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Libri

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MATTA. Lettere a Luisa - Treccani Editori

MATTA. Lettere a Luisa

IN LIBRERIA DAL 28 OTTOBRE

Treccani Libri / Fuori collana / Euro 29 / Pag 226 / Illustrato

 

 Il dolore dell’arte è raro, è cosmico. È una disgrazia feroce che non si esprime con le lacrime. È un dolore con molte catene, molte frecce, e tante ferite. È un dolore fatto di umiliazione, che consuma l’immaginazione, che ti risveglia dai sonni profondi e ti fa soffrire in nome della tua specie. È la piaga invisibile. È lì che nasce, se mai nasce, il talento dell’artista.
Matta

Matta COVER 250Sebastián Matta è stato uno degli artisti più rappresentativi e originali del Novecento. Ma se la sua opera è nota, esposta nei maggiori musei del mondo, ciò che offre questo libro è un ritratto più intimo, domestico, che si arricchisce di sfumature man mano che si sfogliano le lettere, i biglietti, le cartoline inviate a Luisa Laureati, che di Matta è stata prima rappresentante per l’Italia, poi amica e confidente di una vita. Grazie ai sorprendenti disegni, agli schizzi improvvisati, alle immaginifiche illustrazioni – a volte accenni, altre vere e proprie opere pensate per la destinataria ‒ con cui Matta adornava sia gli scambi epistolari sia le comunicazioni più estemporanee, scopriamo così l’artista nella sua quotidianità, i lati ignoti del suo carattere, il suo rapporto con le donne e con il denaro, le piccole manie, la sua generosità.

Apre il volume una toccante introduzione di Luisa Laureati, che rammenta le origini di un’amicizia che ha segnato il suo percorso umano e professionale e ci riconduce al clima culturale e artistico del tempo; segue un’intervista di Antonio Gnoli a un Matta ormai novantenne, ancora incredibilmente lucido e brillante; un saggio di Giulia Lotti e un’autobiografia dell’artista. Chiude infine la pubblicazione, lo speciale contributo di Giuliano Briganti, storico dell’arte, marito di Luisa, che di Matta è stato amico e acuto critico.
«Le lettere contenute in questo volume – scrive Luisa Laureati – sono il racconto del nostro patto di allora e del nostro rapporto, durato fino alla sua morte, il 23 novembre 2002: l’inizio del mio lavoro e della mia vita di mercante, una vita bellissima che non ho mai rimpianto».

Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren (Santiago del Cile 1911 - Civitavecchia 2002) apparteneva a un’antica e agiata famiglia basca, imparentata con l’allora presidente del Cile. Dopo essersi laureato in architettura all’Universidad Católica di Santiago, nel 1934 si trasferì a Parigi per lavorare presso lo studio dell’architetto Le Corbusier. Qui conobbe Picasso, Dalí, García Lorca, Breton. Nel 1937 aderì al movimento surrealista e due anni dopo si trasferì a New York. Nel 1948 tornò in Europa, stabilendosi prima a Roma e poi a Parigi. Espose, tra l’altro, alla Biennale di San Paolo nel 1962, a Berlino nel 1970 e ad Hannover nel 1974. Nel 1990 ha ricevuto il Premio Nazionale d’Arte del Cile.

Luisa Laureati è stata una delle protagoniste della scena intellettuale romana fin dal 1965, quando la sua libreria L’Oca divenne luogo d’incontro prediletto da intellettuali, poeti, scrittori come Moravia, Ungaretti, Morante, Pasolini, Parise, Flaiano. Nel 1967 la libreria si trasformò nella celebre Galleria dell’Oca, frequentata da Matta, Kounellis, Paolini, Carol Rama, Novelli e Mattiacci e sede di importanti mostre di grandi artisti del Novecento: vi esposero, tra i tanti, De Pisis, Morandi e Guttuso. Laureati ha diviso passione e cammino con il marito, lo storico dell’arte Giuliano Briganti.

 

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“La leggenda di san Gennaro” una testimonianza dimenticata di John Peter. Scritta nell’800 a Napoli in francese e mai tradotta, arriva a settembre in libreria per Stamperia del Valentino

“La leggenda di san Gennaro” una testimonianza dimenticata di John Peter. Scritta nell’800 a Napoli in francese e mai tradotta, arriva a settembre in libreria per Stamperia del Valentino

Copertina san Gennaro 250Per la collana I Cinquecento di Stamperia del Valentino, in libreria La Leggenda di san Gennaro (82 pagg. euro 12), un volume di John Peter mai tradotto. Scritto a Napoli in francese nella seconda metà dell’Ottocento, era stato del tutto dimenticato e oggi, grazie alla curiosità e alla tenacia dell’editore Paolo Izzo, torna alla luce come testimonianza di particolare pregio culturale.
Il culto di san Gennaro, da sempre in precario equilibrio tra sacro e profano, viene qui analizzato dall’autore nella sua declinazione tardo ottocentesca. Il punto d’osservazione, quello di un Protestante convinto, non fa che dimensionare in ambito storico le varie fonti e le relative leggende sulla vita e le opere del mitico protettore della città di Napoli. Dimensione anche questa – il lettore potrà scoprirlo – non proprio pacifica, visto le storiche e campanilistiche contese tra i luoghi in cui visse, che hanno tentato da sempre di appropriarsene. Una lettura fresca e gustosa su un argomento tutt’altro che frivolo, che va a toccare le corde più profonde della coscienza popolare non soltanto partenopea. Affascinante non solo la penna, ma anche il punto di vista di un autore quasi anonimo che, invece, a Napoli visse 20 anni e approfondì, nei suoi studi, luoghi e personaggi, non ultimo Francesco Mastriani.
John Peter (Jean-Charles) era uomo colto e curioso, raccolse i suoi principali scritti in due volumi: Études napolitaines (1882) pubblicato a Napoli e a Losanna, e Nouvelles ètudes napolitanes (1887) anche questo in fase di traduzione e di prossima uscita presso la Stamperia del Valentino. Proveniente da una famiglia di Ginevra, dov’era nato nel 1833, Peter scrisse un libro su Padre Rocco e uno su san Gennaro, rimanendo un pastore protestante. Nel 1860 fu in Borgogna (Chalon-sur-Saone), poi a Saint-Denis, nel cuore di Parigi, e nel 1866 arrivò a Napoli, dove fu pastore della chiesa francese fino all’86. Nel 1878 pubblicò l’opuscolo sul domenicano Padre Rocco (1700-1782), che Dumas definì “più potente a Napoli del Sindaco, dell’Arcivescovo, e anche del Re”. Nel 1884 Peter si dedicò alla stesura del testo sulla leggenda di san Gennaro, in coda al quale introdusse anche le recensioni della prima raccolta.
La leggenda di san Gennaro – così come gli altri suoi scritti napoletani – non essendo stata mai tradotta e pubblicata, è rimasta finora sconosciuta.
Dopo il soggiorno partenopeo, Peter tornò a Ginevra, dove pubblicò Fleurs d’herbier e Petites chroniques genevoises. Morì nel 1901.

Il volume è acquistabile su tutte le piattaforme di settore e sul sito della casa editrice: www.stamperiadelvalentino.it

La casa editrice
Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico. La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.

 

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Finalista al Premio Letterario Nazionale Nicola Zingarelli “Cioccolata calda per due” di Nunzia Gionfriddo. Edizioni Phoenix Publishing

Finalista al Premio Letterario Nazionale Nicola Zingarelli “Cioccolata calda per due” di Nunzia Gionfriddo. Edizioni Phoenix Publishing

Copertina definitiva Cioccolata calda per due Nunzia Gionfriddo 250Si guadagna un posto di riguardo nella decade dei finalisti al Premio Letterario Nazionale Nicola Zingarelli, all’interno della sezione Narrativa Edita, il romanzo di Nunzia Gionfriddo “Cioccolata calda per due” pubblicato da Phoenix Publishing e già vincitore del Premio Milano International.
L’8 ottobre 2022 al Teatro Mercadante di Cerignola (Foggia), la proclamazione dei tre vincitori.
Romanzo articolato, basato su vicende storiche crude, “Cioccolata calda per due” non manca tuttavia di tenero romanticismo. Al centro della narrazione, i fatti tragici del secondo Dopoguerra che hanno interessato Istria, Dalmazia, Fiume, Trieste, il tentativo d’invasione serba della Bosnia, le atroci sofferenze e le decimazioni subite dalle popolazioni, nell’indifferenza delle grandi nazioni europee irrompono nella loro quotidianità. Dunque, storie di guerra, di paura e di attese.
Con l’obiettivo di approfondire le sue ricerche sulle vicende drammatiche avvenute nell’ex- Jugoslavia, Florinda chiede aiuto ad un giornalista, Giovanni. Presto, la donna si scontra con il dolore profondo e mai superato dell’uomo che in quegli eventi terribili ha perso la moglie. Ne nasce
un rapporto affettuoso fatto di scambi d’idee, ricordi, piccole condivisioni, riti comuni come una cioccolata al bar, una passeggiata nel quartiere, una gita al mare.
La storia di Giovanni, della sua famiglia e della moglie scomparsa, una misteriosa telefonata a un cellulare (“Pronto, amore…”) sono i temi di questo racconto a due voci che gioca tra amore e morte, tra leggerezza e tormenti, ed emergono come spruzzi di onde di un mare in tempesta, tra le
righe della posta elettronica o davanti a due tazze di cioccolata calda.
“Questo romanzo”, spiega l’autrice “nasce da varie sollecitazioni nel corso di almeno due anni. La prima emerse durante la presentazione di un mio romanzo “Gli angeli del rione Sanità”. Durante la discussione che si accese sul quesito se nelle aule scolastiche facesse più presa sugli studenti il manuale di Storia o il romanzo storico, una signora intervenne affermando che argomenti come, per esempio, il dramma delle foibe e l’esodo degli italiani da Pola, Istria e Dalmazia, per non parlare poi dei campi di concentramento nazisti e fascisti o titini, erano quasi del tutto ignorati da studenti e docenti”.
La seconda sollecitazione, racconta Nunzia Gionfriddo, fu inviata attraverso le onde della radio da Edoardo Camurri che leggeva da un giornale la provocazione di Alessandro Baricco: “Sapreste scrivere un racconto che abbia come spunto la telefonata: «Pronto, amore…».
Poche parole sull’ultimo, necessario capitolo che va ad aggiornare la precedente edizione. “Ho continuato a far parlare i miei protagonisti, per riportare in questo volume il resoconto storico dei fatti che riguardano il secondo Dopoguerra nella parte orientale della nostra Italia e il devastante assedio di Sarajevo a opera dei serbi di Milosevic”, continua l’autrice. “Da storica mi sono rifatta a varie fonti, ma da scrittrice ho usato i miei amati personaggi per aggiungere quello che la Storia non deve mostrare mai, ovvero lo sdegno, il raccapriccio, il giudizio, la pena…”.
Corredo fotografico di Alma Carrano.

Titolo: Cioccolata calda per due
Autore: Nunzia Gionfriddo
Collana: Talos
Pagine: 214
Formato: 148x210
Prezzo: € 16,90
EAN: 978-88-944808-8-7
Uscita: gennaio 2022
Edizione: nuova edizione
Pubblico: per tutti
Quarto posto al Premio Giovane Holden, 2018
Secondo posto al Premio Milano International, 2018
Menzione speciale di merito Ass. Pelasgo, 2020

L’AUTRICE
Nunzia Gionfriddo, è nata a Napoli e si è laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università
Federico II. Ha insegnato negli Istituti Medi Superiori. Ha collaborato con la Sapienza di Roma. In
questi ultimi anni si è dedicata alla stesura di romanzi di cui Chiocciole vagabonde è stato il primo.
Hanno fatto seguito, tra saggi e recensioni critiche, Raccontami la mia storia e Gli angeli del rione
Sanità, tutte opere premiate da associazioni nazionali e internazionali.
Si è interessata dei rapporti tra Scienza, Storia e Letteratura, partecipando al dibattito culturale con alcuni saggi come L’incanto della camera oscura in Giacomo Leopardi, pubblicato dalla Rivista Letteraria “R I S L” (Rivista Internazionale di Studi Leopardiani), diretta da Emilio Speciale e L’Ultrafilosofia si fa poesia, in “Leopardi e il pensiero scientifico”, a cura di Giorgio Stabile.

LA CASA EDITRICE
Phoenix Publishing è il ramo editoriale della Phoenix Film Production. Pubblica fumetti, saggistica, narrativa. L’obiettivo è quello di divulgare contenuti di alta qualità selezionando scrittori sia emergenti che affermati, con un’attenzione alle opere nuove, originali e dal sapore cinematografico.
Phoenix Publishing - www.phoenixproduzioni.com
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Della stessa collana:
Philip Kwok – I cinesi in Italia durante il Fascismo, Phoenix Publishing - EAN 9788894389623
Maria Lombardo – Un campo senza muri, Phoenix Publishing - EAN 9788894480870

 

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CORRI E LASCIA CORRERE Monologo sulle contraddizioni dell'essere. Il nuovo libro di ALICE ZANNONI

CORRI E LASCIA CORRERE
Monologo sulle contraddizioni dell'essere
IL NUOVO LIBRO DI
ALICE ZANNONI
arriva a Buonanotte Contemporanea
domenica 28 agosto 2022- Montebello Sul Sangro – CH
10.30 camminata lungo il percorso LOOP NATURA
12.30 presentazione del libro e incontro con l’autrice

 

Copertina Corri e lascia correre 250Domenica 28 agosto 2022 BUONANOTTE CONTEMPORANEA - Montebello Sul Sangro (CH) presenta il secondo appuntamento di “In Bilico tra Buona e Cattiva Sorte” – eventi di agosto 2022 a Buonanotte che, dopo la presentazione del libro Atlante dei Paesi Fantasma di Riccardo Finelli, presentato da Carmela Palmieri lo scorso 6 agosto, vede protagonista Alice Zannoni.
Si parte alle ore 10:30 dal sito Buonanotte Contemporanea per una camminata veloce insieme all’autrice lungo il percorso LOOP NATURA per arrivare poi nel centro di Montebello Sul Sangro dove alle ore 12:00 Alice Zannoni racconterà il suo libro CORRI E LASCIA CORRERE - edito da NFC edizioni, dialogando con Maria Letizia Paiato.

L’evento è promosso e organizzato da CASaA architetti, RP//press, Associazione Green Abruzzo con il patrocinio di Comune di Montebello Sul Sangro e Borghi Ospitali.
Il LIBRO > CORRI E LASCIA CORRERE
Dopo il successo de L'arte contemporanea spiegata a mia nonna, Alice Zannoni per Nfc Edizioni nella collana Appropriè torna in libreria con un nuovo scritto che si allontana dal mondo dell’arte, dal suo ambito professionale, per esplorare e dare senso alla sua passione: il running.

Considerato non un semplice gesto atletico, il running è analizzato dall’autrice nelle sue motivazioni più profonde, quelle che la spingono, così come altri migliaia di corridori, a infilare le scarpe da corsa e andare. Con lo stesso metodo di osservazione e di analisi che Alice Zannoni applica all’opera d’arte, Corri e lascia Correre va oltre la superficie del visibile, per raccontare la pluralità interiore e narrare le contraddizioni emotive che abitano l’individuo.

Il risultato è un saggio “senza scaffale”. Non un manuale tecnico per sportivi, non un libro che affronta scientificamente o agonisticamente il movimento della corsa offrendo consigli motivazionali. Tutt'altro: Corri e lascia Correre non ha genere, spaziando dalla psicologia all'antropologia, dalle scienze sociali all'analisi critica del comportamento. Corri e lascia correre non è un libro sulla corsa, è un libro nella corsa. La corsa è il mezzo per dare voce all’inespresso che affiora nel caotico scontro tra le forze della ragione e l’impalpabile potenza delle correnti interiori.

Da oltre vent'anni, tutte le volte che Alice Zannoni inizia a correre si chiede: «Ma chi me lo fa fare?» Eppure continua a farlo, sebbene nessuno la obblighi. Se mi osservo - scrive l’autrice - è evidente che dentro di me c’è qualcuno che comanda e qualcuno che obbedisce, qualcuno che starebbe sul divano e qualcuno che, invece, scatta. Nel momento dell’“interrogatorio”, siamo almeno in due. Quanti altri io abitano l’essere?

In Corri e lascia correre, l'autrice corre e racconta lo scorrazzare dei pensieri, l'Alice critica d'arte osserva l'Alice runners, l'Alice donna parla con l'Alice bambina e con le tante altre sfaccettature della persona: come recita il sottotitolo, monologo sulle contraddizioni dell'essere, il saggio è un dialogo con sé stessi. Quando si corre si crede di essere da soli, invece si è in compagnia dei tanti sé di cui siamo fatti, delle proprie paure e gioie, dei propri pensieri.
Con lo stesso impatto che la corsa ha nella respirazione, così la scrittura, sempre incisiva, inizia moderata per diventare più intensa e nei sedici capitoli, ognuno concepito come una sessione di running, tra un passo e l’altro, si scaldano i muscoli, scandendo un percorso narrativo dove prende vigore il ritmo della riflessione. Come si alzano i battiti cardiaci si alza la dialettica dell’essere. Da qui Alice Zannoni affronta alcune categorie esistenziali come per esempio: l'immedesimazione eroica e divina, l'energia vitale propulsore di ogni istinto, la solitudine come necessità per la socialità. E ancora: la superbia considerata non come eccesso capitale, bensì come presenza necessaria per revisionare il presente, il vizio, senza il quale non può esserci virtù, la misura e il senso del dominio, il ritmo provocato dagli ostacoli rovescia positivamente il senso delle difficoltà, la genesi della creatività e il potere salvifico della fantasia, infine il desiderio di vittoria che deve fare i conti con la sconfitta e il fallimento.
A correre sono i pensieri e a manifestarsi è la vita nella sua ricchezza umana, per questo, implicitamente, il titolo del libro fa il verso al motto “vivi e lascia vivere” da cui prende ispirazione per la possibilità di far coesistere in ognuno i dilemmi senza che necessariamente la strada della conciliazione sia considerata l’unica possibile.
ALICE ZANNONI è nata ad Arzignano (Vicenza) il 30 marzo 1981. Vive e lavora a Bologna.
Si è laureata con Luciano Nanni in Estetica al Dams-Arte di Bologna, ateneo dove consegue anche il master di secondo livello in “Cultura dell'innovazione, mercati e creazione di impresa”. Si occupa da oltre quindici anni di arti visive come critica d'arte, curatrice indipendente e collabora come free lance con riviste del settore. Nell'anno accademico 2012-2013 è stata docente di Storia del Design presso la Laba | Libera Accademia di Belle Arti - di Rimini; nel 2013-2014 ha assunto l'incarico di Direttore Amministrativo della Fondazione Campori di Soliera. Nel 2013 ha ideato, fondato e diretto SetUp Contemporary Art Fair®, diventando in seguito Amministratore Unico. Nel 2015 ha aperto l'associazione Caravan Setup, di cui è Presidente.
Nel 2018 ha pubblicato il libro L'arte contemporanea spiegata a mia nonna (Nfc Edizioni) con oltre 50 presentazioni all'attivo e già due ristampe. È consulente per la progettazione e gestione di eventi culturali e per organizza laboratori formativi a enti privati e a istituzioni pubbliche. Ha all'attivo un centinaio di pubblicazioni tra cataloghi e articoli d'arte.
Più che critica ama definirsi "osservatrice contemporanea".

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