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Al Regina Isabella di Lacco Ameno Maurizio de Giovanni ed Antonio Ereditato

  • Published in Libri

antonio ereditato e maurizio de giovanniIl 31 luglio, in una delle sale del prestigioso Hotel a 5 stelle “Regina Isabella” di Lacco Ameno, davanti ad un pubblico, attento ed interessato, Maurizio de Giovanni ed Antonio Ereditato hanno presentato i loro ultimi libri, precisamente "Le rondini di inverno", il primo e "Le particelle elementari", il secondo. Possibile anche l’acquisto in sala, per la presenza della signorina Antonietta della Libreria Imaegenaria di Ischia Ponte. Euforico per l'opportunità che mi si offriva e cioè di fare qualche domanda ad un fisico delle particelle elementari mi sono mosso in anticipo arrivando alla presentazione un po' prima ed ho potuto salutare, così, cordialmente Maurizio de Giovanni, conosciuto a Salerno ed ottenere da Antonio Ereditato, una dedica scritta sul volume che avevo comprato una quindicina di giorni prima ed una soddisfacente risposta alla mia domanda se riteneva pure lui che la conoscenza scientifica potesse aiutare l'uomo a liberarsi definitivamente dal mito della religione e forse anche della filosofia. "Parole sante le sue" mi ha risposto congratulandosi vivamente con una vigorosa stretta di mano, (forse per un passato tennistico?) col sottoscritto. Contento, ho preso posto in prima fila aspettando l'evento, in verità, condotto con molta sobrietà e eleganza da Pietro Greco, storico di Galileo, che ha curato la prefazione al libro di Antonio Ereditato. Con lieve e comprensibile ritardo, in una sala non traboccante di persone, come era lecito aspettarsi per la presenza di Maurizio de Giovanni, vera star della letteratura gialla, che se non gli stadi, ma le sale le riempie con gli appassionati del suo Ricciardi, il Commissario dotato di una sua capacità di rivivere mentalmente gli ultimi istanti del morto, se ucciso in modo violento. Inizia con l’accennare alla febbre della "seduzione ionica" che colpirebbe, dopo i filosofi, anche i fisici particellari, presi dall'idea di individuare una teoria del tutto che potesse racchiudere, in un’unica formula “L'Unità armonica del Cosmo”, che Einstein francobollò come un "pregiudizio metafisico". La parola passa, poi, a Maurizio de Giovanni che, da fine psicologo, evidenzia le motivazioni, consce ed inconsce, che secondo lui, avrebbero spinto Antonio Ereditato a scrivere quel libro, individuando nella curiosità dello stesso, la forza trainante che l’ha spinto, prima ad intraprendere la professione di fisico particellare( non avrebbe potuto che prediligere quella professione) e poi a scrivere quel libro che non esita a definire un romanzo, per la curiosità di ricercatore e l'amore per la materia che lo ha animato e ancora lo anima. Il fisico, visibilmente sorpreso dal taglio psicologico scelto da Maurizio de Giovanni al suo intervento, probabilmente non concordato prima, ingrazia vivamente l'amico fraterno che riesce sempre a sorprenderlo ad onta delle ridotte frequentazioni tra i due. Spiega gli obiettivi del libro e degli sforzi che ha richiesto da parte sua perché riuscisse ad intrigare i lettori chiedendo, agli stessi un minimo di sforzo per seguirlo nella sua nobile iniziativa di stimolare un pizzico di curiosità, ad avvicinarsi alla materia, offrendo ad essi, tutta una serie di conoscenze e mezzi utili per una comprensione della Natura nella sua autentica e sfuggente realtà. Tra aneddoti e ricordi tratti dalla sua esperienza di ricercatore emigrato, ma fortunato, grazie anche al lavoro oscuro, quanto prezioso della "valletta d'eccezione" Pietro Greco, il nostro ha dato a tutti risposte esaustive e sincere alle domande del pubblico che ha molto apprezzato l'andamento dell'evento e ha lasciato soddisfatto la sala contento di aver potuto intervistare un fisico di levatura mondiale, vanto dell'Italia e apprezzato e riconosciuto protagonista della fisica che conta e conterà sempre di più anche se non sempre se ne riescono ad intuire le possibili ricadute tecnologiche.

Ferdinando Bianco