Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

Salerno

  • Scritto da Francesco Manca
  • Categoria: Lapilli Salerno
  • Visite: 2408

PREMIO POPPEA SABINA 2025: ECCO LA GIURIA TORRE ANNUNZIATA SI PREPARA A CELEBRARE NUOVA LINFA CREATIVA. CHIUSURA ISCRIZIONI IL 31 MARZO

PREMIO POPPEA SABINA 2025: ECCO LA GIURIA

TORRE ANNUNZIATA SI PREPARA

A CELEBRARE NUOVA LINFA CREATIVA.

CHIUSURA ISCRIZIONI IL 31 MARZO

 

Locandina Pro Loco Oplonti 250Torre Annunziata è in fermento culturale in vista dell'atteso "Premio Letterario Poppea Sabina 2025", evento promosso dalla Pro Loco Oplonti Marina del Sole APS.

L'obiettivo primario di questa iniziativa è ambizioso: accendere i riflettori e dare voce alla creatività che anima il panorama letterario contemporaneo, con un focus particolare sulle categorie della poesia inedita e del monologo teatrale inedito.

Dead-line per le iscrizioni: 31 marzo 2025.

Il regolamento del premio, depositato lo scorso 6 marzo, ha ufficialmente aperto le danze per autori di ogni provenienza ed età. Un aspetto cruciale da sottolineare è la libertà tematica concessa ai partecipanti per entrambe le sezioni.

Che la musa ispiratrice guidi i partecipanti tra le intricate pieghe dell'amore, le asprezze della realtà sociale, le fughe oniriche della fantasia o le vibranti corde dell'esistenza umana, il Premio Poppea Sabina 2025 è pronto ad accoglierne la voce autentica e originale.

La formula del concorso è pensata per garantire un processo di selezione equo e scrupoloso.

Ogni partecipante avrà la possibilità di concorrere con un solo elaborato per ciascuna sezione.

Il carattere inedito e l'originalità dei testi saranno pilastri fondamentali, sanciti da

un'autocertificazione che gli autori dovranno sottoscrivere, pena l'esclusione e il ritiro di eventuali premi.

L'invio degli elaborati avverrà tramite modalità digitale, un approccio moderno e pratico che faciliterà la partecipazione anche di autori non residenti in zona. Basterà seguire attentamente le indicazioni del bando ufficiale (scaricabile qui: https://prolocoplonti.it/premio-poppea-sabina-ed-2025/ ) e trasmettere i propri lavori in formato PDF o Word all'indirizzo e-mail designato: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Ma il cuore pulsante di ogni premio letterario risiede nella sua giuria, chiamata al delicato compito di discernere i talenti più brillanti. Ed è con entusiasmo che il presidente della Pro Loco, Luigi Scognamiglio ha annunciato la composizione della commissione giudicatrice, ufficializzata con decreto presidenziale in data 14 marzo 2025.

A guidare questa squadra di esperti, in veste di Presidente di Giuria troviamo il noto scrittore e giornalista Giovanni Taranto, figura di spicco nel panorama culturale italiano, e autore, tra l’altro, della fortunata serie di romanzi gialli dedicata alle indagini del Capitano Mariani e pubblicata da Avagliano Editore, arrivata al termine della prima trilogia con il pluripremiato “Mala fede”. Le sue opere sono state acquisite perfino nelle biblioteche universitarie di Harvard e Princeton, e hanno ricevuto lodi appassionate anche dalla sede dell’Onu a New York. Di recente, inoltre, Taranto è entrato a far parte della squadra della Vulcano Film che realizzerà la seconda stagione della fiction “Pompei” – la prima, distribuita da Cecchi Gori, è su “prime video”.

Al suo fianco, apporteranno la loro acuta sensibilità critica e la profonda conoscenza del mondo letterario Felicio Izzo (docente, già dirigente scolastico di altissimo livello, raffinatissimo pensatore, uomo di sconfinata cultura e critico letterario) e Carla Fiorentino (agente letterario e editor, un’esperta nell’analisi di ogni tipo di produzione letteraria, dal romanzo alla poesia, dal trattato al saggio).

A completare questo panel di eccellenza, troviamo la penna creativa dello scrittore Nino Vicidomini (autore di prosa e poesia, con all’attivo diverse pubblicazioni, anche legate alla cultura e alla storia del territorio) e l'impegno sempre attento alla promozione culturale dell'assessore del comune di Torre Annunziata, Lina Nappo. La sua presenza in giuria testimonia la vicinanza e la profonda partecipazione alla vita culturale reale che l’amministrazione sta mettendo in campo.

Il compito di questa giuria qualificata sarà cruciale: valutare con attenzione ogni singolo elaborato pervenuto, assegnando un punteggio da 1 a 7 sulla base dei criteri stabiliti dal regolamento.

La prima fase di selezione vedrà la segreteria del concorso inoltrare tutti i testi ai giurati, che esprimeranno il loro giudizio individuale. La successiva somma dei punteggi decreterà i primi 5 testi per ciascuna categoria, che avranno l'onore di accedere all'emozionante serata finale.

Il culmine del "Premio Letterario Poppea Sabina 2025" si preannuncia come un vero e proprio evento culturale, una serata di gala che si terrà in un suggestivo teatro (la location precisa sarà comunicata prossimamente).

Qui, i dieci finalisti (cinque per la poesia e cinque per il monologo) avranno l'opportunità unica di dare voce alle proprie creazioni, attraverso la lettura interpretativa dei loro lavori. La giuria, presente in sala, esprimerà un ulteriore giudizio, assegnando un nuovo punteggio che, sommato a quello della fase preliminare, determinerà i vincitori assoluti di ogni sezione.

Ma il "Premio Letterario Poppea Sabina 2025" vuole essere soprattutto celebrazione dell'arte e della creatività. La serata finale sarà concepita come un vero e proprio spettacolo, arricchito dalla partecipazione di ospiti d'eccezione, intermezzi musicali e momenti di leggerezza.

I vincitori di ogni categoria saranno insigniti di un premio di sicuro prestigio: un E-READER KINDLE per continuare a coltivare la passione per la lettura e la scrittura, e una STATUETTA STILIZZATA DI POPPEA SABINA, opera esclusiva realizzata dal professor Filippo Telese. Tutti i finalisti, inoltre, riceveranno un attestato di partecipazione, a testimonianza del loro talento e del loro impegno.

Un aspetto fondamentale da sottolineare è il rispetto per i diritti d'autore: gli autori manterranno la piena titolarità delle loro opere. Tuttavia, con la partecipazione al concorso, concederanno alla Pro Loco Oplonti l'autorizzazione a pubblicare e diffondere i testi finalisti e vincitori attraverso i propri canali, naturalmente senza scopo di lucro e con la dovuta citazione dell'autore. Un'opportunità preziosa per dare maggiore visibilità al proprio talento.

 

“Il Premio Letterario Poppea Sabina 2025 – commenta il presidente della Pro Loco, Luigi Scognamiglio - si configura come un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano la scrittura in ogni sua forma. Un'occasione per mettersi alla prova, per condividere la propria voce, per entrare in contatto con una vivace comunità di appassionati e per celebrare insieme la bellezza e la potenza della parola. Non perdete questa straordinaria opportunità. – conclude Scognamiglio - Consultate attentamente il bando ufficiale per conoscere tutti i dettagli sulle modalità di partecipazione e le scadenze. Torre Annunziata vi aspetta a braccia aperte per celebrare insieme la nuova stagione della creatività letteraria. Siate protagonisti del Premio Letterario Poppea Sabina 2025: la vostra storia merita di essere ascoltata!”

  • Scritto da Maria Serritiello
  • Categoria: Lapilli Salerno
  • Visite: 2080

“Novecento” di Alessandro Baricco è il quinto spettacolo in concorso al XVI esimo Festival Teatro XS Città di Salerno con la Filodrammatica Orenese di Vimercate (MB)

novecentoIl mare sciaborda e salsedine e freschezza si attaccano al corpo, il garrito rauco del gabbiano volteggia e sfiora la testa, in lontananza una sirena lancia richiami e la nave Virginian s’avvicina al porto, Questo l’inizio, attraverso i sensi, di Novecento, il monologo teatrale scritto da Alessandro Baricco, nel 1994 per Eugenio Allegri. D’allora in poi il racconto è uno dei pezzi teatrali, il più sublime, un tempo narrativo veloce, comprensibile e particolare

La scena è scarna, solida, di legno al naturale, con una serie di piccoli scanni sparsi, che di volta in volta rappresentano sagome di personaggi raccontati, due sacchi di iuta ed una lanterna completano l’immagine fissa.

“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire... Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, emigranti, e gente strana, e noi... Eppure c'era sempre uno, uno solo, uno che per primo... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni... alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l'America”.

L’incipit preciso e tutta la trama del racconto sono affidati, a colpi di ricordi, ad un trombettista, tale Tim Tooney, che, per sfuggire alla miseria e ad una vita grama, accetta l’ingaggio sul transatlantico Virginian, per rallegrare le serate dei passeggeri. Su quella nave oltre a sbarcare il lunario conosce Novecento, la leggenda della musica e gli resta affezionato. Il nome per intero di questo fuoriclasse, però, è: Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, nel quale si abbina il nome del fochista nero che lo adotta, più l’anno nel quale è stato trovato, Novecento, per l’appunto. Danny Boodman, senza pensarci su, lo crescerà come padre amorevole, il suo vecchio cuore si scoglie quando lo trova abbandonato, scesi tutti i passeggeri, sul pianoforte nero e lucido della prima classe, sistemato in una misera scatola di limoni e avvolto in una copertina, senza uno scritto di accompagnamento. Tutto l’equipaggio lo accoglie con calore, pur temendo che quell’adozione non sia regolare, ma l’uomo, a chi glielo ricorda, risponde, con un’alzata di spalle “In culo alle regole”. Per 8 anni gli insegna tutto quello che può della vita, circoscritta al transatlantico e non lasciandolo mai scendere a terra, nel timore di perderlo. Poi un triste giorno la morte pone il dilemma di che farne del piccolo Novecento, sicuramente sbarcarlo e affidarlo a mani competenti, ma il piccolo, avvertito il pericolo, si nasconde senza farsi trovare se non dopo che lil transatlantico ha preso il largo. Gli anni passano e la nave diviene la sua casa e la sua esistenza ed è lì che lo trova Tim Tooney nel 1927 restandogli amico per tutta la vita. Tutto quello che sappiamo di Novecento, infatti, lo dobbiamo a lui, per esempio della sua bravura al pianoforte senza che nessuno gliel’abbia mai insegnato, della sua mitezza di carattere, del suo credere nella bontà altrui e del suo realizzarsi in maniera totale con la musica. Pensieri e desideri semplici, di un uomo vissuto a stretto contatto con il proprio io e con temi musicali scelti, colonna sonora della propria vita.

Quando Novecento sfiora i tasti, senza mai spostarsi dal Virginian, conosce luoghi e vive esperienze appaganti, riuscendo incredibilmente a vivere ogni viaggio, ogni luogo ed ogni sensazione, le stesse che sente raccontare dai passeggeri del piroscafo, testimoniando, poi, di conoscere luoghi senza averli mai visitati. Vive momenti esaltanti ed accetta e vince un duello musicale con il famoso pianista Jelly Roll Morton, presunto "inventore del jazz", conosciuto per i suoi modi poco rispettosi, nessuno crede, possa saper suonare meglio di lui. Novecento senza sforzo alcuno, riesce a battere Morton, eseguendo un'energica ma delicata sinfonia.

Tim Tooney si esalta nel ripensare alle prodezze del suo amico e raddoppia i ricordi, ad esempio l’episodio “della caduta dei quadri” che precede, poi, la volontà di scendere a terra. Solo un caso?

“A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per

anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono.

Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un

certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto,

con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran.

Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante?

Non si sa. Fran. Cos’è che succede a un chiodo per

farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto?

Prende delle decisioni?...

Un passaggio stupendo lo spunto dei quadri, che indica come nella vita attimi insignificanti creano, invece, un’opera complessa e affascinante, momenti congelati nel tempo, ognuno con una storia e un'emozione unica.

Ed eccolo, Novecento con il suo cappottino di cammello, rimesso a nuovo proprio per fare la sua bella figura, appena messo il piede a terra. Sì, ha deciso di scendere dal Virginian per guardare il mare di faccia e la nave alle spalle. Vuole riprendersi la vita al di fuori della polla in cui è stato chiuso

Tutta quella città… non se ne vedeva la fine. La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine? E il rumore. Su quella maledettissima scaletta… era molto bello, tutto. E io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c’era problemaprimo gradino, secondo gradino, terzo gradino. Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino. Primo gradino, secondo… Non è quel che vidi che mi fermò. E’ Quel che non vidi…”

Novecento non mette piede a terra e mai più lo farà, figlio di quella nave è là la sua grandezza e il suo limite. Nella città è uno sconosciuto, sul Virginian, una leggenda. La conoscenza delle cose gli è stata data dalla sicura tastiera del pianoforte, con i suoi 87 tasti finiti. Stranamente la nave, metafora della sua vita, racchiusa e galleggiante, dovrà essere trasferita sulla terra ferma per essere conosciuta, raccontata e non da lui. Il desiderio di realizzare i suoi sogni mal si concilia con la paura del mondo, per cui l’uomo insicuro e timoroso si consegna, senza rimpianto all’unica cosa certa della sua vita, a quel grembo materno di nome Virginian, che l’ha accolto in semplicità e protetto teneramente, consegnandogli pianoforte e musica. E quando la nave dovrà essere distrutta per raggiunti limiti di percorrenza, Novecento, per l’estremo legame con essa, sparirà nel liquido amniotico del mare per un’ultima carezza materna

Lo stile colloquiale e la narrazione sotto forma di ricordi fanno di Novecento un monologo di pregio unico, che l’attore Fabrizio Perrone, della Filodrammatica Orenese, per la prima volta partecipante all’XS, ha interpretato in maniera egregia, oserei dire da innamorato pazzo. Non si è risparmiato, Fabrizio, sicché ha volteggiato su di un enorme rocchetto, utile per corde e cavi, ha caratterizzato personaggi del racconto, affollando la scena, ha smosso scanni, ha montato scale, ponti, passerella, ha indossato vestiti, cappotto, cappello e quel che più conta, per 75 minuti, ha raccontato senza dimenticare nulla, un monologo che di semplice ha solo l’apparenza.

La storia è singolare, vuoi perché si occupa della vita di un solo uomo, che può essere quella di tutti e vuoi perché le sue paure ci toccano profondamente ed ognuno si sente incluso. L'identità, la libertà e il senso di appartenenza, volteggiano, come voli larghi di gabbiano nel racconto e si confrontano con il mondo esterno del protagonista, che rimane legato, però, al suo unico ambiente.

Questo suo modo di comportarsi, per paura di non essere in grado di gestire la vita al di fuori di un luogo protetto, mi fa pensare (N.D.R.) ai tanti ragazzi Hikikomori, che si moltiplicano sempre più nell’attuale società.

Infine “Novecento” di Alessandro Baricco, in assoluto il capolavoro italiano, sviluppa tematiche che toccano tutti, come il legame per la propria origine, vuoi che sia famiglia o luogo in cui cresci e ti realizzi, vuoi che sia il sogno di vivere una vita autonoma senza lasciare il porto sicuro della tua esistenza. Un binomio che se raggiunto è la felicità!

Maria Serritiello

*La leggenda del pianista sull'oceano” il film di Giuseppe Tornatore del 1998, 5 nastri d’argento, è tratto da Novecento di Alessandro Baricco

Compagnia Filodrammatica Orenese

Interprete: Fabrizio Perrone

Luci ed audio: Mattia Nodari, Sara Biollo

Grafiche: Alessio Bonizzoni

Regia: Fabrizio Perrone e Mattia Nodari

 

Altri articoli...

  1. 2.24 di Pascual Carbonell e Jeronimo Cornelles è il quarto spettacolo in concorso, presentato dalla Corte dei Folli, regia Pinuccio Bellone, al Teatro Festival XS, Città di Salerno
  2. “Che pasticcio Mrs Peach” Terzo spettacolo in concorso al XVI Festival Teatro XS città di Salerno
  3. “Inviolata” Compagnia Senza Confine Fasano Brindisi terzo appuntamento al festival Teatro XS città di Salerno
  4. Card Battaglia: Napoli prega per Papa Francesco
  5. Al Ridotto di Salerno, “L’Amico dei sogni” con Salvatore Gisonna e Peppe Laurato, per Che Comico 2024/2025
  6. Cava de' Tirreni. LA VITA SI IMPARA - Sfide Educative del terzo Millennio
  7. Gli Artisti Scalzi al Teatro San Francesco di Scafati presentano "La Lupa"
  8. Con “Una pura formalità” di Pascal Quignard (dall’omonimo film di Giuseppe Tornatore) ha avuto inizio il sedicesimo Teatro Festival XS Città di Salerno
  9. Quando è la musica al Teatro Genovesi a farti ricordare…ha inizio il 16 ° Festival XS 2025
  10. Al Moro venerdì 24 gennaio la prima assoluta del concerto di Marco Zurzolo e Pietra Montecorvino
  11. Salerno. Rivista in scatola Civico 23 n.7 AA.VV. Presentazione: sabato 11 gennaio ore 18,30
  12. Salerno. Presentazione della monografia di Claudio Caserta REIMAGINARIUM Antologica per Fausto Lubelli
  13. Ultimo appuntamento d’arte del 2024 alla Galleria espositiva “Civico 23” di Salerno con Justyna Ralicka
  14. Una insolita cena all’Hotel Club Due Torri di Maiori
  15. Al Teatro Genovesi di Salerno “Vita da Anziani” di e con Angela Guerra e Vincenzo Tota, le stripes nate sui social
  16. Il jazz di Fabrizio Bosso protagonista venerdì 6 dicembre al Moro di Cava dei Tirreni
  17. Peppe Laurato e Salvatore Turco in Remeber Show al Teatro Ridotto di Salerno
  18. Pitture di luce di Enrico Salzano alla Galleria d’Arte “Civico 23” di Salerno
  19. Napoli. Fondazione Valenzi, vernissage della mostra fotografica "Ultras Youth. Our body is ours"
  20. Banksy, Warhol, etc.. e la contraffazione: il successo dell’Operazione Cariatide Se ne parla domani in Archivio di Stato a Pisa
  21. Caserta, cappella palatina della Reggia messa / concerto Capolavori sacri dell’Europa medievale
  22. Convegno Le Connessioni Inattese 2024 LO SPAZIO, IL TEMPO, L’INCOGNITO
  23. Il pianoforte di Enrico Pieranunzi protagonista venerdì 15 novembre al Moro di Cava dei Tirreni.
  24. L’ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO LA VIOLENZA NEGLI STADI NOMINA IL NUOVO AMBASCIATORE PER IL 2024-2025: È IL GIORNALISTA E SCRITTORE GIOVANNI TARANTO L’ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO LA VIOLENZA NEGLI STADI NOMINA IL NUOVO AMBASCIATORE
  25. Sabato 19 ottobre i Normanni sono tornati a Salerno, per conto dell’opera lirica rappresentata al Teatro Augusteo di Salerno