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Al finissage del 22 Maggio per la personale “La Conseguenza di un dilemma” di Armando Cerzosimo, la Prof.ssa Cristina Tafuri

armandoGrazie alla possibilità di porsi come strumento atto alla mediazione concettuale con il mondo, l'uso del mezzo fotografico permette ad Armando Cerzosimo la partecipazione in presa diretta alla rapida e costante evoluzione della realtà circostante. Cerzosimo si accosta all' obiettivo per elaborare una personale "strategia dello sguardo", necessaria per esprimere il proprio pensiero attraverso un codice interpretativo preciso, legato all'esigenza di stabilire un rapporto particolare con il mondo. La fotografia per lui assurge a territorio privilegiato dell'analisi del reale, secondo i suoi parametri che tendono a isolarne un singolo aspetto per ampliarne al massimo il potere evocativo. In un mondo sempre più complesso e contraddittorio, il Nostro si serve della fotografia per mettere a fuoco la sua capacità di elaborare il suo codice semantico mediante alcune tipologie espressive che determinano la scena artistica contemporanea. Una delle principali caratteristiche dell'evoluzione del linguaggio fotografico di Cerzosimo è la dimensione narrativa presente nelle sue immagini che tendono a mostrare situazioni tratte dalla vita quotidiana vissuta in un contesto prevalentemente urbano, offrendone però una interpretazione di tipo metaforico. Nel corso del decennio successivo l'avvento del postmoderno ha trasformato radicalmente il volto della città, non più intesa come territorio di conflitti politici e sociali, bensì come scenario ideale di una società capitalistica avanzata dominata dall'evoluzione della tecnologia e delle multinazionali. Negli ultimi tempi la fotografia è diventata una forma di divertimento diffusa, e come quasi tutte le forme di massa, non è esercitata dai più come arte; è soprattutto un rito sociale, una difesa dall'angoscia e uno strumento di potere. La fotografia ha l' abilità di isolare nel tempo i momenti singoli ed estende e moltiplica l'immagine umana alle proporzioni di una merce prodotta in serie. Rendono l'essere umano un sogno che col denaro si può comprare per questo Marshall Mc Luhan lo definisce "un bordello senza mura ". La società industriale trasforma i loro cittadini in drogati di immagini. Ma la fotografia insegnandoci un nuovo codice visivo, altera e amplia le nostre nozioni, come nel caso di Cerzosimo, di ciò che vale la pena di guardare e di ciò che abbiamo il diritto di osservare. Il rapporto tra luogo reale e la sua percezione è un tema sul quale da qualche tempo Cerzosimo ha fondato le sue ricerche: attenzione per lo spazio fisico inteso come topos di immagini simboliche situate sull'ambiguo crinale tra realtà e rappresentazione. Le foto di armando Cerzosimo vanno valutate nella loro possibilità di un racconto, ma osservate anche nella loro" temperatura interna", perché il suo modo di "parlare" è sempre più legato alla sua realtà intima ed affettiva, senza ipocrisie, senza paure, integralmente espresse. Nelle sue foto, cioè, non dobbiamo solo vedere la riproduzione del reale, ma riproduzione, come dice Elemire Zolla nell'”Eclissi dell'intellettuale", dell'atmosfera sociale in cui le persone sono immerse. Quindi non ha importanza la quantità di cose visibili quanto, invece, la sostanza e la qualità delle cose e dei sentimenti che abbiamo registrato.

Quello che affiora nelle sue foto è una ricerca di armonia, una commozione misteriosa e altro ancora. La sua volontà di scavare, inoltre, nel significato di un volto dandogli a volte una parvenza diversa da quelle che suggeriscono le apparenze, fa sì che i suoi ritratti divengono liberi ed anche portatori di altre immagini e di altri contenuti narrativi. La fotografia, dunque, come ci ricorda Susan Soontag, non può creare una posizione morale, ma può rafforzarla e anche contribuire a consolidarne una già in via di formazione, perché la fotografia può essere più facilmente ricordata delle immagini in movimento, perché è una precisa fetta di tempo anziché un flusso. Ogni fotografia è un momento privilegiato, trasformato in un piccolo oggetto che possiamo conservare e rivedere. E le fotografie di Cerzosimo  sono inviti inesauribili alla deduzione, alla fantasia, al ricordo ed il loro mutismo le rende affascinanti e stimolanti.

Cristina Tafuri