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La conseguenza di un dilemma, 12 fotografie di Armando Cerzosimo in mostra

cerzosimo pensanteE’ stata aperta, dal 20 aprile fino al 20 maggio, l’esposizione di 12 fotografie dell’artista Armando Cerzosimo, un virtuoso della fotografia, che non ha bisogno di ulteriore presentazione, presso l’imponente spazio espositivo delle Fornaci Falcone, sito all’interno dell’Outlet Cilento Village.

12 foto colorate che vanno a rinforzare i tinteggi accesi della ceramica Falcone, titolate: La conseguenza di un dilemma, nome abbastanza criptato per chi non conosce Armando, per chi non entra in simbiosi con la sua continua ricerca, con il suo artistico tormento.

Egli stesso, ad inizio del catalogo ci dice:

Nessun progetto, nessuna ricerca in nessuna direzione, solo un angolare il mio vedere, fare fotografia, raccogliere, tenerle per poi mostrarle: semplicemente (sono) le mie fotografie. Non ho spiegazioni di queste mie incursioni visive…Queste fotografie le immagino viaggianti (oltre) me ed esposte nelle stanze di chi ama riflettere e trovare la chiave d’ingresso per entrare nel “mio essere fotografo”

Ecco, Armando Cerzosimo ha spiegato che, ad un certo punto, ha esposto le sue fotografie, senza una spiegazione, senza un voler preciso, ma solo perché Valerio Falcone, a sua insaputa, l’ha inserito nella locandina espositiva e ben ha fatto. Non ci resta, dunque, che comprendere il perché la conseguenza di un dilemma.

La conoscenza di Armando Cerzosimo che, ormai, risale a svariati anni, mi dà la possibilità di osare un’analisi introspettiva, una lettura delle sue opere ed affrontare il dilemma che è alla base. Essere artista e Cerzosimo lo è, comporta avere una particolare sensibilità, un sentire diverso, un mettersi di fronte alla realtà in un certo modo, che non è lo sguardo di tutti. La ricerca da fare, ogni volta, su se stessi e verso il mondo esterno non è facile e a volte può anche affaticare, può suscitare domande sul perché della sua condizione artistica, essere sempre sfalsato su due piani: la realtà ed il vagheggiare nella bellezza che gli si para dinanzi. Armando usa la macchina fotografica come il suo io interiore e ciò che estrapola dallo sguardo filtrato dall’obiettivo sono pezzi della sua anima, resa sempre più sensibile per l’attenzione che pone sul bello o selezionando ciò che è per lui affascinante. La sua ricerca è costante, le sue idee sobbollono e il dilemma gli viene incontro, cosicché da perfezionista cerca una sua connotazione, un suo stile, il modo tutto suo di far fotografia. E l’ultima mostra ne è la riprova, una sfida improvvisa, voluta dai suoi fantasmi interiori, entriamo nelle 12 fotografie e condividiamo con lui ma anche differenziandoci perché l’immagine di fronte sia crescita e accettazione dell’altro da sé. Tutte le foto hanno una costante che ci riportano alla solitudine, le persone ritratte sono sole. E’ solo l’operaio del parcheggio di Amalfi, con il grigiore che lo circonda, sola è pure la persona anziana alla guida che tenta di non perdere l’autonomia e l’uomo al bar, che fuma la cicca fino in fondo, con uno sguardo opaco, di chi non è atteso a casa e tutto il suo affetto e là vicino a lui, sulla sedia accanto, un cane carlino. Anche l’elegante vetrina di Louis Vuitton è vivacizzata da un cane non di razza che guarda la sua padrona, una signora comune che dignitosamente resta sulla soglia, con il suo cappellino rosso in testa, a darle sollievo. Alla reception del Savhotel, inquadrata di spalle, altra persona vagante chiede una camera, mentre un girotondo di abiti maschili circondano il solitario negoziante. Il gioco di Luca, arma in pugno, senza un nemico, l’omone dinanzi la porta d’albergo che, senza aprire, cerca di sentire se c’è vita all’interno, ecco sono tutte immagini di una esasperante solitudine che volente o nolente colpisce ognuno di noi. Mi piace concludere con altre due immagini quella di Marcello Napoli, accostato ad un cabina situata nel centro storico, una specie di garitta e lui a far da sentinella e la bellissima signora bionda, anche se di spalle, s’immaginano i tratti delicati e signorili, il rosso fuoco del vestito minimale accende il lindore della stanza di un locale a festa finita. Scatti senza fine, quelli di Armando Cerzosimo, che danno conoscenza, sapienza per andare oltre. Alla prossima Armando e grazie.

Maria Serritiello

La personale ha avuto il suo finissage il 22 maggio pressola Galleria Sala Posa-Camera Chiara, in via Giovanni da Procida,la Galleria Sala Posa-Camera Chiara, in via Giovanni da Procida, la galleria Sala posa-Camera Chiara in Via Giovanni Da Procida, 9 Salerno, in due momenti, alle ore 11 con un incontro sull’ estetica del linguaggio in fotografia, con la partecipazione di Maria Pia Corrado, Mauro Scarlato, Olga Chieffi, Marcello Napoli, Valerio Falcone, Franco Sortino, Francesco Truono, Enzo Todaro, Michele Pellegrino e Maria Serritiello ed alle 21 con un momento conviviale,ma prima di esso la notevole chiusura della Prof. ssa Cristina Tafuri