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ARMANDO CERZOSIMO “La Conseguenza di un dilemma”

studio cerzosimoComunicato stampa Redazione Cultura e Spettacoli

La Fornace Falcone

Presenta

ARMANDO CERZOSIMO

“La Conseguenza di un dilemma”

Salerno, mercoledì 22 maggio, ore 11, conversazione presso la Galleria Sala Posa-Camera Chiara, in via Giovanni da Procida, sulla estetica del linguaggio in fotografia.

Ore 21, finissage della mostra: “La conseguenza di un dilemma” tenuta dal 20 aprile al 20 maggio presso la Fornace Falcone Showroom al Cilento Outlet Village .

Galleria Sala Posa-Camera Chiara, in via Giovanni da Procida, 9 Salerno INGRESSO LIBERO INFO:www.cerzosimo.com 089/227796-339 130 8817

Finissage della mostra “La conseguenza di un dilemma”

Mercoledì 22 maggio, doppio appuntamento a Salerno presso la Galleria Camera Chiara di Armando Cerzosimo alle ore 11con un incontro sull’estetica del linguaggio fotografico e alle ore 21, un momento conviviale per la chiusura della mostra promossa dalla Fornace Falcone

Giornata dedicata alla fotografia quella di mercoledì 22 maggio, presso la Galleria Camera Chiara (Salerno via G.Da Procida, 9) che ospiterà il finissage della mostra di Armando Cerzosimo “La conseguenza di un dilemma”, dodici immagini che sono state esposte dal 20 aprile al 20 maggio, della Fornace Falcone Showroom al Cilento Outlet Village, un titolo che rivela per intero l’essenza ironica, dolce e amara dell’autore. Un finissage che avrà un doppio appuntamento: alle ore 11, si svolgerà una conversazione sulla estetica nel linguaggio in fotografia, alla quale parteciperanno Maria Pia Corrado, Mauro Scarlato, Gabriella Taddeo, Marcello Napoli, Valerio Falcone, Franco Sortini, Francesco Truono, Enzo Todaro, Michele Pellegrino, Maria Serretiello. Tema amplissimo che può toccare infiniti settori dimostrando come la fotografia diventa un mezzo per discutere sul senso conoscitivo dell’immagine o quanto possa definirsi forma della modernità e dei suoi meccanismi di visione, o come essa abbia una doppia indicità, cioè la peculiarità che essa punta sia verso il mondo sia verso l’interno, cioè verso il fotografo. Si può dunque dire, ripercorrendo questo percorso di senso e di conoscenza, che la fotografia ha davvero un carattere “perturbante”: spiazza le nostre certezze e apre la possibilità di mettere in modo credo di fronte alla realtà, senza maschere. Come ha scritto la Sontag, ogni fotografia è un memento mori. Fare una fotografia, aggiunge, “significa partecipare della mortalità, della vulnerabilità e della mutabilità dell’altra persona”. Le fotografie attestano “l’inesorabile azione dissolvente del tempo”. La fotografia ci ricorda come è nata l’immagine, cioè come “imago”, maschera funebre, certo, ma anche luogo originario su cui si fonda la nostra storia. Alle ore 21 verrà vissuto il finissage della mostra, con un momento conviviale.

L’ufficio stampa

Olga Chieffi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

la Redazione