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  • Categoria: Libri
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Al Liceo “Giorgio de Chirico” incontro con lo scrittore Maurizio De Giovanni

LAPILLI screenshotPer la rassegna “Incontro con l’autore”, da non perdere è quello di Giovedì 25 Gennaio. Alle 17:00, nell’aula magna del Liceo “Giorgio de Chirico” dialogherà col pubblico, in primis con gli studenti dell’istituto, uno dei più noti e prestigiosi scrittori italiani, il napoletano Maurizio De Giovanni.

Argomenti del dibattito, vista l’autorevolezza dell’ospite, saranno la funzione della letteratura – silenziosa sinfonia capace di fare del racconto una possibilità, un’espiazione, un’inutile necessità – e il ruolo dello scrittore, tra l’antico aedo, il perenne sciamano e il contingente ingranaggio di un meccanismo produttivo che ha nella vendita il suo sentimento più vigile.

Da qui il titolo dell’evento, “Le parole del sangue nero”, a richiamare quelle che il commissario Ricciardi – il personaggio più noto creato da De Giovanni e protagonista anche di un fumetto noir - con la dolente necessità di una missione che ne fa un testimone dell’aldilà, coglie nei pensieri dei moribondi. Le ultime parole, gli estremi pensieri di esistenze interrotte in maniera violenta, emblematiche nella loro anonimia, sintesi o riconoscimento, ultima aspirazione o sogno raggelato, per tutti eterno dolore di fronte all’ignoto, alla morte: gorgo nero di sangue nero. Versato e avverso. Proprio come la letteratura. Magia o sortilegio, salvifico salmo o melodioso respiro; unico riscatto all’apparentemente effimera essenza dell’umana condizione. Da sempre e per sempre. Il “per sempre” degli uomini, ovviamente. Anche se la letteratura – come svela uno dei suoi sacerdoti – resta “un’arte che sa profetizzare il tempo in cui non avrà più parole, che sa accanirsi contro la sua stessa essenza, amare la propria distruzione e corteggiare la sua morte.”

Solo un pretesto, per quanto funzionale, il richiamo ai testi pubblicati nel 2017 – “Il senso del dolore”, “I guardiani”, “Rondini d’inverno”, “Souvenir” – di un autore prolifico (del resto deve recuperare un paio di decenni di “ritardo editoriale”) più amato dal pubblico che dalla critica, più popolare che “laureato”, anche per questo motivo, in buona compagnia con scrittori come Balzac o Simenon.

Anche di questo si parlerà al “de Chirico”. Non a caso il liceo dell’Arte e della Comunicazione.