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A Napoli "La Notte del Contemporaneo"

LAPILLI Ing. Francesca Maciocia direttore generale di ScabecUna serata per chi ama l'arte contemporanea con visite guidate, performance e incontri. Si è svolta ieri (venerdì 11 novembre)​ presso la stazione di Toledo Montecalvario “La Notte del Contemporaneo”, un happening voluto da Scabec e ANM per celebrare la loro collaborazione e promuovere Artecard>contemporaneo la nuova card della Regione Campania che mette in rete il Museo MADRE , la Reggia di Caserta con "Terrae Motus", la sezione contemporanea del Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Novecento a Napoli di Castel Sant’Elmo,  e le Stazioni dell’Arte della Metropolitana di Napoli, con visite guidate ogni sabato su prenotazione a partire da oggi (12 novembre). L’evento riservato a 150 persone ha avuto come protagonisti i vincitori del #QUIZARTCONTEST un contest online dedicato all’arte contemporanea che dal 24 ottobre al 7 novembre ha attirato tantissimi appassionati sulla pagina FB di Campania Artecard. Tra i vantaggi riservati ai vincitori oltre l’ingresso alla serata, in regalo i cataloghi delle più importanti mostre napoletane, t-shirts, gadget museali e la visita guidata con esperti e critici d'arte a cura di ANM della stazione dell’arte di Toledo - Montecalvario, progettata dall’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca e nota come la stazione più bella d'Europa. Hanno preso parte all’evento il direttore generale di Scabec ing. Francesca Maciocia e​ l’amministratore unico di ANM ing. Alberto Ramaglia. Tra i tanti ospiti della serata il regista del nuovo spot del Museo MADRE Nicolangelo Gelormini.

 La CARD del Contemporaneo:

Artecard>contemporaneo è disponibile in due versioni. Al costo di 16 euro: 3 giorni con un ingresso per ciascun sito e una visita guidata alle stazioni dell’arte in programma ogni sabato con prenotazione obbligatoria e senza trasporti inclusi; al costo di 29 euro con gli stessi servizi per tre giorni con trasporto regionale incluso. La card è acquistabile online e presso tutti i punti vendita Campania>artecard. Al circuito si sono convenzionati anche la Fondazione Plart, il Museo ARCA – Arte Religiosa Contemporanea di Santa Maria La Nova, il Museo Hermann Nitsch e il CAM_Casoria Contemporary Art Museum.

Per info www.campaniartecard.it, numero verde 800 600 601, cellulari ed estero +39 06 39967650

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CRYPTICA Scenari sotterranei del senso

CRYPTICA last copia“Cryptica, scenari sotterranei del senso” è la mostra con la quale, il 27 ottobre dalle ore 18.30, negli spazi del Museo del Sottosuolo inizia la stagione espositiva del ciclo Underground Space Action. L’evento è a cura di “Artlante, studi e iniziative per l’arte contemporanea”, per il progetto di “arte in azione nel sottosuolo” – ideato da Franco Cipriano, realizzato con la collaborazione di Raffaella Barbato, Ciro Ciliberti e Mario Paolucci e con il coordinamento di Domenico Corrado. In ambienti densi di memoria della terra e delle opere dell’uomo, e di imprevedibile spazialità, i linguaggi eterocliti dell’arte ‘si espongono’ nell’interazione con i camminamenti, le cavità, gli anfratti, le materie che disegnano e stratificano l’area sotterranea di Napoli.
Cryptica presenta aspetti del multiforme scenario dell’arte contemporanea in Campania, con opere di artisti delle diverse aree del territorio regionale i quali si distinguono per singolarità di ricerca sui linguaggi spazio-visivi, nelle articolate espressioni delle loro forme e tecniche. Gli spazi della memoria del sottosuolo divengono percorsi del presente, luoghi di incontri, dialoghi e nuovi accadimenti dei linguaggi dell’arte, con istallazioni, sculture, video di Giovanni Alfano, Luigi Auriemma, Michele Auletta, Vincenzo Aulitto, Domenico Carella, Ciro Ciliberti, Ugo Cordasco, Diana d’Ambrosio, Sergio Gioielli, Laloba (A. Crescenzi-R.Petti), Livio Marino Atellano, Maya Pacifico Felix Policastro, Anna Pozzuoli, Rinedda, Mena Rusciano, Antonio Serrapica, Salvatore Vita.
Nei percorsi di Cryptica, le opere degli artisti saranno segni immersi nel sottosuolo del tempo e della storia, espressioni di altri riflessi nel senso delle cose, in realizzazioni espositive che sono itinerari di visioni, materie, segni, nelle forme molteplici dell’immaginario dell’arte contemporanea.
Scrive Franco Cipriano: “nell’itinerario che si snoda nel tufo di una labirintica topologia, le opere dialogano con la particolare morfologia ambientale e con l’ibridata memoria che attraversa, scava e ‘disegna’ gli spazi. Con contaminazioni istallative gli artisti ‘tessono’ gli enigmi e misteri dell’immaginario dell’arte negli enigmi e i misteri della ‘città sotterranea’. Le pluralità materiche e formali dei linguaggi generano una rete di spostamenti percettivi dello spazio nei quali si rivela l’esperienza della memoria ibrida che, nelle “superfici della profondità”, frammenta e rifrange il senso in una tensione mutevole tra il mondo, i linguaggi e i “sottosuoli dell’anima”. (...) Nelle interazioni delle opere con spazi imprevisti e densi di memoria, il senso oscilla tra rivelazione e nascondimento e si rivela in echi sotterranei. Quando l’opera si espone manifesta anche la propria aleatorietà, l’indefinibilità delle sue condizioni percettive e fruitive nella contaminazione e nell’interattività con la densità simbolica, spaziale e culturale¬¬ del contesto ambientale. Il senso è un’onda che nella “luce oscura” dei sottosuoli si trasforma e trasfigura attraverso il suo movimento spazio-temporale. Nelle tensioni de-formanti di una ‘impermanenza’ che attraversa insieme l’opera e il suo contesto, sprofondando nelle ombre e nelle fratture del senso, emergono labirintici sotterranei del linguaggio. Là dove il linguaggio è sospeso sul suo abisso”.

 

Museo del Sottosuolo Napoli                    

Piazza Cavour 140 Napoli

Giovedi 27 ottobre 2016

Ore 18.30

CRYPTICA

Scenari sotterranei del senso

Giovanni Alfano   Luigi Auriemma    Michele Auletta   Vincenzo Aulitto 

Domenico Carella   Ciro Ciliberti   Ugo Cordasco   Diana d’Ambrosio   Sergio Gioielli

Laloba (A. Crescenzi-R.Petti)   Livio Marino Atellano   Maya Pacifico   Felix Policastro

Anna Pozzuoli   Rinedda   Mena Rusciano   Antonio Serrapica   Salvatore Vita

CRIPTYCA /1 - scenari sotterranei del senso – materie, visioni, segni, corpi
Opening giovedi 27 ottobre 2016 ore 18.30
Open 28 ottobre – 30 novembre 2016
Info 081 451085 (Museo del sottosuolo)
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https://www.facebook.com/artlantearte/
https://www.facebook.com/www.ilmuseodelsottosuolo.it/?fref=ts

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Firenze. Mostra dedicata al lavoro dell’artista Franco Ionda

Tornabuoni Arte Contemporary Art (Firenze, via Maggio, 58 r) inaugura, il prossimo 22 settembre 2016, una mostra dedicata al lavoro dell’artista Franco Ionda.

LAPILLI Franco Ionda ³Bianco Italia²Caratterizzato da una militanza politica legata a una sfera teorica-rivoluzionaria, il percorso artistico di Ionda è rimasto coerente fin dall’inizio, arricchendosi nel tempo di storie e contenuti. La letteratura dell’Est Europa, le avanguardie russe e il Futurismo sono i suoi terreni di riferimento. L’artista cita spesso una frase di Vladimir Majakovskij“Guardate: hanno di nuovo decapitato le stelle e insanguinato il cielo come un mattatoio” che è diventata una sorta di mantra. Le stelle decapitate sono testimonianze presenti delle ingiustizie terrene, delle guerre che ci sono sempre state e sempre ci saranno. Un messaggio che Ionda trasforma in disegni elementari, pittura, scultura, collage e video. Racconta storie di guerre e sofferenze, di popoli vicini e lontani costretti a migrare, storie che si ripetono con ciclicità e ancora drammaticamente attuali. Nelle sue opere c’è una ricerca dell’essenza delle cose e un’ossessione nell’indagare la luce che gli dà la forma, le rende reali, esistenti, leggere. Per i suoi dipinti usa una tavolozza cromatica ridotta ai tre colori primari, il rosso, il blu e il giallo, a cui si aggiungono il nero e il bianco, mentre per le sue sculture usa materiali come il legno, l’alluminio e il marmo. Costruzioni che si reggono su un equilibrio compositivo bilanciato dalla materia che reca in se’ forma e colore.

In mostra saranno esposti trenta lavori circa, diversi sia come tecnica che come periodo, si va dalla fine degli anni Novanta per arrivare ad oggi. Troveremo quei “cicli tematici” che contraddistinguono il suo percorso artistico e procedono simultaneamente nel tempo: quello dedicato alle “stelle decapitate” come Sempre più nero, del 1994, Stelle migratorie, del 2000, e la più recente Democrazia, una scultura in marmo del 2012; la serie dei “chiodi” ma anche opere come Il Liquido dei nostri occhi, del 1995, e Maternità, del 1999, moderni reliquari, teche che contengono elaborazioni fotomeccaniche adattate su legno e immerse in olio di lino cotto. E ancora, tra gli altri, Cacciata dal Paradiso, Promenade 3-4 o Alone 3, dove sagome di persone vagano raminghe alla ricerca di un’identità perduta.

Chiude questa esposizione Smarriti nello spazio, un video del 2003, nel quale confluiscono tutti gli elementi che caratterizzano il suo lavoro.

Aperta fino al 30 ottobre, la mostra è accompagnata da un catalogo, pubblicato per l’occasione, con un testo di Gino Pisapia.

Franco Ionda è nato a Firenze nel 1946. Dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, vince delle borse di studio che gli permettono proseguire i suoi studi all’estero, a Salisburgo e in Finlandia. Si cimenta fin da subito con la pittura astratta che, dalla fine degli anni 80, ispirandosi ad un poema di Majakovskij “La nuvola in pantaloni“, si sviluppa in un linguaggio personale caratterizzato da stelle e grandi chiodi in alluminio che fanno riferimento a profonde considerazioni sulla condizione umana e sulla relazione fra individuo e società.

Le sue opere sono prive di qualsiasi intento decorativo, usa il metallo, i pigmenti di alluminio al fine di creare vibrazioni poetiche fra fervore modernista e malinconia poetica.

“Queste stelle decapitate potrebbero essere angeli o diversamente niente di tutto questo, ...allora la poesia ha utilizzato le stelle come una visione, un segno universale, collegando sentimenti di delusione poiché le stelle sono cadute” osserva Amnon Barzel  in un incontro nel deserto nel settembre del 1993.

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Napoli. La Ceramica Bauhaus, una finestra sul modernismo. Alla Galleria Arti Decorative dal 13 ottobre

unafinestrasulmoidernismoLa Ceramica Bauhaus, una finestra sul modernismo, è il nuovo appuntamento nell’ambito delle mostre autunnali, organizzate dalla Galleria Arti Decorative di Napoli; dal 13 ottobre, sono riunite per la prima volta a Napoli, 23 pezzi di ceramica, provenienti da collezioni private, esposti per riflettere sulla storia della ceramica moderna, e sulle avanguardie storiche; con foto e materiale cartaceo.
La mostra, a cura di Giorgio Napolitano, Stefano Causa e Maria Grazia Gargiulo, accompagnata dalla realizzazione di un piccolo catalogo, suggerisce e invita a riflettere su una realtà artistica, studiata ma poco visibile. Essa introduce per la prima volta a Napoli, e probabilmente in Italia, il capitolo ceramico dalla scuola del Bauhaus. È importante sottolineare che la relazione tra arte, artigianato ed industria è il punto cruciale dei principi produttivi del direttore della scuola Walter Gropius e caratterizzante già la prima fase dell’attività del Bauhaus. L’artigiano avrà un nuovo ruolo più aderente alle necessità del mercato; egli farà lavoro di ricerca, di progettazione, mantenendo vivo il rapporto tra oggetti e tradizione; nelle officine laboratorio produrrà modelli standard e prototipi che saranno successivamente realizzati nelle fabbriche industriali. Come non vedere in questa prospettiva l’evoluzione del moderno design

In occasione della mostra saranno distribuiti dei manifesti, dedicati al Bauhaus, ideati per l'occasione.

La ceramica Bauhaus. Una finestra sul modernismo.

Presso: Galleria Arti Decorative, Napoli
Mostra a cura di Giorgio Napolitano, Stefano Causa e Maria Grazia Gargiulo.

In collaborazione con Carmasciando.
Opening 13 ottobre ore 18.

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NOSTRA MADRE TERRA: "NATURE DAL MONDO" AL BOSCO DI SAN FRANCESCO

Dal 13 settembre mostra fotografica di Alessio Bariviera organizzata dal Sacro convento in collaborazione con il FAI

LAPILLI STEMMA Basilica Assisi 250ASSISI (PG), 9 SET 2016 - "Nature dal mondo" è la mostra personale del fotografo naturalista Alessio Bariviera che sarà ospitata al bosco di san Francesco ad Assisi a partire dal 13 settembre fino al 13 ottobre a ingresso gratuito. L'esposizione, promossa dal Sacro convento in collaborazione con il FAI (Fondo ambiente italiano) è inserita all'interno della manifestazione dedicata alla natura "Nostra madre terra" e si svolgerà in concomitanza dell'incontro interreligioso "Sete di Pace. Religioni e Culture in dialogo" a cui martedì 20 settembre, prenderà parte anche papa Francesco.   

La mostra di Bariviera è un viaggio per immagini dedicato al rapporto tra uomo e ambiente, un legame che richiama i sentimenti che stringevano lo stesso san Francesco alla natura. Come ricordato dal Pontefice nella sua enciclica "Laudato si'" san Francesco d’Assisi "In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: "Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba".   

Il visitatore potrà osservare le immagini passeggiando lungo il bosco: queste saranno infatti esposte all'aperto. A sostenerle non ci saranno mura, ma solo i grandi alberi che caratterizzano l'ambiente circostante. Sarà un cammino attraverso il quale percepire nuovi scenari e il legame tra la natura umbra e quella mondiale.

Le fotografie fanno parte di un progetto che Alessio Bariviera ha condotto in due anni visitando oltre venti paesi in tutti il mondo: dalla Nuova Guinea al Madagascar, dal Perù all'Indonesia per oltre 100mila chilometri percorsi.

E' possibile seguire Alessio nei suoi viaggi attraverso i social network (www.instagram.com/alessio_bariviera) o il sito internet www.alessiobariviera.com