- Scritto da Maria Serritiello
- Categoria: Lapilli Salerno
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Il 10 maggio 2026, al Teatro Genovesi, Serata Conclusiva e Premiazioni della 17esima edizione del Festival Nazionale XS Città di Salerno a cura della Compagnia dell’Eclissi.
Con “Il Medico dei Pazzi” di Eduardo Scarpetta, la Compagnia dell’Eclissi ha omaggiato l’affezionato pubblico, nella serata conclusiva della17esima edizione del Festival XS.
La celebre commedia, in tre atti, è basata su molti equivoci, una bizzarra sequenza, tutti intorno a Felice Scioscammocca che, da Roccasecca, accompagnato dalla moglie, va a trovare suo nipote Ciccillo a Napoli, un debosciato che sperpera i soldi dello zio al gioco. Ciccillo ha fatto credere al poveruomo che si è laureato dottore e che ha messo su una clinica di pazzi. Il giovane all’arrivo del caro parente è in forte difficoltà, ma escogita un imbroglio pur di nascondere il suo stato di non laureato e la fine dei soldi che il povero zio gli ha inviato regolarmente. Così spinto dalla disperazione e da altro debito, contratto al gioco, il giovane indirizza Felice alla pensione Stella, dove stabilmente alloggia, facendogli credere che è là, la famosa clinica. Gli ospiti, in verità, tanto normali non sono e così senza nessuna fatica si prestano bene a rappresentare la pazzia, dal cantante lirico, all’attore drammatico, dal giornalista, alla sempliciotta figlia di Don Amalia, la padrona di casa, dal maggiore sempre in cerca di sfidare a duello qualcuno, a Raffele l’attore impegnato, insomma, un cast di persone che messe assieme, la pazzia la rappresentano proprio bene. Il povero Felice terrorizzato dagli atteggiamenti stravaganti degli ospiti della pensione-manicomio, cerca di salvarsi, alla men peggio da quei folli. Gli equivoci che si creano sono molto divertenti, fino a quando la verità viene a galla e con essa il perdono.
Questa la trama, ma ciò che ha reso speciale, particolare, unico, caratteristico, esclusivo, perfetto, sincronico, lo spettacolo è la bravura inimmaginabile degli attori. Una corale messa a punto da un’eccezionale regia, personificata da Marcello Andria. Le parole si sprecano, lo spettacolo va visto, gustato, recepito in ogni sua sfumatura e quando si dice che il teatro dà gioia è proprio questo il caso.
Grazie, perciò, a tutti gli attori della Compagnia Dell’Eclissi che hanno mutato il Teatro Genovesi in una figurazione teatrale-capolavoro. Le caratterizzazioni di ognuno sono state una prova attoriale di grande pregio, senza eccessi o sbavature, ma solo perfetta recitazione e completa interpretazione. È la prima volta che ho apprezzato (N.D.R) questo pezzo scarpettiano e ne sono contenta perché a farmelo gradire sono stati gli amici, attori unici, per amore e bravura, della Compagnia dell’Eclissi. Il merito va a tutti, nessuna graduatoria, non si può dire dell’uno senza citare l’altro, la misurata interpretazione del ruolo va elogiata nell’insieme, il loro è stato un ordito, tessuto in modo speciale: Felice Avella, Maurizio Barbuto, Leandro Cioffi, Rossella Cuccia, Marica De Vita, Lea Di Napoli, Ernesto Fava, Andrea Iannone, Alfredo Marino, Mario Procida.
A rendere particolarissima questa edizione, che celebra anche i 100 anni della morte dello straordinario attore-autore Eduardo Scarpetta, è stata l’originale colonna sonora creata dal giovane talentuoso Marco De Simone, un cammeo pregevole che come scrive Marcello Andria nel programma di sala: “… risolve i virtuali finali d’atto e accompagna le transizioni, affidando il commento alle voci dei personaggi e, talvolta, anche degli stessi interpreti moderni, che con rispetto, considerazione e una punta di benevola ironia si avvicinano al teatro ‘e n’epoca luntana”
Maria Serritiello
Regia: Marcello Andria
Scenografia: Francesca Laghezza
Costumi: Angela Guerra
Musiche originali: Marco De Simone
Vocal coaching: Marida Niceforo
Arredi: Salvatore Esposito
Venerdì 8 maggio, alle ore 18.00, presso il Forum dei giovani di Cava de’ Tirreni (Sa) in Viale Crispi 1 (Villa Comunale), sarà inaugurata la mostra “Se un giorno il silenzio. Immagini che raccontano il tempo sospeso della pandemia”, del fotoreporter ANSA Cesare Abbate.