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Scultori & Incisione 1900 -1940

LAPILLI Adolfo De Carolis 3Allo Spazio Espositivo Ernesto Galeffi di Montevarchi, in provincia di Arezzo, ancora sino al 27 settembre 2015 è visitabile la mostra Scultori & Incisione 1900-1940, organizzata dal museo civico Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento, l’unico spazio museale in Italia dedicato interamente alla scultura.

Domani sabato 12 settembre alle ore 16.30, Francesco Parisi, curatore dell’esposizione insieme ad Alfonso Panzetta, terrà la conferenza “L’incisione italiana 1900-1950: tecniche e artisti”. L’ingresso è libero.

Sempre domani, dalle 16 alle 17.30, si terrà il laboratorio “AAA Incisori cercasi”, dedicato ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. Il costo è di 6 euro e la prenotazione è obbligatoria allo 055 9108274 o all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Una nuova occasione, dunque, per visitare la mostra: un approfondimento storico-tecnico sulla creatività parallela degli scultori italiani tra Otto e Novecento con oltre ottanta opere risalenti al periodo che va dalla fine del 1800 al 1940. Un viaggio alla scoperta delle incisioni più significative e più rare, realizzate da scultori, con l’intento di sondare e documentare nelle diverse tecniche un’attività che riflette totalmente le singolarità creative di ciascun artista talvolta più noto per la produzione plastica. Così saranno presenti litografie dei futuristi e di grandi nomi come Giorgio de Chirico, Arturo Martini, Marino Marini e Mario Sironi, accanto a lavori di autori meno praticati dal grande pubblico, ma presenti nelle più importanti collezioni di grafica internazionale.

Il Museo

Scultori & Incisioni 1900-1904, mostra dell'estate 2015, rientra pienamente nella mission del museo, nato cinque anni fa nell'antico torrione medievale che il Comune di Montevarchi ha restaurato, dopo averlo avuto in comodato dalla Provincia.  «Unico spazio museale in Italia per vocazione dedicato alla scultura – spiega il direttore Panzetta - il Cassero allestisce infatti progetti espositivi che sono frutto di indagini, ricerche e riflessioni totalmente inedite e che spesso contribuiscono ad una più precisa comprensione della scultura italiana, della sua prassi, dei suoi materiali, dei suoi generi e delle sue poetiche, ma anche dei processi creativi dell'artista scultore».

Nel 2013 il Museo, con il sostegno della Fondazione Carisbo di Bologna, ha organizzato la mostra Sculture da ridere. Da Adriano Cecioni a Quinto Ghermandi. Tra Otto e Novecento un secolo di caricatura e satira nella scultura italiana, allestita a Montevarchi tra marzo e maggio e, riallestita a Bologna, presso Casa Saraceni tra giugno e settembre. Il catalogo di questa mostra è stato segnalato come secondo miglior libro nell’inserto “Lettura” de “Il Corriere della Sera” di luglio 2014.

Con il cofinanziamento della Regione Toscana, tra il 2012 e il 2014, Il Cassero ha progettato e realizzato una serie di eventi nell’ambito di Toscanaincontemporanea2012 e Toscanaincontemporanea2013: una ricognizione e un’indagine critica sul contemporaneo sondando i materiali, le problematiche, i linguaggi e le poetiche di un’arte che nel nostro Paese ha una millenaria tradizione di eccellenza. Nello specifico sono state allestite sette personali “cameo” e multimediali all’interno dello spazio museale, dedicate a scultori italiani di diversa poetica e provenienza (con particolare attenzione agli artisti under 35); un approfondimento storico-tematico sull’alluminio, uno dei materiali (medium) della scultura contemporanea, allestito sia nello Spazio Espositivo Ernesto Galeffi (opere storiche del XX secolo dal Futurismo a Gilberto Zorio) sia nelle sale espositive permanenti del Museo (opere del XXI secolo di scultori emergenti); un approfondimento storico-tecnico dedicato a scultura e mosaico, per sondare e documentare l’evoluzione di questo linguaggio e le differenti declinazioni del concetto di “tessera” da parte degli scultori italiani a partire dagli anni Quaranta del Novecento fino alle attuali generazioni emergenti (allestito sia nello Spazio Espositivo Ernesto Galeffi sia nelle sale espositive permanenti del Museo). 

Scheda tecnica

Scultura & Incisione

1900-1940

5 luglio – 27 settembre 2015 (4 luglio inaugurazione, ore 11)

Spazio Espositivo Ernesto Galeffi (locali di pertinenza del Museo Civico “Il Cassero per la scultura italiana dell'Ottocento e del Novecento”) via Ammiraglio Burzagli 43 - Montevarchi (AR)

Orari: 10-13 e 15-18 da giovedì a domenica.

Primo giovedì del mese: 21,30-23,30.

Biglietto d'ingresso 7 euro, gratis sotto i 6 anni.

L’evento espositivo è accompagnato da un catalogo scientifico, a cura di Alfonso Panzetta e Francesco Parisi con schede di autori vari - Edifir Edizioni, Firenze.

Info:www.ilcasseroperlascultura.it - e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel. +39 055 9108274

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A Milano la mostra “Come l’acqua sul fuoco… l’alchimia tra cibo e design”

Dopo il successo di Napoli, nella suggestiva sala Carceri di Castel dell’Ovo, arriva a Milano la mostra “Come l’acqua sul fuoco… l’alchimia tra cibo e design”, visitabile dal 22 al 27 settembre 2015 presso ADI per EXPÒ, via Bramante 42.

LAPILLI Flyer mostra MilanoLa mostra, curata dalla designer Giovanna Talocci, è intesa come progetto di design che, dal confronto con il cibo, si arricchisce di valenze inconsuete grazie alla sua multisensorialità, alla trasversalità della sua utenza e alla potenza dell’esperienza emozionale che è in grado di suscitare. La ricerca delle forme del cibo diventa esperienza sensoriale che cattura il visitatore e lo proietta in una dimensione dove gli elementi naturali, l’acqua ed il fuoco, fanno riaffiorare il rapporto alchemico fra cibo e design. Molti gli elementi inseriti al suo interno che, proprio come tanti ingredienti messi sapientemente insieme, formano una “ricetta espositiva” particolare ed affascinante. Il connubio cibo-design si legge chiaramente nei percorsi materici e cromatici attraverso un fitto dialogo tra immagini, oggetti, profumi, suoni e colori che rievocano personalissime emozioni e fanno riaffiorare eventi che appartengono al nostro patrimonio di ricordi.

Diversi i percorsi proposti:

- Percorso ricerca food design. Ogni progetto di composizione gastronomica o di utensile per la cucina e la tavola è un modo inedito di immaginare vie per rinnovare la relazione che lega uomo e nutrienti: una storia fatta non solo di necessità, ma soprattutto di immaginazione. Un modo per attivare nuovi desideri attraverso quella creatività che nulla più del cibo sa suggerire ai nostri sensi. Ricerca iconografica a cura di Domitilla Dardi.

- Percorso materia, immagine e design. Vista, olfatto e tatto, questi i sensi stimolati in questo percorso fatto di immagini (foto Patrizia Savarese), prodotti alimentari tipici, oggetti e profumi.

Le tradizioni del food design campano sono custodite come preziosi gioielli, perché il loro valore evocativo ed emozionale è inestimabile. I prodotti tipici diventano materia da toccare, fragranza da sentire. Questi alimenti rappresentano il simbolo e l’identità di un territorio molto vasto e ricco di tradizioni culinarie.

- Percorso Tour Campani. I tour Campani, nati e realizzati in collaborazione con l’associazione Movi_menti, hanno puntato a coinvolgere le realtà locali campane investigando sulle relazioni fra cibo e design in questi territori e raccogliendo esperienze e racconti dei designer e dei maestri dell’enogastronomia.

Hanno partecipato ai tour: Aniello Rega e Nello Antonio Valentino con lo chef Ilaria Mollica, Vincenzo Cristallo con lo chef Carmen Vecchione, Fabio Pirone con lo chef Mirko Balzano; Diego Granese con lo chef Matteo Sangiovanni; Francesco Giannattasio con lo chef Alfonso Manzi; Angelo Ferrucci e Alfonso Vitale con lo chef Pasquale Marigliano; Roberto Monte con lo chef Paolo Amato; Salvatore Martorana con lo chef Alfredo D’Amico; Guido La Puca con lo chef Giuseppe Scamardella; Giovanni Barretta e Carmen Caretti con lo chef Daniele Luongo.

Percorso food, design & cinematografia. Uno dei primi esempi da citare di “food design” in cinematografia può essere attribuito al film Tempi Moderni di Charlie Chaplin, in cui l’uomo viene sfamato da una futuristica macchina per la “nutrizione automatica”. Gli esempi, sono potenzialmente infiniti: il cinema, nel suo costante tentativo di isolare le peculiarità del mondo reale per immortalarlo in un’immagine quanto più fedele possibile, è stato forse il primo grande precursore di quel concetto che noi oggi chiamiamo “food design”. Il montaggio del video è a cura dell’arch. Francesco Scardaccione,

Percorso alchemico. In mostra i progetti di Acquacalda, Gumdesign, Uovodesign e Formafantasma che testimoniano la volontà di ripartire da una tradizione figlia della ragione e grembo di una moderna alleanza tra scienze e natura. Una ripartenza scandita da Re-fire Kit di Francesco Faccin, che come un “Prometeo contemporaneo”, strappa l’uomo dalla primordialità e riconsegna al primitivo d’oggi, magia e gestualità di un’epoca passata. Un’indagine tra natura e cultura, tra tecnologia ed artigianalità che riaffiorano prorompenti nei progetti di  Maurizio Montalti (Officina Corpuscoli) e Simone Benvenuto (Uovodesign), in cui organismi viventi designano paradigmi alternativi di produzione, nella morfogenesi di nuovi scenari domestici. Coordinatore del percorso alchemico l’arch. Roberto Monte.

Percorso tavole food design_selezione progetti. L’Ordine degli Architetti di Napoli vuole dare spazio ai talenti campani, in un momento storico dove il Design è in forte crescita, specialmente se connesso al food. L’obbiettivo, quindi, è quello di mettere in vetrina il talento cercando continuamente il contatto diretto con le piccole e grandi realtà aziendali presenti sul territorio internazionale.

Il tema è: “Le nuove tecniche del consumare il cibo”. I professionisti sono stati invitati a presentare progetti riguardanti tutte le fasi del mondo del cibo, dalla produzione al consumo. Le tavole selezionate sono state montate in un filmato video. Coordinatore del progetto gli arch. Maria D’Elia e Pio Crispino.

  • Scritto da Alessandra Manca
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Lucio Ronca. Colori ed emozioni in mostra a Castellammare di Stabia

Ronca Lucio quadro ceramicaCastellammare di Stabia. Dal 28 luglio, 14 opere dell’artista e maestro ceramista Lucio Ronca saranno in esposizione presso lo Yacht Club della Marina di Stabia.
Ronca, classe 1958, diplomatosi all’Istituto d’Arte di Salerno, si è formato presso le botteghe ceramiche di Vietri sul Mare (città nella quale vive e lavora) ed ha proseguito in un cammino artistico costituito da una costante ricerca di comunione armonica tra sperimentazione, innovazione e tradizione. Quella tradizione su cui si fonda con consapevole riconoscenza l’esperienza delle tecniche di lavorazione dei suoi oggetti, messa a disposizione dell’estro artistico e della tensione alla sperimentazione che è attributo del suo carattere, entusiasta e magmatico, canalizzato nel flusso della creazione, che si ramifica, per sfociare in contaminazione di miti, colori, emozioni, sensazioni tattili.
Ronca rielabora antiche forme e cromie per risultati sempre diversi, dai servizi da tavola, agli oggetti di design, dalla scultura alla pittura, passando per i suoi caratteristici quadri-ceramica. Ogni oggetto è unico. Espressione del percorso del Maestro, del suo spirito, di volta in volta suggestionato dai luoghi che abita, dalla loro storia, dai loro colori, o dalla forza ancestrale dei quattro elementi naturali, o dalle ricerche estetiche delle avanguardie e della pop art.
Nel lavoro di Ronca, dunque, astratte campiture cromatiche che fondono e sovrappongono colori acidi e terrosi, si avvicendano a figure estremamente semplificate, contornate con fermo tratto nero, che ingabbiano tinte pure e decise, o pastello, a seconda della necessità dell’effetto decorativo ricercato. Superfici omogenee si oppongono a opere con applicazioni, colature di colore e concrezioni materiche per effetti che vanno oltre la tridimensionalità, suggerendo allo spettatore l’esistenza e il varco per una dimensione “altra”.
Lucio Ronca ha al suo attivo numerose mostre personali in Italia e all’estero.

Alessandra Manca

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Piano di Sorrento. Mostra fotografica “Paesaggi da ri-scattare” fino al 10 settembre a Villa Fondi

Dati visuali inediti sulla penisola sorrentina e amalfitana dall'ottocento fino ad oggi

Villa Fondi 1-10 settembre - Vernissage 1 settembre ore 18.00

LAPILLI Locandina Mostra Paesaggi da ri scattareFino al 10 settembre a Villa Fondi sarà visitabile la mostra fotografica “Paesaggi da ri-scattare. Percorsi visuali nelle immagini d'epoca della Penisola sorrentina” promossa dall'associazione culturale “Oebalus. Studi sulla Campania nell'Antichità” con il patrocinio della Città di Piano di Sorrento, e inserita nella “Summertime 2015”, il cartellone degli eventi estivi comunali.

Il percorso espositivo, che si inaugurerà con il vernissage fissato per martedì 1 settembre alle ore 18.00, si snoda attraverso 12 pannelli illustrati, suddivisi in cinque filoni tematici legati al concetto di “riscatto” del paesaggio, analizzato, decostruito e rielaborato contestualmente ad una selezione di immagini della costiera sorrentina-amalfitana, tratte dal patrimonio iconografico messo a disposizione dal collezionista e cine-fotoamatore Ludovico Mosca. La mostra - curata dall'antropologo e ricercatore Giovanni Gugg e dalle archeologhe Teresa Laudonia e Ausilia Trapani, socie di “Oebalus”, oltre che da Ludovico Mosca stesso - si avvale di dati visivi, in gran parte inediti, provenienti da lastre fotografiche, diapositive a colori, fotografie da pellicola e digitali, filmati, cartoline e depliant. Il percorso visuale sarà guidato da piccoli pannelli di testo esplicativi per ogni filone tematico nonché da didascalie a corredo dei singoli pannelli illustrati. È prevista inoltre l'esposizione di alcuni strumenti d'epoca e supporto originali.

«La penisola sorrentina e la costiera amalfitana - spiegano i curatori - godono di un patrimonio iconografico immenso, formato in secoli di sguardi sia culturali che tecnici e confluito spesso in collezioni private. Prendendo spunto proprio dalla raccolta di un appassionato cine-fotoamatore sorrentino, la mostra si propone di sollecitare percorsi visuali plurali, spaziando lungo un asse cronologico che va dall'Ottocento ai giorni nostri. Nella varietà dei supporti scelti e presentati risiede l'idea basilare della rassegna: riguardarli e rileggerli ha generato l'esigenza di re-interrogarli, da cui l'invito a ri-scattare tanto le immagini quanto i luoghi raffigurati. Ringraziamo - concludono i curatori della mostra - il Comune di Piano di Sorrento, in particolare il Sindaco Giovanni Ruggiero e il funzionario alla cultura Carlo Pepe, per il concreto sostegno e per l'ospitalità, e il direttivo dell'associazione culturale “Oebalus. Studi sulla Campania nell'Antichità”».

Il vernissage si terrà martedì 1 settembre alle ore 18.00 nella sala espositiva di Villa Fondi.

La mostra seguirà i seguenti orari di apertura: 10.00-13.00 e 18.00-22.00 (lunedì giorno di chiusura).

Ingresso libero. 

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Il cibo in scena Banchetti e cuccagne a Napoli in età moderna. Mostra bibliografica e iconografica

LAPILLI banchetto1In occasione dell’ Expo di Milano la Biblioteca Nazionale di Napoli  ha inteso documentare  il ruolo fondamentale  del cibo come  elemento costitutivo delle festività e ricorrenze  napoletane,  che  ha attraversato senza soluzione di continuità i secoli ponendosi come  osservatorio privilegiato per la comprensione delle abitudini di vita e tradizioni della città di Napoli.

Vere rarità bibliografiche,  pregiate  testimonianze manoscritte e a stampa che abbracciano il periodo che va dal viceregno spagnolo al  regno dei Borboni (secoli XVI-XVIII), splendide incisioni  della città di Napoli, preziose  raffigurazione di sontuosi banchetti e di  grandiose “cuccagne”, descrizioni  di antiche ricette e di altri rituali gastronomici  consentono di seguire un percorso legato agli usi e ai costumi sia della corte dei Borboni  che della popolazione napoletana nei secoli passati.

Attraverso  uno spaccato delle  sue pregiate raccolte la biblioteca offre ai visitatori  la possibilità di  seguire un percorso bibliografico ed iconografico che alterna ai manoscritti  ed  ai rari testi che documentano i banchetti allestiti prima per i viceré e per i loro illustri ospiti e dopo per i Borbone, le  grandi tavole che rimandano l’immagine delle “cuccagne” e dei ricevimenti a Palazzo Reale.

Nella festa civile il momento culminante della partecipazione del popolo – altrimenti relegato al ruolo di spettatoreLAPILLI banchetto2 passivo – è proprio la “cuccagna” che costituisce lo speculare rovescio dei banchetti e i rinfreschi della nobiltà. Questi carri arricchiti con vivande, cibo, salumi e formaggi così come  le ‘macchine commestibili’ legate alla festa di S. Giovanni [ che, nella prima metà del secolo XVII, è tra le feste cittadine un appuntamento ineludibile] spesso erano preda di violenti saccheggi da parte dell’affamato popolo napoletano

Molte le curiosità  come le immagini di un' originale  “cuccagna” ‘acquatica’ montata su palafitte  o barconi al largo di Santa Lucia o di Mergellina che venivano ‘abbordati’ e ‘conquistati’ dai popolani che li raggiungevano in barca o a nuoto. Un rituale che venne proposto in occasione del matrimonio fra Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia  quando fu allestita una cuccagna “in forma di fortezza” su disegno  del Medrano nello specchio d’acqua prospiciente la Chiesa di San Leonardo alla Riviera di Chiaia.  Si finse una battaglia alla fine della quale 1200 uomini arrivati sulle barche scalarono la fortezza e la saccheggiarono.    

La mostra che si inaugura il 9 luglio ( ingresso gratuito) offre l’occasione per ammirare le splendide sale della Biblioteca nazionale alcune splendidamente affrescate.

 

Il cibo in scena

Banchetti e cuccagne a Napoli in età moderna.

Mostra bibliografica e iconografica

Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli

9 luglio – 15 settembre  2015

feriali ore 9,00/18,00 - sabato ore 9,00/13,00

 

Didascalie delle  foto:

Tavola apparecchiata per un  rinfresco a Palazzo Reale in occasione della rappresentazione de Gli Orti Esperidi

Da

PIETRO METASTASIO

Gli Orti Esperidi. Componimento drammatico da cantarsi in occasione del felicissimo giorno natalizio della SAc. Ces. Catt. Real Maestà di Elisabetta Augusta Imperatrice regnante …

Napoli, F. Ricciardi, 1721 

 

Tavola imbandita

Da

ANTONIO LATINI 

Lo scalco alla moderna, o vero l’arte di ben disporre i conviti…

Napoli, D. A. Parrino e M. Luigi Mutio, 1694.