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Si è conclusa sabato 30 e domenica 31 marzo la stagione di “Che Comico 2018-2019” al Ridotto di Salerno

pezzo franca rameEd anche su “Che comico 2018-2019” è calato il sipario, il 30 ed il 31 del mese di marzo, com’è consuetudine. La rassegna teatrale del Ridotto di Salerno, tempio della comicità, messa su dal Direttore artistico Gianluca Tortora ed ideata dalla Gv Eventi, è stata di gran qualità, sapendo, egli, scegliere il meglio della risata.

Il pezzo conclusivo portato in scena dalla Compagnia dell’Arte diretta da Antonello Ronga “Se per caso cadesse il mondo” tratto dal monologo “Una Donna sola” di Franca Rame è la disperante e tragica condizione della donna quale vittima di un distorto rapporto col maschio, porco e sporco padrone ed alla quale, nei suoi vari ruoli di marito o cognato o guardone occasionale, non riesce a dare quel pizzico di felicità desiderata o anche un poco d’amore sperato. Una caricatura inasprita, eppure non lontana dalla verità sull’attuale condizione della donna, colpita ed esasperata duramente dal fenomeno, tutto italiano, del femminicidio. La donna del pezzo rappresentato, segmentata in tre parti: donna Sola (Valentina Tortora), donna Solina (Federica Buonomo) e donna Soletta (Martina Iacovazzo), sono un unico frammento di sensualità, di sessualità e di desiderio paritetico con l’altro sesso che, pur suscitando momenti di pura ilarità, lascia tanto di amaro in bocca. Del resto la visione della vita dell’autrice ha sempre lasciato poco spazio all’ottimismo, anzi ha sempre lottato per l’emancipazione della donna, avendo essa stessa subito uno stupro violento e vigliacco, per tapparle per sempre la bocca, ma lei non smise e l’uccisione finale delle varie facce del maschio che spara, è un finale di sana tragedia. Le protagoniste non hanno lesinato sulla vigoria fisica e sull’ aderenza ad un testo che chiede loro polivalenza e un fisico ben allenato. Notevole la loro aderenza al ruolo che l’autrice ha sempre ritagliato per il suo immaginario di donna e per il rapporto controverso col maschio. Una visione quasi delirante e maniacale monotematica, ma altrettanto vera e purtroppo sempre attuale nella sua allarmante chiaroveggenza. Tra ritmi travolgenti, balli caricaturalmente sensuali, gag tirate per i capelli e strilla esasperate, gli spari al maschio di turno e la evirazione finale, nell’ eleggere l’ immortalità della donna, in tutte le sue modeste, quante naturali richieste, rende il pezzo un piccolo cammeo, come esempio di comicità tutta al femminile capace di far sorridere e riflettere, mettere alle spalle tanta attuale solitudine e far capire ancora quanto si debba crescere ancora per potersi veramente chiamare umani.

Maria Serritiello