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Libri

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Alla Galleria Barbato di Scafati la presentazione del libro “La fiamma spezzata” (Avagliano Editore) del giornalista Giovanni Taranto

 

Foto copertina libro 250 Una testata giornalistica come “Lapilli” poteva mai lasciarsi sfuggire l’occasione di dedicare un pezzo al giallo dell’anno che vede tra i protagonisti il Vesuvio e la sua gente?
Ovviamente no.
Tantomeno se il romanzo è scritto da un vesuviano doc: il giornalista Giovanni Taranto.
E men che mai se c’è un’ottima notizia da dare: il Capitano Giulio Mariani raddoppia.
L’investigatore dei Carabinieri, protagonista de “La fiamma spezzata” (Avagliano Editore), tornerà prestissimo con la seconda delle sue inchieste, piazzandosi di diritto tra i volumi da non perdere per la prossima estate.
La conferma dell’imminente pubblicazione del nuovo “noir vesuviano” imperniato sulle inchieste del detective dell’Arma è arrivata di recente, durante la serata che il salotto letterario della Galleria Barbato di Scafati ha dedicato al giallo d’esordio del “nerista” di Torre Annunziata, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. A moderare l’incontro, tra le opere d’arte della location curata da Franco Barbato e Marisa Nastro, la giornalista Stefania Falco. Ospiti, e interpreti di alcuni avvincenti brani del romanzo, l’attore Giovanni Caso, noto al grande pubblico soprattutto per i successi della fiction “Un posto al sole”, e l’agente letterario Carla Fiorentino, che tanto ruolo ha avuto nel far arrivare il Capitano Mariani al grande pubblico. Una bella trovata ha caratterizzato ulteriormente la serata: fra quadri, sculture e oggetti d’arte, anche la proposta originale dell’Erboristeria Paluna, che ha offerto agli intervenuti una serie di bevande naturali create basandosi su particolarità e caratteri dei personaggi principali de ‘La fiamma spezzata’: il Capitano Mariani, la Pm napoletana Clara Di Fiore, il giornalista Alfano e i sottufficiali Di Filippo e Soriano.
Dunque è vero e gli appassionati possono gioire? Possiamo confermare che torna, con le sue indagini, il Capitano romano dei Carabinieri mandato a operare ai piedi del Vesuvio?
“Mariani non ha mai lasciato il servizio. E’ pienamente operativo, come si dice nel gergo dell’Arma. Per lui è ben lontano il momento di andare in congedo. – spiega l’autore - Ha una lunga carriera davanti a sé. E molti casi da risolvere.”
Dopo i successi al Salone Internazionale del libro di Torino, alla fiera dell’editoria di Roma, al Festival del Giornalismo e in tante altre importanti rassegne, si era già conclamato il successo di Mariani. Il pubblico lo ha accolto benissimo.
“Ne sono molto felice. E ce lo hanno confermato i dati. La fiamma spezzata è uscito in anteprima nazionale il 18 marzo 2021. In piena pandemia. La prima tiratura del romanzo andòFoto 250 esaurita in soli dodici giorni. Ora siamo alla necessità di una quarta tiratura. E in dodici mesi il nostro Capitano ha girato tutta Italia, con quasi cinquanta presentazioni dal vivo, oltre sessanta recensioni da parte della stampa nazionale e locale, è stato ospite di programmi Tv e radiofonici, di presentazioni on line, e di tanti incontri con gli studenti di diverse scuole, dove il testo è stato molto apprezzato per la sua capacità di spiegare temi delicati anche ai più giovani. Con un risultato così, non potevamo che accelerare l’uscita della sua seconda inchiesta”.
Si parlava da mesi di un nuovo giallo incentrato sulle inchieste del comandante della Compagnia di San Gioacchino. Possiamo già anticiparne il tema?
“Nella prima inchiesta Mariani si era occupato di un enigma singolo: una delicata indagine sulla sorte di un giovane Carabiniere trovato morto. Un caso archiviato come suicidio. ‘La fiamma spezzata’ aveva come nucleo quell’unico importante evento, anche se contornato da altri casi minori e paralleli. Stavolta, invece, le cose saranno molto diverse. Il Capitano dovrà affrontare molti più misteri, che ne metteranno alla prova ogni capacità intellettiva, deduttiva e operativa. Dovrà arginare una serie di eventi incalzanti e a tratti tragici. Il lettore dovrà stargli dietro, ma avendo sempre e comunque tutti gli elementi che Mariani scoprirà, man mano che questi emergeranno”.
Il tutto avverrà ancora nel cuore del territorio Vesuviano? Come si intitolerà il nuovo romanzo?
“Anche questa volta tutto si svolgerà ai piedi del nostro vulcano. Ma posso anticiparvi che non sarà sempre così, in futuro. A volte le indagini portano lontano da casa… In quanto al titolo, per ora è coperto dal necessario riserbo. Possiamo accennare che avrà il giusto tono di mistero che solleticherà la curiosità dei lettori. E che già quello sarà un piccolo enigma che i lettori potranno sciogliere con la lettura del romanzo”.
Le storie al centro del primo romanzo saranno collegate ai casi di cui Mariani si occuperà in questo secondo giallo?
“I protagonisti principali sono gli stessi cui migliaia e migliaia di lettori si sono già affezionati. Ma le storie saranno fruibili autonomamente, anche se legate in senso cronologico: la prima si svolgeva nel periodo natalizio, la seconda in quello di Pasqua. Chi avesse già letto ‘La fiamma spezzata’ ritroverà i personaggi chiave, insieme a molti altri nuovi. Ma chi dovesse imbattersi in Mariani e i suoi per la prima volta, non avrà alcuna difficoltà a godersi a pieno questa seconda inchiesta. Certo, ci auguriamo che poi a ogni lettore del nuovo noir che non conoscesse già ‘La fiamma spezzata’ venga la curiosità di andare a vedere cosa era successo prima…”
Anche questa volta nel romanzo troveremo le tradizioni della nostra terra?
“Sicuro. In ognuno dei miei gialli, la trama investigativa sarà immersa nell’humus composto dalla nostra cultura, coi nostri costumi, il nostro modo di pensare e di vivere. Insomma, la ‘vesuvianità’. E ci sarà il ritratto fedele della nostra terra, nel bene e nel male, senza panegirici ma anche senza sconti. Tutto compreso: bellezze, meraviglie, tesori, ma anche carenze, brutture, piaghe”.
Come è stata accolta questa particolare caratterizzazione dal pubblico di tutta Italia?
“Non certo come limite. Anzi, al contrario: è piaciuta, e sta aiutando a mostrare il volto reale e il vero spirito della nostra terra. E comunque, nei miei romanzi, anche se la vesuvianità ha un ruolo centrale, non mancano mai spunti di tutt’altra matrice. Del resto Mariani è romano. E nelle Caserme dell’Arma c’è un microcosmo in cui è rappresentato tutto lo Stivale. Man mano appariranno personaggi di ogni regione. E in futuro anche le indagini non saranno sempre e comunque ancorate al solo territorio Campano”.
Ha detto che il Capitano ha ancora tanti casi da affrontare. E anche con questa ultima risposta ci lascia presagire più di un seguito. Questo secondo romanzo non sarà l’ultimo?
“Ce lo vede un Capitano dei Carabinieri che non abbia il suo bel da fare? I casi da risolvere sono veramente tanti. E, del resto, la Pm Di Fiore non lascerebbe mai un detective come Mariani con le mani in mano”.
Un personaggio così, e una ambientazione così, sembrano fatti per una trasposizione su schermo. E in tanti già ci sperano. E’ una possibilità reale?
“Effettivamente molti, anche fra gli addetti ai lavori, hanno già commentato che le inchieste di Mariani sembrano già pronte per una sceneggiatura. E non manca qualche primo incoraggiante spiraglio, anche se appare una strada molto lunga da percorrere. Attendiamo altri contatti. E comunque certe cose, per ora, meglio dirle solo sottovoce.”

 

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La pizza fatta in casa di Davide Civitiello

Copertina La pizza fatta in casa 250La pizza napoletana fatta in casa di Davide Civitiello come tutto è iniziato. Onore e merito al casatiello è partito tutto nel 2015 quando ItaliaSquisita ha filmato per la prima volta Davide Civitiello. La genuinità del campione napoletano conquista il web. Decisivo per il percorso di Davide con ItaliaSquisita il video del 2017 a Posillipo dal titolo “la pizza napoletana fatta in casa”un tutorial semplice adatto per tutti che diventa subito storico e virale.La pizza napoletana fatta in casa diventa anche un trend nella scena della pizza contemporanea Campana,grande soddisfazione per Davide Civitiello.
Nel libro di Davide Civitiello c’è tutta la sua vita,la crescita professionale,i sogni,le speranze,le cadute,le sue esperienze gastronomiche la strada percorsa e le conoscenze acquisite.Ci sono i suoi viaggi in giro per il mondo ,le persone che lo hanno sempre sostenuto, ci sono i suoi partner ,la sua famiglia e soprattutto le pizze.Un libro in cui Davide Civitiello ha raccontato attraverso masterclass gli stili,le metodologie per realizzare una vera pizza napoletana nel forno di casa.Un viaggio professionale fatto di impasti, tradizione, esperienze ma soprattutto passione e sacrifici per il suo lavoro.In questo libro Il campione del mondo di pizza napoletana fa l’amore con l’impasto ,svelando tutti i segreti ,perché l’obiettivo di Civitiello non è solo fare le pizze ma insegnare al mondo come si fa la pizza napoletana. Davide Civitiello vive di pizza da quando aveva 9 anni,classe 84 ,pizzaiolo per passione e vocazione,il suo destino a lui ignoto era già scritto nel firmamento e così fu…Un libro che Davide rivolge agli appassionati del mondo della gastronomia ma soprattutto per coloro che non possono fare almeno della pizza a tavola . Benvenuti nel mondo pizza di Davide Civitiello.

Il libro di Davide è una linea guida nella masterclass dove svela passo passo tutti i segreti per una pizza napoletana fatta in casa che non teme il confronto con la pizzeria.

Il libro di Davide Civitiello letto anche nella Casa del Grande Fratello oltre ad una scorta di farina Caputo - Il Mulino di Napoli, arriva anche il mio libro “La pizza fatta in casa” in questo caso del Grande Fratello,a seguire le letture e le ricette il gieffinoDavide Silvestri, protagonista di questa edizione.

 

*note biografiche
Aspettava con ansia il sabato sera: il giorno in cui, secondo una tradizione non scritta ma ormai consolidata negli anni, andava con tutta la mia famiglia in pizzeria. Amava osservare i pizzaioli muovere con destrezza ed eleganza le loro mani negli impasti.Inizia a soli 9 anni a lavorare nella pizzeria “Da Gennaro” di Vincenzo Costa, che lo prese sotto la sua ala protettrice insegnandogli tutti i segreti del mestiere.Poco dopo i suoi 18 anni l’incontro professionale con Rossopomodoro Nel 2013 la vittoria del 12° Campionato Mondiale del Pizzaiuolo “Trofeo Caputo” sancisce l’inizio della sua collaborazione con Caputo, il Mulino di Napoli.

Link per acquisire il libro
https://bit.ly/3DZS0ae_Shop_la_Pizza_fatta_in_Casa

 

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IL MIRACOLO DI PENTECOSTE di Sibylle Lewitscharoff

Sibylle Lewitscharoff
IL MIRACOLO DI PENTECOSTE

Traduzione di Paola Del Zoppo e Cristina Vezzaro
Del Vecchio Editore, Formelunghe, pag.400, euro 20, in libreria da 7/1/2022

COVER Sibylle Lewitscharoff Il miracolo di Pentecoste 255«Lewitscharoff intreccia una rete così finemente intessuta di allusioni, citazioni e interpretazioni della Commedia, che il suo romanzo è molto più che la vivace rappresentazione di un convegno dantesco: Il miracolo di Pentecoste fa risorgere la poesia di Dante.» Bernhard Viel, «Abendzeitung München»
«Lewitscharoff usa il linguaggio come un’arma di seduzione. Attira i lettori quasi per caso e li trascina all’interno di dispute riguardo il canone della letteratura mondiale. Il miracolo di Pentecoste è letteratura che crea letteratura, tutti dovrebbero leggerlo.» Joachim Dicks, «NDR Kultur»

Con la sua prosa leggera ed eloquente Sibylle Lewitscharoff ci accompagna dalle profondità infernali fino alle Altezze sospirate del Paradiso.
 Protagonista principale nel suo romanzo è infatti la più famosa Commedia della letteratura mondiale attorno a cui ruotano le vicende di 34 dantisti provenienti da tutto il mondo e di un trascinante narratore, tanto ossessionato dalla materialità e dalla razionalità da essere sconvolto nel dover fare i conti anche solo con la parola «miracolo», figurarsi con le sue implicazioni.
Gottlieb Elsheimer, narratore delle vicende e unico tra i suoi colleghi a non essere destinato al paradiso, si trova infatti a ricercare, tra le lezioni del convegno più bello mai vissuto, una spiegazione per il misterioso fenomeno manifestatosi nel giorno di Pentecoste esattamente nel momento in cui il suono a festa delle campane di San Pietro ha raggiunto l’antica sala dei Cavalieri di Malta, sull’Aventino, sede del convegno. Inizia così il nostro viaggio nel mondo di Dante, mistico ma intriso di realismo, un mondo che sembra avere un effetto esaltante quasi psicotropo sui colleghi riuniti e che dirige la realtà del narratore verso un cambiamento imminente e inspiegabile.
In un percorso ideale che va dalla torre di Babele al cenacolo, mescolando i piani narrativi e attingendo, nella costruzione quasi cabalistica dei riferimenti, a teorie letterarie, teologiche e filosofiche Lewitscharoff ci regala un romanzo intriso di ironia e meraviglia, una narrazione che ci porta a investigare il miracolo della conoscenza e dell’immaginazione che svela le effimere differenze tra realtà e creazione poetica.

Sibylle Lewitscharoff
È “la scrittrice” per eccellenza. Nata a Stoccarda, vive a Berlino, in una grande casa, dove c’è spazio anche per le sue altre attività artistiche, tra le quali la composizione e il collage, che talvolta si declinano in immagini per le copertine dei suoi libri. Sibylle Lewitscharoff è inarrestabile. Ha studiato teologia, lavorato come contabile, vissuto a Buenos Aires, a Parigi, per brevi periodi in Italia. Parla molte lingue, ma il codice che conosce meglio è quello della narrazione. I suoi romanzi hanno vinto quasi tutti i premi possibili, tra i più recenti il Premio Büchner, il più importante premio letterario tedesco. Chiamata a tenere le prestigiose lezioni di poetica a Francoforte, a Zurigo e a Kassel (la cattedra Grimm) ha illustrato come la realtà non sia l’unica unità di misura con cui i narratori, e dunque i loro personaggi, devono e possono fare i conti.

 

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Napoli, il colore della speranza

Napoli, il colore della speranza

E’ il titolo del nuovo libro di don Mimmo Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli.

IMG 2492 251“Ecco, chiamato dal Signore a servire questa terra – sottolinea l’Autore – desidero mettermi a servizio della sua luce, lasciandola crescere fino ad arginare ogni buio. E per fare questo credo che il mio colore, quello che ricevo dal Signore e desidero condividere con tutta la città, credenti e non, debba essere quello della speranza”

Edito dalle Paoline, il volume è in questi giorni nelle librerie. Raccoglie interviste, omelie, interventi e preghiere che aprono uno scorcio su quello stile quotidiano con cui don Mimmo Battaglia si fa prossimo alla realtà e la benedice, la sostiene e l’accompagna perché germogli.

“C’è coraggio profondo raccolto in queste pagine - scrive nella Prefazione Chiara Scardicchio – un coraggio che non è forza ma specchio; specchio della pastorale vissuta da monsignor Domenico Battaglia o don Mimmo come da tutti preferisce farsi chiamare. E’ il coraggio di una comunicazione che, tenendo insieme codice materno e codice paterno, non aspira a consolare o a motivare: le sue parole portano nel deserto. Un deserto che è pre-condizione unica della fioritura e che chiede, innanzitutto, che la realtà si chiami e si ami”.

Nella copertina del libro foto/omaggio di Ciro Fusco

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