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in Mostra

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Tornabuoni Arte torna puntualmente a presentare la sua Antologia

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

ANTOLOGIA SCELTA 2023

 

FIRENZE, Lungarno Benvenuto Cellini 3

inaugurazione giovedì 1 dicembre 2022, ore 18.00

MILANO, Via Fatebenefratelli 36

inaugurazione martedì 13 dicembre 2022, ore 17.30

 

 

image002 250Tornabuoni Arte torna puntualmente a presentare la sua Antologia, una scelta delle più importanti opere di Arte moderna e contemporanea, che la galleria ha selezionato nel corso dell’ultimo anno. La mostra antologica si terrà nelle due sedi italiane, a Firenze (Lungarno Cellini 3) da giovedì 1 dicembre, con inaugurazione alle ore 18.00, e a Milano (Via Fatebenefratelli 36) da martedì 13 dicembre, con inaugurazione alle ore 17.30.

Questa esposizione offre, non solo ai collezionisti ma anche agli amanti dell’arte in generale, l’opportunità di poter ripercorre i momenti più significativi della storia dell’arte dagli inizi del XX secolo ad oggi, attraverso i capolavori di alcuni dei suoi principali protagonisti. Tornabuoni Arte è una galleria aperta a tutti che, grazie al suo fondatore Roberto Casamonti, si distingue per un attento spirito di ricerca. L’Antologia 2023, proprio in quest’ottica, è affiancata da una pubblicazione, corredata da un ricco apparato fotografico, che approfondisce alcune tematiche di questa straordinaria raccolta. Il volume è introdotto dalla storica dell’arte Sonia Zampini, che firma il saggio dal titolo L’arte nel divenire della storia. Come sottolinea la Dott.ssa Zampini nel suo testo, il fil rouge che sottende a questa mostra è il legame profondo tra la Storia dell’Arte e la Storia, l’evoluzione dei linguaggi, “con il succedersi di condizioni sociali, culturali, ideali ma anche con storie intime, personali” che danno vita a un ampio affresco pittorico dai “molteplici intrecci narrativi”.

Nella sede fiorentina, prima tappa di questo percorso, al primo piano, potremo immergerci nell’arte figurativa del primo Novecento, con una nuova e suggestiva sala dalle pareti nere che accoglie alcune delle opere più emblematiche di questo periodo. Dipinti che pongono l’attenzione verso la rappresentazione del paesaggio, come Paysage che Pierre Auguste Renoir ha realizzato nel 1919, oppure uno straordinario Impressioni di paesaggio, di qualche anno prima, del 1908, di Umbero Boccioni, un soggetto en plein air, dall’atmosfera luminosa e satura di colori. Questo tema ritorna in un nucleo degli anni Trenta, a cominciare dal Giardino dell’oblio, dove Galileo Chini nel 1933 raffigura, con un velo di malinconia, la casa nella pineta viareggina di Eleonora Duse, villino nel quale l’attrice si era ritirata dopo la fine della sua storia d’amore con Gabriele D’Annunzio. Un particolare curioso distingue questo quadro: sul retro Chini annota parole, allude al dramma dell’amore finito, evoca nomi senza citarli, ed infine disegna una planimetria di strade dove colloca la propria abitazione e quelle dei pittori Viani, Chini e Nomellini. Anche in Paese (Paesaggio con albero), del 1935, un altro dei maestri toscani, Ottone Rosai, presente in questa antologica con più opere, mette in relazione la natura, l’albero nello specifico, con elementi come le case, con la solida essenzialità che lo contraddistingue. Uno sguardo sugli interni, sulla narrazione domestica, viene interpretato in modo assai diverso da Plinio Nomellini e Alberto Savinio, rispettivamente in Interni con natura morta, 1938, e Les Prisonniers, IIème version, 1931. Tra i massimi esponenti del Futurismo, abbiamo anche Giacomo Balla con due opere, firmate FUTUR BALLA, di cui segnaliamo Balfiore, 1925 circa.

Chiudiamo questa sezione con autori che testimoniano il passaggio dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri. Non possiamo non soffermarci su una gouache Liberté, J'écris ton nom, 1953, a proposito di legame con la Storia, dove Léger si ispira alla poesia Liberté di Paul Élaurad, un canto alla libertà, stampata da Pierre Seghers, attivista della Resistenza francese, nel 1942 e lanciata in migliaia di copie sulla Francia occupata dai nazisti. Così anche la gouache di Pablo Picasso, Etude pour Taureau del 1957, ha una valenza politica, simbolo della Spagna, della sua resistenza culturale. A segnare questo momento di transizione storico, troviamo, tra gli altri, Felice Casorati, Leoncillo, Osvaldo Licini, Marino Marini e Salvatore Scarpitta. Del 1961 è la Natura morta di Morandi. Mai artista, prima di lui, come sottolineava Cesare Brandi, aveva parlato con tale intensità attraverso l’evocazione di oggetti inanimati, con squisite ricerche cromatiche e audaci soluzioni spaziali.

Al piano terra, proseguiamo con una carrellata di opere, espressione dei linguaggi artistici non figurativi del secondo Novecento, a cominciare dal prestigioso Concetto spaziale del 1956, che testimonia come Lucio Fontana abbia consacrato la supremazia del gesto. Giuseppe Capogrossi è uno dei pittori italiani che abbandona la figurazione in favore di un astrattismo caratterizzato dal segno e lo dimostra bene, qui, l’opera del 1961, Superficie 719. La pittura vibrante e luminosa dei Reticoli di Dorazio è rappresentata da due magistrali esempi, Senza titolo e Piccola premura, entrambi del 1962, e dal più recente Ra I, 1989-1990. Donna di grande curiosità intellettuale, Carol Rama, negli anni ’60, realizza invece, usando oggetti e materiali di recupero come occhi di bambole, un gruppo di quadri, che l’amico poeta Edoardo Sanguineti chiamerà Bricolage, due dei quali esposti in questa sede. Sfera, 1967, e Frammento, 1972, sono sculture nelle quali Arnaldo Pomodoro raffigura involucri freddi, geometrici e brillanti, che hanno il dono, secondo le parole di Argan, di registrare lo spazio come le pendole il tempo.

Tra le opere più recenti, riprendendo il nostro fil rouge definito dall’incedere della Storia, la Mappa di Boetti, del 1984, descrive esattamente la composizione del planisfero rappresentato in un determinato momento storico, inevitabilmente prossimo ad un futuro cambiamento in relazione ai rapporti geopolitici tra gli Stati. Christo (Christo and Jeanne-Claude) in Over the River, 2011 - progetto di un imponente lavoro dove furono previsti circa 10 km di tessuto argentato che avrebbe dovuto correre sopra il corso del fiume Arkansas in Colorado - ci pone di fronte a una riflessione sulla relazione tra opera, luogo e tempo.

Ma molti altri sono gli artisti in mostra: Carla Accardi, Antonio Bueno, Alberto Burri, Enrico Castellani, Sandro Chia, Jean-Michel Folon, Hans Hartung, Emilio Isgrò, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Uncini, Victor Vasarely, Gilberto Zorio, solo per nominarne alcuni.

Da martedì 13 dicembre, una selezione delle opere della Antologia scelta 2023 sarà visibile, oltre che nella sede fiorentina anche nella sede di Tornabuoni Arte a Milano.

Info:

Tornabuoni Arte

Firenze, Lungarno Benvenuto Cellini, 3

orari apertura mostra: dal lunedì al venerdì, 9.00-13.00 / 15.00-19.00; ingresso libero

Tel. +39 055 6812697 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.tornabuoniart.com

Milano, Via Fatebenefratelli 34/ 36

orari apertura mostra: lunedì 15.00-19.00; dal martedì al sabato: 10.00-13.00 / 15.00-19.00

Tel. + 39 02 6554841 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

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Al Crumb Gallery di Firenze, SMALL SIZE

SMALL SIZE

Roberta Capello · Roberta Conigliaro · Sélène De Condat ·

Maria Caterina Frani · Zanbagh Lotfi · Adriana Luperto · Nikita Narder · Tina Sgrò · Francesca Tilli · Regan Wheat

2 – 30 dicembre 2022

Inaugurazione: venerdì 2 dicembre 2022, ore 18.00

Brindisi di auguri: venerdì 16 dicembre 2022, ore 18.00

 

image003 250Piccole cose. Piccoli quadri, piccole foto, piccole sculture e piccoli ricordi dalla fine di un anno che segna una cesura sostanziale e definitiva tra il mondo che è stato e quello che verrà. Un anno che ha visto la guerra in Europa e l’emergere di una regressione generale dei diritti in tutto il mondo. Ecco perché Crumb Gallery, a Firenze, ha voluto organizzare SMALL SIZE, una piccola esposizione per regalare a tutti schegge di luce, in un buio che sembra sempre più pervasivo che si terrà dal 2 al 30 dicembre 2022.

SMALL SIZE perché le opere in mostra sono tutte di piccolo formato e di prezzo contenuto, perché l’arte - per definizione bella, rinfrancante, che invita alla riflessione e sprona ad andare avanti - non è tale se non è per tutti. Ecco dunque in esposizione (e in vendita in vista del Natale) gli intimistici interni dipinti a olio di Tina Sgrò; i bambini vittime di guerra e del cambiamento climatico che li obbligano, insieme alle loro famiglie, a spostamenti che spesso finiscono con la morte, nei disegni a matita realizzati da Regan Wheat; le donne che cercano altre dimensioni e altri spazi nelle fotografie di Francesca Tilio; le bambole trasognate alla ricerca di mondi perduti degli scatti di Sélène de Condat; la memoria nei dipinti a olio dell’artista iraniana Zanbagh Lofti; i gioielli che sono ponti tra mondi diversi della scultrice Roberta Conigliaro; i confini metafisici dei dipinti a olio di Adriana Luperto; le stoffe che sono racconti di vite, di spazi, di storie, degli scatti di Roberta Capello; il confinamento nelle piccole cose, altrettanti attimi di intimità, negli scatti di Nikita Narder; i ritratti, fatti con un unico gesto, di Jean-Luc Godard, Iggy Pop, Isadora Duncan, Josephine Baker, Franco Battiato, Pier Paolo Pasolini e altri personaggi famosi, della serie Solitari realizzata con penna bic su carta da Maria Caterina Frani.

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

 

CRUMB GALLERY

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

giovedì, venerdì e sabato: dalle 16.00 alle 19.00

gli atri giorni su appuntamento – tel. + 39 347 3681894

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www.crumbgallery.com

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Il Belvedere della Villa Reale di Monza ospiterà Stregherie. Fatti, scandali e verità sulle sovversive della storia, a cura di Luca Scarlini

STREGHERIE
Fatti, scandali e verità sulle sovversive della storia
a cura di Luca Scarlini

MONZA | VILLA REALE
DAL 29 OTTOBRE 2022 AL 26 FEBBRAIO 2023

 

6 Julia Pearce Maschera da gufo plastica piume ed elastico The Museum of Witchcraft and Magic 1 250Una storia vecchia e nuova di streghe, tra conoscenze antiche, cerimonie nascoste, sacralità ed erotismo per raccontare una figura di donna rimossa dalla cultura e dalla vita.

Stampe antiche da una collezione unica al mondo, con incisori dai toni cupi come Dürer o Goya e artisti dai colori morbidi come Delacroix, trattati maledetti cinquecenteschi, manifesti cinematografici originali a tema, amuleti, feticci e altri strumenti rituali provenienti dallo sperduto Museum of Witchcraft di Boscastle, in Cornovaglia.

 

Dal 29 ottobre 2022 al 26 febbraio 2023 il Belvedere della Villa Reale di Monza ospiterà Stregherie. Fatti, scandali e verità sulle sovversive della storia, a cura di Luca Scarlini.

La mostra, ideata e prodotta da Vertigo Syndrome, con il patrocinio del Comune di Monza, espone una collezione di stampe antiche unica al mondo, che mette insieme i maggiori incisori ed artisti degli ultimi due secoli con straordinari illustratori anonimi dimenticati, presentando scene di malefici, torture, sabba osceni, crudi episodi di stregoneria ma anche scene luminose di streghe buone, zingare che guariscono bambini dalle malattie e simboli magici nascosti in quadri pastorali.

Il visitatore inizierà la sua visita vivendo su di sé la forte esperienza di un vero processo per stregoneria tenuto da un tribunale medievale del 1539.

In seguito sarà invitato a entrare nel mondo dell’Antica Religione della Grande Madre vivendone i luoghi, i riti, le azioni e gli oggetti in un percorso che si articolerà in dieci stanze fortemente caratterizzate, dalla tradizione mitologica fino alla definizione della figura in epoca moderna.

DENTRO LA MOSTRA
Incisioni di streghe, strumenti di magia e una illustratrice dell’atroce

La mostra rende giustizia al senso più pieno della parola “Strega”, dichiarando che in un mondo che apparentemente ha rinunciato a ogni senso del sacro e a molti dei suoi antichi legamiCF Joseph Apoux Sorcières acquaforte e acquatinta 1888 Collezione Invernizzi bassa 250 con la natura, esiste ancora, oggi come un tempo, una società di donne che si dedica all’occulto e che usa la magia per risolvere i problemi del quotidiano.

Si diventa streghe per affermare la propria personalità, per sfuggire alle botte di un marito manesco, per insoddisfazione di sé, per impulsi erotici, per odio verso i propri nemici, perché attratte dalla luna o dalla potenza delle piante.
L’elenco delle opere racchiude circa cento incisioni originali antiche, scelte dal curatore Luca Scarlini all’interno della collezione Guglielmo Invernizzi.

Sempre dalla collezione provengono alcuni trattati immancabili in un percorso dedicato alla stregoneria, come il Malleus Maleficiarum, il più consultato manuale sulla caccia alle streghe, nella pregiata edizione del XVI secolo, dove sono indicati caso per caso i supplizi e le pene da fare soffrire a chi era accusato di stregoneria.

A fianco delle opere, la mostra presenta una selezione di manifesti, locandine e fotobuste a tema maligno, provenienti dalla sterminata collezione di cimeli cinematografici di Alessandro Orsucci, ed una serie di oggetti originali, mai visti in Italia, legati al mondo della stregoneria – antichi calderoni, bacchette, feticci, amuleti e talismani – prestati dal leggendario Museo specializzato in Stregoneria di Boscastle, in Cornovaglia.

Inoltre, una sezione di interesse locale, è dedicata al raro romanzo storico La strega di Monza, scritto da Giuseppe Bertoldi da Vicenza nel 1861, proveniente dalla Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza, che racconta le vicende della Matta Tapina, Strega herbaria, che visse nel “Bosco Bello”, selva poi inglobata nel Parco di Monza.

La mostra Stregherie si completa con una sezione separata che racchiude sei illustrazioni originali inedite di Gloria Pizzilli, che si occupa di illustrazione a livello internazionale dal 2010.

Attiva tra Italia, Francia e Stati Uniti, Gloria collabora con le migliori testate del mondo, tra cui The New Yorker, The New York Times, Scientific American, The Boston Globe, GQ Usa, oltre a La Stampa, L’Espresso e Il Corriere della Sera per l’Italia.
La sua carriera artistica le porta diversi riconoscimenti come l’Award of Excellence di Communication Arts, l’Year’s Best di Spectrum, il Merit Award di 3X3 llustration Professional Show, oltre ad esporre le sue opere a Parigi, Milano, Roma, Tokyo.
Con uno stile tra il burlesque francese e le donne di Klimt le streghe di Gloria Pizzilli sono terrificanti, nude e bellissime, con curve che sembrano abbracci, ma con una atrocità talmente palpabile e aggressiva da aver richiesto una sezione chiusa per non urtare la sensibilità dei visitatori meno preparati.

Le opere inedite di Gloria Pizzilli saranno pubblicate su un piccolo volume edito da Vertigo Syndrome e in 6 stampe d’arte firmate vendute in edizione limitata esclusivamente nel bookshop della mostra.

 

CHIARA SPINNATO RACCONTA STREGHERIE
Un gioco d’equilibrio

4 Piccolo calderone in metallo lega di rame The Museum of Witchcraft and Magic 1 250Una mostra diventa un’esperienza illuminante grazie al viaggio che il visitatore intraprende all’interno di essa. A dirlo è Chiara Spinnato, fondatrice con il pubblicitario Filippo Giunti della società Vertigo Syndrome, che dopo aver prodotto con grande entusiasmo dei visitatori la mostra Yōkai, dedicata ai mostri della tradizione giapponese, propone adesso Stregherie, proprio per restare fedele alla missione di pensare mostre che coinvolgano il visitatore non solo con le opere esposte, ma con il mondo creato intorno ad esse.

Non è vero che le persone sono ignoranti e non sono più interessate alla cultura.
La verità è che chi organizza le mostre non sa comunicare in modo efficace e non sa dare alle persone un valido motivo per visitarle. Con l'alibi di fare cultura si fa sembrare tutto molto noioso.
Poi ci sono altri, invece, che tentano di rivaleggiare col cinema, le serie Tv o i videogiochi, trasformando una mostra in un’esperienza aggressiva, frastornante e confusa, seguendo il trend ormai discendente dell’immersività.

Con un tema come questo, le streghe, il rischio di trasformare tutto il percorso in un trenino della paura di Gardaland era molto alto, come quello, viceversa, di mettere in mostra un trattato antropologico, politicizzato e succube del sentimento femminista-battagliero attuale, poco interessante già in partenza. Quello che abbiamo fatto, invece, come nella scorsa mostra Yōkai, è recuperare le maestranze, le tecniche e le suggestioni del teatro vecchio, che si nutre di idee e di ingegno e non di apparati tecnologici, e affidare la curatela della mostra a uno studioso con conoscenze molto approfondite sull’argomento, certo, ma soprattutto un gran drammaturgo e raccontatore di storie, come Luca Scarlini.

Ma anche la mostra più bella poi, non ha valore se non la conosce nessuno perché viene comunicata poco, male e alle persone sbagliate, quasi con vergogna perché si dà credito al luogo comune che “L’arte non è un prodotto”.
E questa è la ragione per cui, fin dall’inizio, ho scelto di servirmi di un linguaggio molto brillante, colloquiale e diretto, rubato al mondo della pubblicità, per creare materiali di marketing e contenuti social che raccontino le nostre mostre.

Un altro passo nella crociata di Vertigo Syndrome contro l’uggia delle mostre d’arte.

 

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Le Stanze delle Streghe

Il percorso, immaginato come un viaggio iniziatico per diventare streghe, è liberamente ispirato al classico di Dario Argento Suspiria.

Lungo il corridoio del percorso espositivo, che richiama gli asfittici e terrorizzanti ambienti del film, come all’interno del palco di un teatro si aprono dieci stanze, ciascuna delle quali mette in scena un diverso aspetto della vita della strega.

Di grande suggestione, l’elemento sonoro, che accompagna il visitatore lungo tutto il tragitto. Voci, sussurri e grida strazianti, evocano antichi rituali e, attraverso le parole della drammaturga Magdalena Barile, danno voce alle streghe stesse, che raccontano le proprie storie, dalla prima vocazione, sino alla piena realizzazione di sé, grazie all’uso della magia.

Alla fine della visita, giunti nella stanza finale, dopo aver acquisito consapevolezza della vera natura delle streghe e aver scoperto, attraverso di loro, la propria vocazione “per il mestiere”, benefica o malefica che sia, i visitatori saranno pronti a scrivere il loro scongiuro personale nel grande libro delle ombre.

La mostra è accompagnata da un volume di Luca Scarlini, edito da Skira, concepito come un racconto sulla strega, scandito come l’esposizione in dieci capitoli, che ne affrontano tutti gli aspetti di maghe, veggenti, profetesse, pizie, accogliendo anche immagini della mitologia classica, rimanendo sempre decisamente nel mondo femminile e nelle sue rappresentazioni oscure, come il mito della strega propone nei secoli.

 

ALCUNE DELLE OPERE IN MOSTRA

Tra le opere della collezione Guglielmo Invernizzi, spiccano un bulino di Dürer del 1501 raffigurante La strega a rovescio sul caprone, le xilografie del Maestro del Virgilio di Grüninger del30 Albrecht Durer La strega a rovescio sul caprone bulino 1500 1505 Collezione Invernizzi bassa 250 1502, Il giovane principe impara la magia di Hans Burgmair, del 1515, e La strega e il palafreniere di Hans Baldung Grien del 1544/45, sino ad arrivare alle incisioni moderne di Goya, tratte dalla serie dei capricci nell'edizione del 1886, e alle modernissime acqueforti di Joseph Apoux sulle streghe di Notre Dame del 1888, per finire con la litografia a colori di Leonor Fini rappresentante una strega a cavallo della mitica scopa, opera della fine del '900.

 

LA STANZA DEL GENIUS LOCI
La Matta Tapina di Monza

Una delle stanze del percorso darà voce alla Matta Tapina, la strega del Bosco Bello di Monza, che aveva fatto la sua residenza proprio dove ora sorge il parco della Villa Reale di Monza.

La Matta Tapina, racconta la sua visione del mondo dopo la venuta degli spagnoli del XVII secolo, quando lei solcava le contrade col suo carro spargendo terrore tra gli abitanti, che però talvolta erano spinti a vincere la paura e a inoltrarsi nella selva buia dove abitava per chiedere il suo aiuto contro la persecuzione del potere straniero.

 

PERCHÉ SERVIVA UNA MOSTRA SULLE STREGHE
“Cosa è Vero?”

Con il marchio infame di “Strega” nei secoli, spesso si bollava una donna semplicemente più desiderabile delle altre, più libera, guerriera, colta e riservata, portando a persecuzioni ed esecuzioni violente di donne innocenti, roghi, impiccagioni, decapitazioni che servivano ad instaurare nel popolo una paura reverenziale della giustizia divina contro il paganesimo, il satanismo, il sesso ed eresie di vario genere.

Ma essere creduta una strega non è sempre stato un nome scomodo da portare cucito addosso. Infatti essere credute capaci di scatenare un potere arcano, sconosciuto, inspiegabile e terribile è stato talvolta un’efficace e modernissima strategia di branding per sopravvivere, essere temute e rispettate a uso e consumo di donne che altrimenti sarebbero state sopraffatte e sottomesse dal patriarcato dilagante del mondo antico.
Le streghe sono davvero state sempre tra noi? I racconti di donne sapienti e sagge, dalle infinite conoscenze della natura e con poteri capaci di aprire finestre sul futuro, affondano le radici nel nostro passato più lontano, eppure abbiamo sempre cercato di rimuovere queste figure dal pensiero razionale, e considerarle un frutto dell’immaginazione, imbarazzante e da nascondere.

Le streghe non sono state perseguitate nel più cruento dei modi soltanto nei periodi più bui della nostra storia, infatti ancora oggi, in molti paesi del mondo, l’accusa di stregoneria è tristemente viva e miete ancora le sue vittime.

I social stessi testimoniano un ritorno massiccio ai riti della wicca e alla stregoneria bianca, anche se spesso vissuti superficialmente, sottovalutandone i poteri antichi e potenti.

L’obiettivo della mostra vuole dunque essere quello di ricostruire una cultura dispersa e oppressa, ma che risorge continuamente, partendo dalle sue origini e raccontandone la storia attraverso una ricerca iconografica rigorosa, che ne attesti tutti gli aspetti.

 

STREGHERIE SPIEGATA DAL SUO CURATORE LUCA SCARLINI
La donna nasce fata, in amore è maga, ma per le società e per le religioni è strega

Il racconto creato dalla mostra permette ai veri appassionati di temi di femminismo, di letteratura gotica, di metal rock, di film dell’orrore, di antropologia, come di folklore, o di realizzazione di domestici incantesimi, di avvicinare il percorso come macchina narrativa, seguendo le stanze che sono dedicate ai momenti più rilevanti della vicenda della strega e di sentire storie originali ispirate alle opere presentate nell’esposizione - dice Luca Scarlini, scrittore, drammaturgo per teatro e musica - Al di là delle infinite manipolazioni storiche, il termine strega in sostanza segnala una identità profondamente legata al mondo della natura, una donna spesso esperta di erbe e maestra dell’interpretazione dei segni, che il folklore delle Alpi Retiche definiva perfettamente con il termine “Signora del gioco”, titolo di un celebre saggio di Luisa Muraro del 1976 dedicato a ricostruire episodi della caccia alle streghe.

 

UNA MOSTRA STREGATA ANCHE PER I BAMBINI E LE SCUOLE

Anche questa volta, come per la mostra Yōkai, Vertigo Syndrome ha un occhio di riguardo per le famiglie che visiteranno la mostra, di modo che nessuno debba annoiarsi.

I visitatori più piccoli saranno coinvolti in giochi e avventure all’interno del percorso espositivo al termine dei quali riceveranno in omaggio un premio “stregato” e avranno a loro disposizione un piccolo antro della strega dove preparare amuleti e pozioni magiche con ragni, serpenti e altro materiale misterioso.
Per tutte le scuole di ogni ordine e grado sono pensate delle visite guidate alla mostra e dei laboratori didattici da svolgersi nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato.

 

STREGHERIE E GLI EVENTI COLLATERALI

Durante tutto il periodo espositivo, si terrà una ricca offerta di iniziative. Gli incontri sono studiati sia per un pubblico già abituato ad argomenti riguardanti il mistico e il misterioso, sia per chi invece partecipa a tali eventi perché non ne sa niente e vuole scoprirne di più ma senza annoiarsi mai.

Ci saranno laboratori chiassosi e colorati per i bambini, lectiones magistrales per gli studiosi, conferenze divulgative per i curiosi, proiezioni di opere cinematografiche e presentazioni di libri e graphic novel a tema streghesco.

 

VERTIGO SYNDROME
Una crociata contro l’uggia delle mostre d’arte

Vertigo Syndrome è stata fondata da Chiara Spinnato e Filippo Giunti nel gennaio 2022 e si occupa di ideazione, organizzazione e produzione di mostre proprie.

Le mostre presentate da Vertigo Syndrome sono escogitate e costruite partendo dal presupposto che i visitatori abbiano tutto il diritto di essere impreparati quando fanno il primo passo all’interno dei percorsi espositivi, senza per questo provare imbarazzo o fingersi informato.

La missione non è spiegare tutto, ma far nascere lo slancio e la passione di voler sapere qualcosa di nuovo e di saperlo spiegare agli altri.
Crediamo che anche la mostra d’arte apparentemente più astrusa possa diventare bella se qualcuno ti insegna a guardarla in maniera emozionante.

La vertigine che Vertigo Syndrome vuole far provare ai propri visitatori è quella data dall’ebbrezza della scoperta. Una scoperta che crescerà passo dopo passo all’interno dei suoi percorsi espositivi, che si caratterizzano per la potenza e l’impatto del messaggio proposto.

 

INFORMAZIONI
STREGHERIE
Fatti, scandali e verità sulle sovversive della storia
Monza, Belvedere della Villa Reale (viale Brianza 1)
29 ottobre 2022 – 26 febbraio 2023

Orari
Giovedì e Venerdì 10,30 – 18,30
Sabato e domenica 10,30 – 20,00

Biglietti
Intero € 15,00 | Ridotto € 13,00 (possessori biglietto Villa Reale; fino a 18 anni e sopra i 65; fino ai 26 anni ridotto a € 13,00 il giovedì)
Gratuito fino ai 6 anni
Ridotto speciale Scuole € 6,00
Ridotto bambini dai 6 ai 12 anni € 6,00

Sito internet www.stregherie.it
Catalogo mostra: Skira (skira.net)

 

EVENTI COLLATERALI

OTTOBRE

LUNEDÌ 31, apertura straordinaria sino alle 24:00
I due ospiti che sfoggeranno i più scandalosi vestiti di Halloween, riceveranno l'esclusiva tazza personalizzata dalla designer Gloria Pizzilli, tre ingressi gratuiti per Stregherie e un omaggio a sorpresa dal bookshop della mostra.

 

NOVEMBRE

MARTEDÌ 1, apertura straordinaria ore 10:00 - 20:00

DOMENICA 6, ore 11:00
Presentazione e firma copie del gioco “Stregherie. La sfida” prodotto da Vertigo Syndrome. Realizzato da Moreno Pollastri e illustrato da Marga Biazzi.

SABATO 12, ore 17:00
Presentazione del processo creativo e firma copie con Gloria Pizzilli, l’illustratrice dell’atroce, a cui è dedicata sezione apposita della mostra.

DOMENICA 20, ore 11:00
Presentazione e firma copie con Ilaria Simeone. Autrice di “Streghe: Le eroine dello scandalo”, edito da Neri Pozza.

SABATO 26, ore 11:00
Conferenza del collettivo Debitum Naturae sulla lavorazione delle ossa e rapporto uomo/animale.

 

DICEMBRE

SABATO 3 ore 17:00
La critica cinematografica Strega Medea presenta le streghe nelle serieTV.

DOMENICA 11 ore 11:00
La Grande Madre raccontata dal curatore Luca Scarlini.

DOMENICA 18 ore 17:00
Presentazione e storia del fumetto W.I.T.C.H. con l’autrice Barbara Canepa.

 

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Firenze. CARTAVETRA ART GALLERY giovedì 24 novembre 2022 / ore18.00 brindisi di saluto con Pavlo Makov

CARTAVETRA ART GALLERY

giovedì 24 novembre 2022 / ore18.00

brindisi di saluto con

Pavlo Makov

L’artista ucraino protagonista della mostra

Le due Rose

a cura di BORYS FILONENKO

aperta fino al 30 Dicembre 2022

 

Cartavetra Le Due Rose Pavlo Makov 001 bassa 250Giovedì 24 novembre, alle 18.00, Cartavetra Art Gallery organizza un brindisi di saluto con Pavlo Makov, che ha deciso di tornare a casa, in Ucraina, domenica 27 novembre. La galleria, che nella sua sede a Firenze (via Maggio 64 r) ospita, fino al 30 dicembre 2022, la personale dell’artista Le due Rose, a cura di Borys Filonenko, vuole dare luogo ad un incontro con la città, che fino ad ora lo ha accolto, per salutarlo prima della partenza.

“L’immagine delle rose che danno il titolo al progetto di mostra, è concreta” afferma l’artista. “Io e mia moglie, ogni ottobre andiamo nella nostra casa fuori città per coprire le rose del nostro giardino, preservandole così dal freddo, e a marzo, ogni anno, le scopriamo nuovamente. Ci prendiamo cura delle nostre rose da vent’anni, e ora la nostra casa, a dieci chilometri dal confine, è occupata. Il nostro giardino, rovinato, e le nostre rose sono morte.” Ed è proprio per prendersi cura delle persone a lui care che, pur consapevole del privilegio di stare in Italia, dove è arrivato per rappresentare l’Ucraina alla 59° Biennale Internazionale di Arte di Venezia, l’artista ha deciso di tornare insieme alla moglie a Kharkiv, nella loro città. Sente troppo forte il bisogno di riabbracciare i figli e stare accanto alla famiglia.

Con Le due Rose, Makov ci riporta con semplicità e chiarezza a una riflessione sullo scopo dell’arte, necessariamente legata alla vita, a una visione tanto personale, quanto collettiva, della condizione umana. Attraverso metafore e simboli che costituiscono il suo linguaggio visuale, l’artista ricostruisce una narrazione che si muove all’interno della trama conflittuale che coinvolge Russia e Ucraina a partire dalla prospettiva più intima.

Le sue parole sono un invito a una più ampia considerazione della quotidianità, della somma di tutte le piccole cose che sembriamo scordare. L’artista sottolinea un vissuto reale, andando oltre la cornice delle immagini virali che costellano i mezzi di comunicazione, racconta una guerra che non è iniziata tre mesi fa, racconta un’esperienza privata, ciò che ha nel cuore. La Rosa, un elemento così semplice che diviene metafora di vita, quella stessa vita, quel sentire umano, da cui l’arte non può e non deve separarsi, abbassandosi a mero strumento di propaganda politica.

Sulla base di questa volontà si concretizza il percorso espositivo, composto dalle più recenti opere dell’artista, molte delle quali sono state realizzate proprio all’interno della galleria, che si trasforma passando da luogo di produzione a punto di osservazione instaurando un dialogo con il pubblico, alla ricerca di un nuovo sguardo proposto da Borys Filonenko.

La mostra è visitabile fino al 30 dicembre 2022, nei giorni di apertura della galleria: dal mercoledì al sabato, dalle 15.30 alle 19.00, a Firenze in Via Maggio 64/R.

Pavlo Makov (San Pietroburgo, 1958), vive e lavora a Kharkiv, Ucraina. Si è laureato presso il Crimean Art College, Dipartimento di Pittura (Simferopol, Ucraina) nel 1979, SanPavlo Mkov e Brunella Baldi CARTAVETRA 250 Pietroburgo Accademia delle Arti nel 1979 e Kharkiv Art and Industrial Institute (dipartimento grafico) nel 1984.

Dal 1988 è membro della National Union of Artists of Ukraine, dal 1994, è membro della Royal Society of Painters-Printmakers (Londra, Inghilterra) e membro effettivo corrispondente della Ukrainian Art Academy, dal 2006.

Pavlo Makov ha partecipato a numerose mostre: 2022, “The death of Marat”, Royal Museum of Fine Arts of Belgium, (Brussels); 2022, 59° Biennale Internazionale di Arte, Venezia, (Italia); 2021, “Remember Yesterday”, PinchukArtCentre (Kyiv); 2019, “The path of Aeneas”, Yermoilov Centre (Kharkiv, Ukraine); 2018, “Libro D’Artista”, Cartavetra Contemporary Art Gallery (Firenze, Italy); 2017, “City of KhA”, National Art Museum of Ukraine (Kyiv); 2016, “3rd Ukrainian Cross-Section Triennal of Contemporary Ukrainian Art” (Wroclaw, Poland); 2015, “Border Line. Ukrainian Art Now”, Saatchi Gallery (London); 2013, “Economics in Art”, Museum of Contemporary Art (Krakow, Poland). Fa inoltre parte delle collezioni di diversi musei, tra cui: National Art Museum of Ukraine (Kyiv),Pinchuck Art Centre (Kyiv), Pushkin State Museum of Fine Arts (Moscow), Victoria and Albert Museum (London), Ashmolean Museum, “Diploma Collection” (Oxford, England), Metropolitan Museum of Art (New York, New York, USA), National Gallery of Art (Washington DC), Library of Congress (Washington DC), Corcoran Museum (Washington DC), Contemporary Art and Culture Center (Osaka, Japan), Fine Art Museum (Cremona, Italy), Thyssen Bornemisza (Madrid).

CARTAVETRA ART GALLERY

Via Maggio 64 r, 50125 Firenze

Orari di Apertura: dal mercoledì al sabato / 15.30 – 19.00

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Musei: chiude con 100mila visitatori la mostra Fumetti nei Musei a Torino

Musei: chiude con 100mila visitatori la mostra Fumetti nei Musei a Torino

 

Logo MiC 250Grande successo per “Fantasmi e altri misteri”, la prima mostra tematica di “Fumetti nei musei” ai Musei Reali di Torino, conclusa il 2 ottobre 2022 dopo due proroghe e altrettante aperture serali con visite guidate speciali. Sono stati circa 100 mila gli ingressi (95.847) alla Galleria Sabauda per l’esposizione a cura di Mattia Morandi, Chiara Palmieri e Simona Cardinali, che ha raccontato la vitalità dei musei statali tramite le avvincenti storie a fumetti realizzate da 20 brillanti autori italiani.

Spiriti mitologici, abitanti secolari, custodi del tempo, opere e ritratti che prendono vita, anime perdute e storici colonnelli: i personaggi della nona arte protagonisti della mostra sono apparsi singolari, e forse un po' inquietanti, ma anziché spaventare a morte i visitatori - adulti, bambine o bambini coraggiosi – hanno contribuito a raccontare le storie e le collezioni dei nostri musei e parchi archeologici. Storie diverse, ma tutte testimoni della vivacità dei luoghi della cultura, spazi più che mai attuali, anche se i loro abitanti, reali o di fantasia, in carne e ossa oppure oggetti inanimati, provengono da un tempo lontano.

“Fumetti nei Musei” è un progetto editoriale ideato dal Ministero della Cultura per avvicinare le nuove generazioni ai musei e alle istituzioni culturali. La collana gialla con l’ormai iconica civetta è composta da 51 storie a fumetti realizzate da grandi autori e nuovi talenti, ambientate in altrettanti nei musei italiani dello Stato e distribuite gratuitamente alle ragazze e ai ragazzi che partecipano ai laboratori museali e alle visite guidate.