezione dedicata al network che, partendo da Bassano in Teverina, intende riunire, raccontare, promuovere e mettere in connessione tutti i parchi di scultura presenti tra i cinque continenti, evidenziandone buone pratiche, fornendo consulenza tecnico-scientifica, andando a definire le rotte di un turismo globale dei parchi di scultura attraverso percorsi tematici o geografici.

INFORMAZIONI
Sculture in Campo. Parco Internazionale di Scultura Contemporanea

Inaugurazione: sabato 17 settembre 2022, ore 11,30, Il Querceto-Località Poggio Zucco-Bassano in Teverina
Per informazioni: infoline +39 338 4197029 - 06 6786766 - scultureincampo.it